Tu sei
il più bel giardino
creato dal signore.
Ogni parte del tuo corpo è un fiore:
il volto è un girasole;
i seni sono due viole;
i piedi due fiori di loto;
la tua essenza una rosa rossa.
Infine, il tuo ventre
è un prato sempre verde
e fecondo di vita.
I riccioli ribelli le coronano il viso
Due occhi furbi fanno capolino da quella cornice
come fiori che si schiudono alla vita.
Un ovale morbido è da sfondo a due labbra rosa
che hanno scelto loro malgrado il silenzio
ed un nasino minuto,
canale di profumi inebrianti
si distacca da quella uniformità di base.
La pelle vellutata invitante alla carezza
riflette una luce eterea,
come solo una fragile e preziosa porcellana può fare
E quell’odore di latte puro
rende ancora più indelebile il suo ricordo,
quel ritratto cosi nitido e delicato,
fonte di teneri pensieri
è l’espressione di un amore immenso che solo una madre ti sa dare
e la perdita immane brucerà per tutta la vita,
perché quel sogno presente,
quel ricordo tanto lontano eppure tanto nitido
ti pesa sul cuore
come un mattone cattivo
che si è posato eterno sul tuo seno
e mentre ammiri quel viso amato
ti fa mancare il fiato dal dolore.
Una parte della mia vita si è fermata in quel ritratto
Una parte della mia vita vive per i miei cari
Una parte della mia vita è nata in quell’amore
Una parte della mia vita troverà pace quando la rivedrà
Eri bella.
Signora dei mari.
Dalla tua maestà
il grande lago dominavi.
Regina di grandi commerci.
Grande era la tua natura.
Sublime la tua cultura.
Eri bella,
giovane
e vergine signora.
E adesso guarda
come ti sei ridotta:
Una vecchia puttana
dalla mafia corrotta.
Una lurida vecchia
che puzza
di pizzo clientelismo appalti truccati morti ammazzati...
Tuttavia,
nel fondo dell'anima mia,
spero tu possa risorgere
più bella che pria.
Sicilia mia.
Ti lascio un dono perché Arriva il tempo in cui tutto tace coperto dall’acre fumo
e dal fuoco di una fornace.
Mi abbandono ripiegando su me stesso
In un’ infinito oblio di passione dove la mia pelle
Brucia di dolore.
Ti lascio un dono, ti lascio me stesso e il mio cuore
Lasciando in te il profumo d’amore.
Io figlio, marito padre Ti lascio un dono
Ti lascio Qualcosa di grande che oscura il sole e la luna.
Ti lascio il mio sorriso perché il ricordo non sia mai sopito e giustizia sia fatta.
Ti lascio un dono, ti lascio la forza perché volando libero nel cielo azzurro sopra le nuvole
tu possa trovare il coraggio
di continuare a vivere ed amare.
Piccola dedica agli operai caduti sul lavoro alla Thyessen di Torino.
Fresco impeto di acqua limpida,
tu che nascondi il triste mormorio dei pensieri,
mi trascini lungo il tuo percorso
in un letto carico storia,
dove nulla è in confronto alla tua gloria.
Osservo di buon mattino, il tuo silente viaggio,
tra le curve scavate dal tempo e mi raccolgo
sotto il sole ad osservare il paesaggio.
Mi fermo a rimirar la tua bellezza,
percorro con te un lungo cammino
ritornando d’un tratto bambino.
Osservo, mi piego e taccio,
raccogliendo la freschezza del tuo abbraccio.
Viaggiando lungo il tuo percorso
divento una reliquia e a te mi prostro
provando fortissimo il rimorso,
mentre tra curve e anfratti nascosti
rivedo i gloriosi avamposti.
Quando arrivi lentamente alla fine del viaggio
Insieme a te raccolgo gli eroi del 24 maggio.-
Urgnano 01 giugno 2011
Non hai spazi per me non ne trovo per te
mi perdo in voli mentali dentro il mio cielo
geocentrico inattuale Tolomeo
Carta vincente
Ti descrivi in incontri con gente importante
laddove io sono assente
tu sei sempre presente su un palco e ti racconti
Continui stupendo uno show solo tuo
non t'accorgi che il pubblico è uscito o non c'è mai stato
le luci son spente e il sipario calato
Affabulatore mancato
adesso che t'ho ritrovato ti ho già rispedito dov'eri
perchè non t'avevo perduto ma lasiato tirando un respiro

