agli occhi ammaliati,
i miei sentimenti, tra le antiche rovine di sismi d'angoscia,
nasce un tuffo di piombo nel cuore verace, spoglio da catene,
fiondandomi nei tuoi sogni,
dove percorrono fili di emozioni
nei frammenti che conservi
nel tuo segreto.
Una parentesi in un angolo
nelle tue labbra di ciliegia,
una cantilena sul giaciglio
dell'arco della speranza impaurita.
Batte il cuore all'unisono
col tuo silenzio, mentre mente,
ridipingendo il sole infranto rubandogli la sua folgore,
per ricoprire la mia pelle
anonima nella tua identità.
Sono un viandante che traccia benzina nell'anima,
una traccia da depistare nel ballo degli inganni senza interrogativo.
Amarci, è sconvolgere la differenza delle ragioni rassegnate,
un alito di scintille che sorprende ancora, senza lacrime,
un abbandonarsi negli abissi
del refolo d'amore che sigilla l'incanto,
Corre inanime, l'allegria che si spoglia all'alba di rugiada,
è un altro nodo da stringere
nel petto senza giardino,
un altro cimelio che conserverò
nella cenere d'oro,
un altro pugno di farfalle
nello stomaco, nel brivido che geme,
mentre lentamente ti allontani
senza chiudere la porta,
senza chiudere la porta,
al nostro amore, senza promessa.
Se un giorno non potessi più …
lascerei nei tuoi giorni
tutto ciò che sono stato.
Ti affiderei i miei sguardi,
perché qualcuno possa vederti
come ti ho vista io.
Ti lascerei il mio respiro nell’aria,
così che, senza saperlo,
tu possa ancora trovarmi.
Se i miei occhi si spegnessero,
resterebbero il cielo e il mare
a raccontarti di me.
E se le mie mani non potessero più cercarti,
ti lascerei il mio cuore …
non per perderti,
ma per non smettere mai di amarti.
Perché tu non sei solo amore …
sei il mio.
E cercami tra la folla di pensieri
Di ieri, di oggi, di domani,
i sani sono altri, queste mani
che scrivono male, sinceri
slanci verso ciò che sarà
ma la libertà divide i mari
da ogni cielo, con una metà
sul lato della speranza
e l’altra su quello della tristezza.
E ho immaginato una carezza
Al sapore di more, un amore
In fasce, un dolore che non spezza
Ma unisce, strisce di colore
Sulle pareti dell’aorta e una scorta
Di luci per la notte ingrata,
e ogni rata del fato che riporta
ancora alla data di partenza.
Spengo ogni lume nella stanza
E tengo le tue labbra in evidenza.
Ed ascolto la tua voce in loop,
ancora mi scandisci a tempo
di rock, con un violino pop
in sottofondo. E quel lampo
che buca la memoria è l’esempio
di come il cuore resti il tempio
dell’accordo e del contrasto
divisi solo da ogni verso
sordo alla purezza e dal tasto
di reset alla danza dell’universo.
ascoltando
quel languore salire
e scatenare mille effluvi
dal ventre
fino al centro del cuore.
Brividi
ineguagliabili
scorrono sotto pelle
scuotendone
ogni centimetro del corpo
per insinuarsi
lungo la schiena
ed esplodere
nel più profondo dell’anima.
Sciolta ogni insicurezza
trovano spazio dolci fantasie
accompagnate da un’enfasi sognante
a trasportare all’unisono
due menti, due cuori, due corpi
nell’alcova dell’amore.
dolce da ritornare,
incerto da perdonare.
È stato il tramonto
della neve fresca,
sospesa ancora
sulle labbra ansiose.
Mentre l'abbraccio
chiudeva le paure,
le bocche nutrivano
l'assalto dei cuori;
nessuna difesa,
solo carne cercata
tra le mani.
E noi, stupiti del giorno,
pronti a raccontarlo
all'alba che resiste
al desiderio di farsi notte.
Un uomo si è sbagliato
di piano di porta di chiave
per sapere meglio,
per amare meglio.
Dov’è, dunque, la donna?
È oblio del piacere,
con i suoi bagni di sassi,
con i laceri ricordi della verità.
Ritorna il giorno,
l’incubo è finito,
la realtà lo condanna.
E tu, crudele donna,
hai nella finzione
la tua forza.
Corro lungo il perimetro dei ricordi per afferrare qualcosa di te,
la tua pelle mi parlava senza il tuo consenso
vecchie e bambine contemporaneamente
con lo stesso dolore a stringere la gola
tu ed io.
Ma quanto eri vera tu in quel vicolo cieco…
non come me ora
spinta senza sosta in un perfido percorso lustrato a festa,
in un frastuono assillante
che riesce a confondermi,
mentre annaspo disperata per riuscire finalmente a comprenderti.




