Ce la faremo!...
Tre parole apparentemente semplici,
ma che ci hanno resi, visti, sempre più complici
legati da un fil di voce,
caldo bisbiglio tra freddi telefoni.
Complici nel parlarci, nel raccontarci,
nell’incoraggiarci,
ancor più nel viverci…
completamente…intensamente
nel più profondo nell’intimo nostro.
Ce la faremo!...
E ogni timore, ogni dubbio si dissipava
lasciando ogni volta più spazio
a un reciproco passionale star bene
fissato in languidi sguardi,
firma indelebili su cuori sempre più incrociati.
Quante frasi terminate così
dopo confidati sogni, affidate speranze
l’uno all’altra, e viceversa.
Ce la faremo!...
Certo che sì!
E il sostenerci ci ha resi
giorno dopo giorno, notte dopo notte,
guerrieri inarrestabili, inattaccabili
di battaglie nel realizzare i nostri progetti.
E ci ritroveremo vincitori
nuovamente occhi negli occhi
sorrisi che rispondono a sorrisi
risate che suonano con altre risate
a cantare l’inno della nostra vittoria:
“Finalmente…ce l’abbiamo fatta!”
senza pensare
mio grande amore
Insieme proveremo a navigare
l’oblio tormentoso
di questo mare,
incognite burrasche di vita
sapremo insieme
noi acquietare.
Il nostro destino
all’unisono diventare
espressione d’essenza d’anima
desiderosa di imparare
a camminare
con lo stesso passo,
intersecando il cuore
tra le dita, tesseremo
trame oltre il nostro tempo.
ci ostentiamo al creato,
negando al proprio cuore
il bisogno di essere amato.
Nessun ostacolo
ci può impedire di sciogliere
la magia indissolubile,
affine entità,
che lega le nostre anime
a un filo invisibile.
Palese è, il nostro cercarci,
spingendo con un alito di vento,
il destino...
Mai dare per scontata la vita
perché d’improvviso,
ti fa rinascere in una nuova sfida;
l'amore.
scalpitare senza tregua sul tuo petto,
in accelerante ritmo per annunciare l’inizio
d’un balletto di spiriti danzanti.
Musica nuova per te…
estasiato il tuo fiato intrappolato,
emozione dopo emozione,
da quelle note mai sentite fino ad allora.
Incredulo stretto a me, occhi chiusi
per non metter fine a ciò che credevi fosse un sogno,
ti sei lasciato travolgere da sinfonia arricchita
da solenni e sublimi cadenze.
Respiri cullati da armoniosi dondolii
sospinti da motivetti ondulati
d’una polifonica poesia cantata
da due bocche amanti.
In un vortice di sguardi e sospiri
intreccio d’anime rapite, non più spettatrici
ma ballerine in un valzer di cuori fluttuanti
a raccoglier applausi di intensi fervori.
tra sbarre dorate
protetta da una vita
di stenti e difficoltà
penso a ciò
che mi è stato negato…
Occhi che si parlano
accarezzando anime
che si legano
con baci penetranti
abbracci voluttuosi.
Pensieri che corrono
fino a te
ora
irraggiungibile
inafferrabile.
Sospiri che sussurrano
un ricordo irrefrenabile
d’amore vissuto
rubando attimi
ad un tempo tiranno
ad uno spazio crudele.
Ma libera…
Libera
di ridare
voce ai miei occhi
dimora ai miei pensieri
fine al tempo e allo spazio.
Sì, libera…
Libera
di ridare
carezze alle nostre anime
infinità ai nostri baci
ai nostri abbracci
in una vita
senza più sbarre.
scruto il firmamento
in cerca di una nuova alba,
un nuovo giorno,
ma vedo solo la notte,
il buio che alberga in me.
D’un tratto
una Luce abbagliante
squarcia l’oscurità
e irradia l’anima mia.
Rocce di dolore cadono
in mille frantumi,
dalle tenebre più profonde
riprendo a vivere
come Araba Fenice
pronta a volare
verso la conquista
di quel tanto
agognato cielo.
Con ali infuocate
di fremente passione
sorvolo mari e monti,
giungendo all’Amata Meta.
Giacendo su foglie
della mia bramante Quercia
con inaspettato ardore,
mi lascio possedere
da istinti roventi
dando libertà
a piacere ardenti.
Seguimi,
sdraiati qui accanto a me
sulla sabbia, adagio.
Ascoltiamo in silenzio
il rumore delle onde del mare
aspettando la marea
che mentre sale
inghiotte le nostre anime
divenendo schizzi d'acqua salata
che si fondono al contatto
riversandosi in un solo corpo.
Giocosa, la schiuma di passione
scorre nelle nostre vene,
trasgredendo ogni principio morale.
L’appetito sale sempre più,
esplodendo
in uno Tsunami d'amore travolgente
che ci spinge su un’isola sperduta,
persi, l'uno dentro l'altra
stremati dalla forza
di tale trasporto d'emozioni.
Scorgo fugace
sereno bagliore del tramonto
nei tuoi splendidi occhi.
Sento il tuo universo attorno,
mi avvolge legandomi
come edera.
Corteccia d'albero
che racchiude in sé
il seme,
innesto fatale da donare.
Mi faccio abbracciare
tra sguardi invidiosi,
forte e selvatico
il profumo di muschio,
paradiso di bosco incontaminato.
Sono sospiro,
ossigeno tuo
che come alito leggero,
sfiora le tue labbra.
Prendimi!
Rendimi unica dea,
madre natura,
affonda le tue radici
nel mio fertile terreno.
e caos di sogni sommersi
vagavo, come sonnambula
tra stelle offuscate da grigie nuvole.
Furtivamente m’hai cercato
e trovandomi m’hai turbato
con un Ti amo lanciato
con tono imbarazzato
ma già innamorato.
Hai aperto la porta
del mio buio viso
stendendoci un sorriso
tra finestre d’anima assorta,
barricata tra i suoi pensieri.
Una tenera carezza,
parole intrise di dolcezza
hai svegliato l’anima dormiente
facendo fiorire primavera
in una notte di luna piena.
Scorreva il sole nel suo calare
dietro le nubi di una primavera nera
fluiva via triste la luce verso quel fiume inaridito
in cui si erano trasformate le nostri notti
e noi non capivamo il senso delle nostre carezze
la libertà del nostro pensarci
finché non ci fu tolta
afferrata dagli artigli di un’insaziabile arpia
che si portava dietro il buio straziante
di una nuova oscurità
l’anima della notte moriva lentamente
noi facevamo finta di non accorgercene.
Serenamente
mi ninno
tra le morbide curve
del tuo corpo.
Dolcemente
accarezzo
la tua pelle
liscia come seta.
Come neonato
mi abbarbico
al tuo petto
e bramo ancora
le sue vette.
Infin,
teneramente
mi quieto
nella dolcezza
del tuo paradiso.
con la luce folgorante degli occhi tuoi
hai scovato il mio cuor battente
tra seni incandescenti.
Hai spogliato la mia anima
del suo ultimo velo
toccandola come rami
che cercano germogli.
Abili dita
suonano virtuosa rapsodia
sulle corde del mio corpo
vestito ora di inebrianti brividi.
L’azzurro mare del tuo sguardo penetra in me,
come radice di quercia
s’ inchioda nella mia essenzialità
prendendone il dominio e m’ama …
m’ama come terra nuda ama la sua linfa.



