Il paese che muore
così c’è scritto
sulla nuda roccia
che da secoli ti sostiene
e che ti fa da madre
a questo figlio
ora in balia del vento
che dalle forre sale
e ti porta il respiro
di voci innamorate
di chi in te ha trovato
uno scampolo di paradiso.
Sei il paese che muore
così c’è scritto
sulla nuda roccia
che ti sostiene
ma la bellezza non può morire
quando è figlia del tempo
che in lei opera clemente
come l’amore di una madre
e l’acqua per un fiore.
Sei il paese che muore
così c’è scritto.
Di certo non bastano queste parole
a dare alla tua vita un alito
e alle tue nude rocce
baciate dal sole
prima di tramontare.
ad inseguire il veloce tempo
in modo da non perderlo di vista
neanche quando improvvisamente
imbocca la più stretta delle curve?
A tallonarlo, senza alcuna tregua,
fino al preciso punto d’affiancarlo?
Io sì, nella continua corsa,
anima e corpo in ginnica tenuta,
col travagliato sogno del campione
che tenta la sua migliore impresa.
E hai mai provato, figlio mio,
a superarlo, il veloce tempo,
ed esser tu a fare l’andatura
coprendo a ritroso il tragitto
ed esser tallonato senza sosta?
A mantenere almeno una distanza
per essere sicuro d’aver vinto?
Io sì, nella continua corsa,
anima e corpo in ginnica tenuta,
col travagliato sogno del campione
che giunge infine all’agognata meta.
Guarda d’oggi cielo, terra e mare
e scova tu, se ne sarai capace,
bellezze nuove da incastonare.
Ti aiuterà ad indossar la vita.
Ma non dimenticare, figlio mio,
di riguardare cielo, terra e mare
e d’essere capace a scovar domani
bellezze antiche da cristallizzare.
Quel giorno d'estate,
C'eran parole
Mai state ascoltate.
C'era un bel sole
A baciar le tue viole,
C'era il dolore,
Sì, c'era il dolore.
Rompesti lo specchio
Quel giorno d'orrore,
Volando in silenzio,
Facendo rumore.
Nessun colore
Riuscì a far capire
Quel canto
D'amor
Che ti volle morire.
Solo quel marmo
Adesso può dire:
Qui giace il dolore,
Che mai ebbe fine.
Un diario in cui mi specchio
il richiamo dei cedri
su questa piazza
imbambolata di essenze non vere,
robusti e impazienti i miei alberi
stanno in attesa, e solo ombre
che l’aria respinge.
Quand’è sera sono una giostra
a luci spente,
se tendo le braccia
un mondo vuoto batte il polso
e io ghiaccio di abbandono
viaggio distante
che fa male allo sguardo,
dilania perfino la pagina.
Porta via montagne sognate
mentre ginestre e occasi
scolorano dentro le nubi
- non c’è misura di tanto sparire
a un passo dal cuore.
Questa...
è la notte di Natale.
Non è bianca come i pensieri dei fanciulli… ma
è lo stesso giorno delle nostre vecchie madri,
è lo stesso giorno degli amori e degli affetti.
I miei occhi si gonfiano di lacrime
perché privo del tuo verde mare…
dove vorrei annegare adesso… e dire è Natale.
Auguri
A te
che del coraggio
hai fatto poesia di vita
dedico le parole più belle
quelle che sbocciano
come fiore di pesco nel giardino del cuore.
Hai saputo camminare
a passi felpati
come il più agile dei felini tra i dolori
che la vita tristemente
ti ha inferto,
leccando
le ferite brucianti
delle lacrime degli inganni
subiti nel tempo.
Sola, tra i tuoi ieri
la via che riconduce
ai sentieri della mente
tra montagne innevate,
le più disperate...
ti sei ritrovata
forte come una stella alpina.
sentite come suoni d’armonia
in una sera avvolta di magia
accesa da un’amica senza tempo.
Parole sono entrate con dolcezza
a visitare la mia anima in ascolto
e poi si son fermate lì nel cuore
edificando la casa della quiete.
Lì dentro aleggia aria di poesia
trovando spazi ove ogni brivido
vien respirato ed assorbito a tale guisa
da divenire ossigeno vitale.
Buon compleanno
anima gentile
che sai entrare nei cuori
in punta di piedi
e di te resta
l’impronta leggiadra
dei giorni vissuti
nella pienezza
delle cose belle
e dei giorni mai sprecati
come la poesia
delle notti stellate
di quando i sogni
non aspettano mai l’alba
per essere vissuti.
Così i tuoi anni
di fresca vernice
sopra la ruggine e le rughe
del tempo che passa.
bagnando le pietre nere più dure
o ténere sabbie beige e aderenti,
io come te mi rivelo nel mondo.
Son calmi gl’inquieti mille tremori
dentro i mattini dei freschi respiri
per poi provocare tutti i fondali
di modo che infiammino onde assassine.
D’aria, di cielo, di pioggia pulita,
io come te mi fodero d’acqua,
di vetri e cristalli buoni a specchiare
mutar della luna addosso alla pelle.
Mi va di farmi ascoltare non solo
da chi accompagna questo mio andare,
da chi fa da scorta al mio divenire;
non solo da chi parimenti ti ama,
ma anche dal sordo che sordido sbircia
fragori di onde e rumori di cuori
e sordo alla fine rimane, lo stolto,
assorto e poi morto in mille congiure.
Io come te, mai mare indecente,
intendo schiarire omuncoli oscuri,
coloro che gridano l’odio e la fine.
Ma solo una cosa vedo mi manca:
l’azzurro che io non ti so rubare.
dei nostri sorrisi
dell'amore che si vede in noi.
Era scritto nel nostro destino
quando in quella giornata
cosi particolare sei arrivata,
un piccolo scricciolo
bellissima e piccolissima.
Non basterebbero tutte le
canzoni del mondo
per dedicarle a te,
ti sarò sempre accanto anche
se lontani ma vicini con il cuore.
Ora che un nodo in gola
mi lascia il vuoto di un abbraccio.
Aspettami sempre al solito posto
sempre a casa.
Aspetterò quel Natale
che staremo insieme.
C'è posto per tutto
riscriveremo tutta la nostra nuova vita
AUGURI BUON COMPLEANNO TI AMO INFINITAMENTE.
Cresciuto su una collina verdeggiante.
Mi hai protetto dal sole della vita,
Con ombre rinfrescanti.
Parevi burbero quand'ero bambino,
Ma lo facevi per ovattare i tuoni intorno a me.
Ascoltando i sussurri del vento,
Udivo i tuoi racconti:
La guerra,
La pace,
Il lavoro,
Ed infine il tuo grande amore.
Ancora batte forte il tuo cuore parlando di lei,
E lo percepisco attraverso le radici vibranti.
Tra un po' te ne andrai,
seguendo il volteggiare delle tue foglie nell'aria,
Lo so...
Ma ho già raccolto il seme che mi hai donato,
Questo pensiero mi conforta l'addio.
A te che sei stata madre e padre
nel Simposio perfetto,
a te che mi hai cresciuto con rigore
e con il candore di un sorriso,
a te che hai protetto le mie età
più fragili e incantate,
a te che mi hai fatto scoprire l'amore
nelle canzoni della tua adolescenza,
a te che hai occhi verdi e grigi
come la ninfa sul lago d'inverno.





