Venerdi di Passione,
venerdì di sofferenza  
Tu Gesù  ci hai donato 
la tua vita.
Tutte le colpe del mondo 
le hai chiuse nel tuo cuore
ci hai donato di nuovo 
la gioia ,hai sofferto,
hai alzato gli occhi al cielo 
in cerca dell'Immenso  
hai visto tua Madre sofferente 
e stanca,ma nessuna esitazione 
nonostante il grande dolore.
In attesa della Tua Morte
Gesù  Immenso 
attendiamo che tu sali beato 
in cielo.
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Profilo Autore: Rita Angelini  

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La pioggia sulla finestra
della camera da letto grima il vetro
come mano pertinace,
in sé biliosa
verso la carta sulla scrivania
al davanzale.
Due occhi osservano.
La penna si avvicina al margine
più lontano
quando si specchia nel blocco dello scrittore.
Due occhi annegano.
Sulla pioggia insistente
del graffio alla stanza,
nella pagina bianca.
Il foglio non potrà che cercar di sopravvivere.
Agli occhi dell'autore.

 

 

(dal manoscritto olografo "Aghi di luce dalla coda")

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Opaca alla vista
Amara di sapore, in bocca
La salvezza miraggio
Sconvolta nella stagione
Arida di ragione
Laggiu'
La sua magione
Forte del tempo che non ha passioni
Vola e cambia direzioni
Gonfia, leggera come aquiloni
Laggiu'
Arrivano con leggiadria
Tutte le questioni
Prive di euforia
Qui e’ forte la fatica seguendo le emozioni
Laggiu'
Arranca la voglia
Trascinando corpi
Nel chiarore e quando fa luce il sole
Tutto affoga, viene immerso
Pare un giorno diverso
Solo già perso

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Oggi il sole sorride

sembra ormai lontano

quel giorno così strano

col tempo ch'era grigio

e ti rubava il cuore

Oggi è primavera

e si fa sentire

accarezzando dolcemente l'aria

e il tuo sorriso

che s'era perso

dentro il vento gelido d'inverno

e non bastavano le parole

di un poeta

a leviare quel dolore

Oggi il sole c'è

e si fa sentire

con nuovi pensieri e parole

che nascono dentro un nuovo amore

e quella stella ora la vedi

danza felice

perché ha pregato per te.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Nostalgia, quanta nostalgia!

Nostalgia che tormenta l’anima,

stringe la gola, soffoca, distrugge!

Ma di chi? Di cosa? Perché? Quando?

 

Di te mamma, di te papà, di te sorella mia!

Mamma che con un soffio, un bacio ed una carezza,

curavi le ferite delle nostre cadute,

dicevi coraggio figlio mio, non è niente, passerà!

 

Di te papà, sempre pronto a tirar fuori i soldi,

a costo di un lavoro assai sacrificato,

lavoravi come un matto notte e giorno,

senza mai conoscere una festa, un riposo!

 

Di te sorella mia, che eri la mamma di noi fratelli,

quando a lei papà chiedeva aiuto,

eri piccola ma facevi bene quanto una grande,

avevi imparato tutto da una brava mamma.

 

Nostalgia del braciere che la sera ci riuniva,

quando ancora la televisione non esisteva,

quando mamma ci raccontava le fiabe,

quando attorno, tutti ci volevamo bene.

 

Nostalgia di tutte le cose belle che si son perse,

nei grossi guai da non raccontare mai,

ma quello che più fa rabbia e fa stare male,

è sapere che mai più ritorneranno.

 

Nostalgia che assale sempre quando è notte,

quando tutto tace e non riesci più a dormire,

accanto a me, non c’è più mia madre, c’è mia moglie,

e, come allora, è giusto che pensi soltanto i nostri figli!

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Profilo Autore: Giò For  

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Ci vuole coraggio
Per attraversare l’euforia
Di certi futili discorsi
Una macchina grigia
Percorre la solita strada
Ogni giorno
Eludendo fosse scintillanti
Volti di belle ragazze
E il tempo passa
Sopra un rullo di tamburi
Frantumando
Il grigiore di cristallo
Mentire è così facile
Quando ci si nasconde
Dietro parole indefesse
E sconfinate ragioni
Che pervadono il tramonto
Nell’infimo ordine
Di un falso trono
E poi
C’è chi vorrebbe un contatto
Non l’amore
Per quello c’è altro
Ehi tu!
Dici a me?
Vorresti toccarmi?
Neanche per sogno!
Potrebbe essere illuminante
Qualcuno parli
A quel silenzio insospettabile
Ricordati!
Non troverai nessuno là fuori
Disposto ad ascoltarti
Solo pioggia e neve
E stelle cadute dalle loro sedie
Attento alle manette
In quel marciapiede
Vedo ancora il suo volto infame.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Nel mare dei silenzi benedetti
dove perfetti annegano clamori
e spazio s’apre all’introspezione,
mi vedo, in barca, l’onda accarezzare.

Da uno agli anni d’oggi là mi specchio,
parole zero per non disturbare
del filo del discorso la ricerca
intanto che mi gioco l’io migliore.

Lapidandomi coi primi riflessi,
un’alba e solo un’alba fa rumore.
Aspetta che il sole in verticale
in acqua sdoppi la mia immagine.

Uno, sarò! Guadagno riva, lesto…

*
Stesura 2010
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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È già tardi, in questi fili 
di giorni sbiaditi senza sale, 
che al mio fianco lentamente camminano in silenzio a farmi ombra, 
senza ascoltare il cuore che piange, 
senza un sorriso a illuminarmi il viso, una carezza a scaldarmi la pelle, 
senza parlarmi di te e dei tuoi occhi, 
di quanto manchino in queste ore! 
Ormai cammino con il mio riflesso 
tra le tue preferite vie in fiore 
nei giorni d'estate, 
e le strade deserte d'inverno 
sotto la neve che imbiancava. 
La primavera era la tua festa 
nei campi d'ulivo, seduta sulla panca, 
paziente restavi a osservarla. 
L’autunno, la tua malinconia, 
tingeva di giallo e bronzo 
le foglie rosse del nostro giardino, 
e in ogni ricordo che scrivevi, 
per restituirlo alla sensibilità 
del cuore tra le pieghe dell'anima, 
c'era il timbro del sentimento. 
E in quei tramonti senza un perché, 
le tue cantilene sui tuoi gioielli 
più preziosi che sfoggiavi 
con orgoglio, i nostri splendidi figli, 
appesi al futuro che tesse in segreto 
i loro destini a noi sconosciuti,
che nelle notti tra le tue preghiere, 
nelle tue lacrime imprigionate, 
una luce di purezza d'animo, 
erano speranza sul tuo volto sincero! 
Oh cara, stanchi e tristi, senza respiro 
di felicità a lasciarci volare
sull'oceano d'amore,
i miei passi vagabondi seminano vento di tempesta dietro di me, 
senza rumori di rassegnazioni. 
Ti sei vestita di perle d'anima 
per addormentarti, ormai matura 
nei tuoi anni di spine e vittorie, 
nelle braccia del sonno eterno, 
verso la valle della libertà eterna. 
E io qui, ancora in questa giungla 
del tempo che squarcia e rattoppa ferite sul cuore che brucia sempre, 
soltanto questo amore nel mio petto. 
Amore mio, fedele colomba bianca, 
le tue ali sono le mie lacrime, 
ma il ricordo della tua essenza 
è la coltre che scalda l'anima 
nel fiore d'amore per te, 
che sulla tua tomba 
di freddo marmo adagio piano 
per non farti mancare mai 
il frastuono in tormenta d'amore 
nel sacrificio del silenzio rotto 
in ogni petalo che appassisce,
ma rinsavisce nell'eterno cielo 
nelle tue mani che un giorno rivedrò. 
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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S crivendo in abbandono 

C on note in ultrasuono

H o pianto quel che sono

I ntorno al tuo frastuono. 

F irmo oggi il mio condono:

O rgoglio senza trono.

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Profilo Autore: MArTe  

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La notte è quella del mio silenzio poetico, durato oltre quarant’anni. Alternanze casuali di endecasillabi e ottonari con rime altrettanto casuali.

Pur di sangue son fatte le parole
che un poeta ricompone,
raccolte come fiori nelle aiole
dopo un vento o d’eventi un’alluvione,
ritrovate senza linfa ed appassite
come trascorse fossero due vite.

E così nel nuovo giorno
trovo esangui i miei vecchi florilegi,
poeta quale sono di ritorno,
e tra i pochi residui sortilegi,
gli avanzi dei vampiri della notte
che sono i sacerdoti dell’oblio,
della mente oscuro dio,
dell’anima annidati tra le grotte,
ch’addentan quel che oblio già non inghiotte
per dileguare grida in un brusio,
di ruggito far squittio,
d’un racconto di vita un parlottio,
di quel che fu passion parco disio,
che suggon circospetti nel silenzio,
come in calici d’assenzio,
liquori umani, démoni oppur numi,
aromi di piaceri o di dolori
ed ebbrezze di vecchi o nuovi amori,
gusti sapidi e profumi,
folli erotici fervori
attutendo quei deliri,
abbagli che diventano barlumi,
non respiri ansimanti ma sospiri,
e chi arse d’amor nel ciel di Venere
dolente il cuor trattien sotto la cenere.

Poco avanza ai vampiri dell’oblio
censure inconsapevoli dell’io,
di quell’io che resta esangue
di quel viver autentico che fu,
e il linguaggio così langue
e in parole è difficile tradurre
quel ch’era allora ch’ora non è più
e difficil è sedurre
chi vuole d’un poeta ber quel sangue.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Ricordo allor, adolescente ch’ero,
allor ch’ogni emozion parea gioiello
da serbar nello scrigno del pensiero
qual prezioso gradevole fardello

ad arricchir di scritti il mio cassetto,
di vita vagheggiata qual leggenda.
Nessun amore mi facea difetto,
nessun dolor o esistenzial vicenda

che negassi a narrar quale eroismo
d’un giovane poeta affascinato
che riecheggiava ancor romanticismo,
di “sturm und drang” erede defraudato.

La vita proseguì, qualche sconfitta
non tante a dir, e tante le vittorie,
e il cassetto ricolmo andò in soffitta
alla polvere esposte le mie storie.

Poi mia passion per te, col tuo mistero
che nella vita fu gradito morso,
m’accompagnò in quell’erto arcan sentiero
per oltre quarant’anni insiem percorso.

Vi fu un lungo silenzio delle muse
ch’eran di te gelose, mentre tu
le detestavi come vecchie intruse
nel mio vissuto che non c’era più.

Ma richiamato fui dalla foresta
esule leon vecchio e non più abile,
quando tacque di vita la tempesta.
Divenne allor segreto inconfessabile

ripercorrer le antiche praterie
a rinnovare sogni ed emozioni,
ruggiti sublimati in poesie,
dell’anima virtuali traduzioni.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Sono nata il ventidue -
Il giorno dopo l'arrivo della nuova stagione -
Come una primavera in inverno -
Sbocciavano le viole
e tutto era in colore.
Sono nata che c'era la luna,
nell'incertezza di due segni in transito.
Fiore sbocciato in ritardo
Di me dirà l'Eternità -
Di me scriverà il Tempo
nella sua opera incessante
laboriosa e lenta -
Io Sua creatura -
mi rimetto al suo volere.
Sono nata senza sapere
che la stagione della fioritura
- come quella dell'Amore -
è gioia, tempesta e travaglio -
Per me, come per ogni fiore.

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Profilo Autore: FlorYana  

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Oh anima mia, 
ci sono giorni intrecciati dal destino 
per assaporare ciò che manca
al cuore. 
Concediti l'onore del coraggio, 
accogli con dignità e quieta forza 
ogni lacrima caduta, 
poiché sei carne viva
e sangue pulsante, 
tempio di autentici sentimenti. 
Ricorda di alzarti, sempre, 
di brandire la tua speranza 
finché il fiato resisterà, 
finché il canto di una vittoria futura 
si leverà nel vento. 
Anima mia, non cedere alla tristezza,
anche se i fiori sono assenti nel prato 
e gli alberi sfiorano il cielo 
con rami aridi, 
le tue mani, benché vuote, 
custodiscono germogli di saggezza. 
Dopo ogni tempesta, 
il sole tornerà a baciarti. 
Non temere il tempo che fugge,
sii paziente, abbi fede, 
e troverai una nuova luce 
nelle gioie che verranno, 
gioie che illumineranno i tuoi giorni 
come stelle che sfidano i diamanti, 
riflessi di sogni mai dimenticati. 
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Primavera dice: "Nasci!"

ma l'inverno ancor minaccia

sulle spalle il peso schiaccia. 

Perdi tutto se ora lasci?

Una rondine nel vento

mi distoglie dal tormento.


Siamo tutti al ciel protesi

come rami verso il sole

ci vestiamo di parole

per, nel cuor, restare illesi.

Sol chi orecchio sa usare

può capire e decifrare. 


Fredda soffia la paura 

sulle primule giulive

che comunque restan vive

e si godon l'avventura. 

Forse è questo il trucco solo:

vivi l'oggi e fai il tuo volo.

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Profilo Autore: MArTe  

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Una volta tutto era più facile
Se guardavi il cielo terso
Ti sembrava di vivere un sogno
A occhi aperti 
I rumori non facevano paura 
Come adesso 
L'amore era un gioco di rispetto 
Le responsabilità cedevano
Di fronte a ogni sorriso
L'acqua era potabile 
Come sguardi immacolati
E la puerile euforia del coraggio 
Si sfumava dolcemente
Nel cuore che profumava d'estate
Tutto l'anno 
Ricordo l'odore acre dell'abbandono
Tra gli innocui sotterfugi della pioggia
Non c'erano lacrime di rabbia
Mamma e papà esistevano e basta 
Il tempo non aveva alcun peso
Potevo cantare e ballare 
Sul finire di flebili pensieri 
Ero un bambino che si divertiva
A correre dietro le ombre del sole
Fissando l'eterno volo delle farfalle
Giocavo con me stesso 
E con tutti gli altri 
Felice e disteso su di un prato verde 
Ricolmo di belle domande 
Una volta
Quando tutto era più facile.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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