Seguendo l’ombra
Disto da te solo
quel riflesso di luce
che ti brilla nelle mani,
mamma,
mentre
ti trema la voce.
Se una nota ti sfiora
il fiato, e tace
aspettami sulle tue ginocchia
come quando ero bambino.
Quando la matita nera
sui tuoi occhi sembrava felice.
Gradita, appagata e calorosa sia,
al tuo messaggio la risposta mia,
un caro saluto che profuma di rosa.
fiore amato come il tuo nome Rosa.
Grazie per avermi pensato stamattina,
sei bella, riservata ed anche profumata,
come le rose in questa meravigliosa foto
che m’hai mandata presto, appena in moto.
Un’immagine di rose che in un cestino,
il loro profumo non possono far sentire,
lo immagino intenso, dolce e penetrante,
diritto al cuore mi è arrivato inebriante.
Profumo non sentito dal mio olfatto,
ma che ha avvertito chiaro la mia mente,
sensazioni strane, forti ed inspiegabili,
emozioni che scuotono e mai cancellabili.
Sono forza e potenza per i muscoli,
ne sa qualcosa l’anima e lo spirito.
sono poesia, musica, sinfonia ideale,
per lo spirito, coraggio e linfa vitale.
Tranquilla però, amica mia carissima,
queste non sono parole che ho copiate,
non vendo fumo per essere il preferito,
ma esprimo apprezzamento accanito.
dagli occhi cristallo.
Sempre fuori luogo,
la melodia ti ha salvato.
Giusto il giro di un disco,
appena il tempo di un ballo,
di un amore fiorito e poi
abbandonato.
Angelo pallido
sguardo di ghiaccio
e colletto sudato.
Le avevi nascoste le ali
dentro gesti sconnessi,
nelle mani grandi e gentili,
dentro la tasca della giacca,
in fondo alla voce.
Angelo solitario
l'amore ti ha forse distrutto.
Il corpo, tradito.
E un giorno qualsiasi
il soffitto della cucina
ti ha preso con sé.
Come un cielo
ti ha liberato.
Il tuo respiro
vivrà nella tua umanità
incisa su questa terra
dove l’arte più bella è ancora vivere.
Hai concesso all'uomo
di conoscere dal vivo
un vero angelo.
Hai portato con te,
nel tuo intenso vissuto
impetuose difficoltà,
che con quel sorriso
le hai trasformare
nella tua forza divina.
Lacrime sfiorano il volto
di chi ha conosciuto
la tua immortalità in vita.
Hai accompagnato poeti
nella ricerca di parole
sussurrate dalle tue note.
Hai dato vita alle emozioni,
hai dato forza ai deboli e
regalato debolezze
ai più forti…
Grazie per il tuo esempio
Maestro Ezio Bosso.
Quanto odio dentro l'odio.
Quanto dolore nel dolore.
Quanta sfortuna dentro sfortuna.
Eppure..
Quanta luce rigenera il buio.
Quanto bisogno d'amore si ribella nell'odio.
Quanti sorrisi resi preziosi dal dolore.
E quanta innata eleganza veste un gatto nero.
(a Mia Martini)
Mamma, mio angelo
rifugio dei miei pensieri
cosi lontana ma viva nel mio cuore.
I miei occhi saranno i tuoi
da tanto tempo spenti
prima d'esser spenti.
Le mie gioie saranno tue
come ogni slancio o anelito di vita.
Il tuo rendermi bella
nell'abboccolar dei riccioli ribelli
per poi celarli sotto un roseo cappellino,
le tue lievi e rassicuranti carezze
e il suono delle tue sagge parole
mi mancano anche in questa età tarda.
Allo specchio grigio della vita
mi osservo e ti rivedo nel mio volto,
mi rallegro di sentirti ancora accanto
e se ai miei figli gli mancassi cosi tanto
ne sarei lieta e sorriderei
nell'osservarli con dolce incanto.
ancor prima d’indovinar perché,
posa le tue mani su di me
e… accarezzami, madre mia!
Come allora, antalgico sarà
quell'indugiar d’esperte dita
sull'umido spasmo delle gote.
Quando ti chiederò perdono,
ancor prima di concedermelo,
metti gli occhi nei miei occhi
e… accarezzali, madre mia!
Come allora, fluido sarà
quel complice danzar di sguardi
di un amore impareggiabile.
La certezza dei tuoi occhi
è un inchino di mare
in un tramonto di maggio
ed il miele dei tuoi abbracci
un raggio di sole ad indicar
l’indirizzo del mio tenero io.
E siamo cuori della stessa vita,
parole della stessa anima mia,
l’indice dei miei giovani pensieri,
la carezza del mio tempo più bello.
Cara madre,
scrivi per sempre i miei alfabeti,
naviga nei miei silenzi
come un marinaio
ad inseguir le stelle,
consola il pianto dei miei inverni,
son qui, a rileggere
il diario dei nostri battiti.
Mamma … un nome così breve ma, assai lungo,
lungo tanto quanto la nostra vita, forse di più,
lei è volata in cielo, sono certo l’ha voluta Dio
ma è anche insieme a noi e mai ci abbandona.
E’ dentro al cuore dei suoi figli, della famiglia,
nel cuore di chi l’ha amata ed ancora l’ama,
si sente sempre forte il suo respiro, il suo fiato,
ogni lacrima versata per il suo grande amore.
La vedo ancora li, seduta al braciere,
in quei giorni lunghi e freddi invernali,
con ago e filo ed i suoi grandi occhiali,
rammentava i buchi dei nostri calzini.
E quanta pasta di casa abbiam mangiata,
maccheroni, tagliatelle ed anche lasagne,
servita a tavola fumante era gran festa,
con ceci e fagioli era grande squisitezza.
Le gocce di sudore le ricordo bene,
le versavi li, in fondo a quel bucataio,
di sera o di mattina, non contavi il tempo,
né feste, né domeniche, non ti fermavi mai.
Ricordi di te ce ne son tanti,
sarebbe difficile anche solo elencarli,
ed anche se noi li conosciamo bene,
non basterebbe un libro per raccontarli.
Ricordi belli ma anche ricordi amari,
di una vita bella ma anche sudata,
per ridere o piangere, basta rimuginare,
chiudo gli occhi e poi mi tocco il petto.







