Suonò il violino
una volta sola,
solo per una donna.
Lei chiuse gli occhi,
e ascoltò.
Poi andò via.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Oh Sicilia

come posso scordarti

scordare i tuoi cieli

e i tramonti

quando il sole

prima di tuffarsi nella notte

indora il tuo mare.

E come posso scordare

Segesta e Selinunte

dove ancora vive

antica la storia

e Piazza Armerina

lo stupore dei suoi mosaici

ricamati dalle mani

di chi ha inventato la bellezza.

E del maestoso Etna

così amato e temuto

che illumina la notte

sputando in cielo

la sua anima di fuoco

come mi posso scordare.

E dei tuoi dolci e della cucina

e dei vini raffinati

benedetti dal Dio Bacco

che a Marsala si è ubriacato.

E come posso scordare

l’amicizia vera

della gente siciliana

la sua ospitalità

che fa tua la loro casa.

No non si può scordare

ciò che si ama e fa pulsare

e quello scampolo di cuore

che della tua terra vive e respira.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Il vialetto di ghiaia e il tetto spiovente

le risate sulla panchina mentre leggo un racconto

c’è Silvana che ride di gusto, proprio

un quadretto idilliaco. Lo zodiaco

qualcosa ha raccontato, di un amore

scritto nelle stelle, di pelle a contatto

col piacere, di sere a parlare d’amore

in versi, di un curvarsi di rami sparsi

e d’intarsi di gemme bianche al mattino.

Dell’acquitrino che sarà bonificato col vino

delle valli e dell’orizzonte che nell’aprirsi

al primo raggio di sole ci nasconde –è un fatto-

la rotta della lontananza e persino il dolore

di un tempo. E se accelera il battito cardiaco

quando ti guardo, in questo esproprio

del fiato, scorgo le luci delicate del tramonto,

nella nudità di corpi legati in un abbraccio rovente.

 

 

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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Luce,

luce solare che illumina e mi scalda

quando il cielo è scuro ed io ho freddo,

luce soffusa quando cerchi carezze

quando furtivamente ti nascondi e guardi.

 

Luce,

luce forte che mi fa vedere s’io non vedo

quando qualcuno nel buio si nasconde,

luce molto forte ma mai abbagliante

quando sulla strada mia ci sono intoppi.

 

Luce,

luce sempre calda e mai fredda

quando dentro mi si gela il sangue,

luce bianca ma non artificiale

quando la notte brancolo nel buio.

 

Luce,

luce lunare che mi fa guardare il cielo

quando in terra qualcosa mi delude,

luce soffusa ma che mai si spegne

quando la notte cerco tenerezza.

 

Luce,

luce diretta che penetra le tenebre

quando io m’attristo e penso la morte,

luce continua e mai intermittente

quando mi nascondo ed ho paura.

 

Luce,

luce dei miei occhi che mi fa vedere

quando avvolto sembro un vero cieco,

luce intensa e viva che mai consuma,

luce d’amore che m’illumina la vita.

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Profilo Autore: Giò For  

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Tornerai a spogliarmi piano.
Le tue vesti sfioreranno il legno,
le parole taceranno.
Come neve sfiorerai dentro me.
Dentro di te, tutto in una mano.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Immagino di ascoltare
il tuo cuore pulsare.
Vorrei avere
tra le mani
le tue
per sentirne il calore.

Non riesco a dormire,
mi alzo all'alba...

Nell'aria
c'è profumo di te…
del nostro amore.

Non so stare sola,
l'emozione
mi sale in gola
ho paura.
Nostalgia
del nostro vissuto,
cosa non è andato?

Hai preso tutto di me,
come la marea
ingoia lo scoglio
lasciando attaccato
sostanza vitale.

Dentro me
non ci sei altro che te,
abbandona quell’orgoglio
che t’allontana.

Ripercorri la strada
quella che ti riconduce
alla ragione di noi.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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Tu mi appartieni
come l'onda allo scoglio
la parola sul foglio
come la vita che scorre
parallela al ricordo,
e non ci sarebbe giorno
se non ti avessi attorno
iniziando dal primo buongiorno

che mette d'accordo il mio animo
con tutto ciò che mi fa da contorno.

Ed io t'appartengo 
come il canto del cigno
al poeta il sogno
i ritratti di un disegno
un miracolo che lascia il segno,

come un sogno al risveglio 
di due perduti amanti
avvinghiati nel letto...

Come il tuo perdono
ad ogni mio fatidico difetto. 



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Profilo Autore: Marco  

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Il nostro
solito punto d'incontro
a tarda sera,
quel vicolo stretto
nascosto sotto balconi
di stile barocco.

Nessun occhio indiscreto
ci poteva vedere.
Ci trovavamo
come ladri
del nostro sentimento,
a rubare con forza
baci d'amore
che si coloravano di rossetto.

Le dita sui corpi
cominciavano a danzare
stropicciando
abiti di seta,
non bastava...
ma il tempo correva.

Mi sentivo viva
con te e tu con me.
Non ci restava altro da fare
che sperare, o una spinta
al destino dare.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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Le volte che mi passi le dita
sulla fronte sono fulgide onde
le mie rughe estrose sommerse
come orme, nella battigia
vaghe. Le volte che mi passi le dita
io cieco ti naufrago accanto
e così fluttuando in un abisso
(lieve, raffinatissimo ossequio)
di lenzuola intessute
di promesse.

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Profilo Autore: Ulivio  

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Se la poesia
potesse
indossare
un abito,
indosserebbe
l'unico
elegante
abito
che il mondo
possiede,
la tua anima
e io
ti indosso
con onore e rispetto
perché tu sei
la mia esistenzialità.

Se la poesia
potesse vedere
con i miei
occhi
l'immensità
del tuo amore,
dotta maestra
diverrebbe
per gli occhi
di chi l’amore
pensa
di conoscerne
l’essenza.
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Profilo Autore: Leonardo Ancona  

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Amo il modo che hai
di sfiorare i miei sensi
tra sussurri imbevuti
dal tuo unico tocco,
ineguagliabile,
impudente.

Mi lasci ammaliata
sprofondando
quasi ingenuamente
nel luccichio rifratto
dei tuoi occhi scuri,
il tuo profondo abisso.

Sciogli il piacere infinito
nella dolce melodia
del suono emesso,
gemiti eterni…
nostri i corpi
suonati come abili maestri,

stremati, abbracciati,
nella coda
del nostro concerto.
Amore ti respiro
tra le note di labbra
socchiuse.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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La folata sulla rena
la ricordi?
E quel pizzo
sulla pelle
assetata di un’estate
che sapeva di buono.
Dettagli per nutrirmi d’infinito.
E ricordo il maglione a rombi
di lana, e il mare in febbraio.
I tuoi piedi freddi nei calzettoni
tra le mie mani, la brezza.
Un brivido, un bacio, un tuono.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Quando la notte piange
sui tetti della città
qualcuno fa l’amore
dietro i vetri appannati
di respiri, mentre rotola
coi sogni sul cuscino
il buio, quel buio sopra
i nostri corpi intrecciati.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Stamattina volevo giocare
a soffiarti sulla schiena…
ti sei stretta nelle spalle,
hai coperto col lenzuolo i seni
e mentre mi perdevo sulla pelle
nel profumo tra il lobo e il tuo
collo mi hai sfiorato l’indice
col dito, lasciandomi l’aquilone
e portando via il filo.
Hai raccolto la gatta e lo spillone
e mi hai fatto l’occhiolino,
e ho seguito le tue forme e ti ho
sentita ancora ridere.
Ho aspettato un momento prima
di raggiungerti per non dartela subito
vinta, anche se amo sia tu a decidere.
Sapevo di trovarti in cucina, e hai
smesso subito di accarezzare la gatta
per scucirmi le labbra e col sapore
del caffè, in un filo di voce
abbiamo guardato i vestiti volare
come aquiloni prima di fare l’amore.
…e non c’è un prima o un dopo
nello spazio di una sagoma
che è tutt’una col suo incastro.
Il cordicino che qualcuno chiama destino
lo teniam stretto al cuore, come un nastro.
E non c’è carezza che non sia desiderio
o desiderio che disfi l’aquilone.
Lui, vola…
tra una goccia di pioggia sul mio corpo
ed una lacrima sul tuo s'avvinghia
addosso a noi, tra di noi scivola.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Fili di stelle
nella tasca dei sogni,
e gelido tuono irrompe
nei pensieri
di un cuor ferito
da una triste bugia,
nel ciel di quell'addio,
sussurrato solo con labbra
ma rinnegato dal cuor.
Brivido cieco
lungo la schiena
a raccontarmi lacrime
di sangue sulla tela della
tua nuda anima,
dalle ali di farfalla
e un bel pungiglione
di scorpione.
Su raccontami anima
mia amata,
raccontami come accartocci l'amore e le carezze
buttando tutto via
dietro alle tue spalle,
e che fino a ieri
come gabbiano d'oro
nel mondo delle emozioni volavi e vivevi incondizionata
respirando tutte le sensazioni del cuore,
dimmi cosa nasce
nel tuo io che ti vuol
così lontana da me?
Sacrificando
amore per carriera,
calpestando amore
per la maledetta fama,
che tanto lontana
ti vuol da me!
Sommerso nelle acque
della cruda tempesta
di questo sfumato amor
annego vinto piegato
in due dallo schiaffo possente
della delusione quando
il volto mi ha tinto
di pallido dolore,
cancellando ogni
barlume di straccio
di sentimento dal tuo cuore
che ormai quando votato
al prestigio e alla carriera,
seppellendomi nel passato
felice stella brillante
ti ha resa bella!
Ma... lasciami ancora
fili di stelle nella tasca
dei sogni cosicché
nella notte più scura,
quella della nostalgia
lì faccia sfavillare
accanto alla spina luna
ricordandoti come
meteora speciale che...
orbita lontano lontano
via dal mio cuor
e dalla mia essenza, fragranza dispersa nel tempo
della rassegnazione unta
di disperazione per il suo
perduto amor.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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