Tasti bianchi e neri

violentati

dal disprezzo

e dalle dita

di chi alla buona musica

ha preferito

invece

la sinfonia omicida.

Sulle note

struggenti

di una supplica

che diventa

un grido.

Poi più niente.

Nel nome

della madre

soffoca

il respiro.



In ricordo di George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla follia razzista di chi lo doveva, invece, proteggere.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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