come un presagio
di recondita buriana,
e il mio cuore, ignaro,
si tende come vela che attende
il primo colpo di vento
sul profluvio delle palpitazioni.
Le tue pupille ipnotiche
bruciano come abissi
di quercia ardente sulla mia pelle,
scolpiscono sul mio fiato
una fame antica da satollare,
una sete che non osa chiedere nome
nel crepuscolo dell’abbandono.
Tra le tue dita la notte si contorce
e il mio corpo, fragile costellazione,
si riallinea al tuo orbito clandestino.
Ogni tuo sorriso è un varco
di vertigine, un altare profano
dove il lume del pudore pencola,
malleabile al richiamo d’amore.
Ma quando, d’improvviso, schiudi
il buio dell’incertezza sul tuo viso,
nel sacro tumulto del tuo bacio
converti magie di audacia
in un frutto inibito da trangugiare
senza rughe di rimorso nell’anima.
Una inane musica senza cielo
ormai scorre tra di noi senza colore.
Nel silenzio della notte,
quando anche le stelle sembrano ascoltare,
mi ritrovo a pensarti.
Non come un ricordo,
ma come una presenza lieve
che sfiora i pensieri
e li veste di dolcezza.
La notte non fa domande,
non pretende risposte.
Accoglie solo ciò che resta
quando tutto il resto si spegne.
E tu, sei ancora lì.
Nel battito lento,
nel respiro che cerca pace,
nel sogno che non ha bisogno di dormire.
la colpa si veste di sete regale,
e l’amore, pur ferito,
geme tra specchi infranti.
Il cuore, oracolo esitante,
custodisce cicatrici come reliquie,
mentre il tempo, giudice muto,
sospende la sentenza.
Perdonare è varcare un abisso
dove la luce si traveste d’ombra,
e l’abbraccio diventa enigma
che nessuna parola scioglie.
La città degli amanti
come un’immensa nave galleggiante,
nelle acque del cielo,
è ormeggiata in porto e già ti aspetta.
Senza di te il mio cuore,
non salirebbe a bordo,
senza di te non prenderebbe il largo,
non potrebbe salpare.
Salve, gabbiani in volo!
Che nuove mi portate?
Ditemi: “ E’ in arrivo la mia bella?”
Ahimè!- passano i giorni e l’acqua mormora
nei canali e non canta il gondoliere.
Ma dove sei, mia Luna?
Non sai che all’ombra delle tristi sere
chiedo al bicchier l’oblio…l’oblio di te!
****
Ore 17,55
Venerdì 9 novembre 2018
su questa terra siamo di passaggio,
come l’erba dei campi,
le rondini di questa primavera:
stranieri di altri mondi e altri cieli.
**
dico: pur sempre anime in viaggio.
e tutto è provvisorio: il vento, il mare,
la tua bocca che bacio nel delirio
e tutto, tutto fugge con l’istante
che unisce i nostri cuori e ci scavalca,
ci abbandona al deliro e ci trastulla…
**
donna, l’ amore è un attimo
e un attimo è la vita,
soltanto il tempo della freccia all’arco…
ma una volta partita
noi non sappiamo dove finirà.
*********
Ore 15,10
lunedì 1 Dicembre 2025
È così che ti volevo
è così che ti sognavo
è così che ti cercavo
con i capelli al vento
su un cavallo bianco
a cavalcare le nuvole
oltre il mare e l'azzurro
oltre l'orizzonte e l'infinito
lì dove non esiste niente
se non il bene e l'amore
senza compromessi
senza finzione e dolore.
Fammi spazio
e insieme arriveremo
su quella stella
in quella luce
che da qui ci illumina
e ci rende liberi come l'aria
come l'acqua
che arriva al mare
indisturbata e incontaminata
tienimi la mano
e con lucida follia
insieme a te realizzerò
i miei sogni d' anarchia.
Non piangere, bambina.
Le strade dell'amore
a volte si separano.
Ricorda! Il vento soffia dove vuole,
nessuno può costringerlo
a rispettare i fiori.
**
Chi ha cuore di vento è senza cuore,
porta con se la morte, non l'amore
e tu sei troppo bella, troppo giovane
per rincorrere il vento.
**
Non piangere e non fare
che l'ombra del passato
appanni anche lo specchio.
**************
Ore 14,59
Venerdì 22/08/2025
Soltanto dopo avere apparecchiato
il dubbio desco dove assaporarci,
le voci nostre affidate a un filo
fissaron finalmente quell’incontro.
Ingenuità in pasto al primo amore,
in balia di un sogno certo ardito
e col timor ch’attanagliava i cuori
ci vedemmo davanti a quel portone.
In quel meriggio scelto assai con cura,
primavera reclamava ammirazione
tra le azalee a colorar balconi
e dentro i volti dei bambini in strada.
Ma noi entrammo, senza far rumore,
e, piano dopo piano, tra mille pulsazioni
guardammo sempre in su la nostra meta
intanto che le gambe sue scorgevo.
In alto, paradiso ed abbaino
lasciavano la scena al surreale.
Toccammo il freddo di scalini lisi
e ci scaldammo al fuoco dei respiri.
Un qualche inopportuno crepitio
capace fu di farci immaginare
chissà quali fantasmi, complici o guardoni.
Eppur, terrore noi non conoscemmo.
Le nostre mani ad esplorar sentieri
e gli occhi a fare tuffi dentro gli occhi,
non si curarono del toccar capelli
o del guardare vivo un sogno predatore.
Poi, figli prediletti di quell’ora,
l’accostar le labbra i battiti dimenò.
Quel mai troppo lungo bacio decretò amore
riempiendo due cuori di nettare sublime.
Gonfiò le fantasie del futuro
fino a scoppiare al primo seno nudo.
*
(Autobiografico)
Un giorno anche tu sei stato giovane,
anche tu hai briciato nelle fiamme
della tua gioventù le tue speranze
come la legna delle tue foreste.
**
E ora? Solo il fumo dei ricordi,
cenere e fumo in quel che ancora brucia
e continua a bruciare sotto il cielo
e vortica nel vento…che disperde
**
i fantasmi di un tempo
alla finestra dei tuoi occhi spenti.
Eppure anche tu sei stato giovane-
Anche tu, menestrello.
********
Ore 9,10
Venerdì 14 novembre 2025
io me ne sto in silenzio finché il vento,
con tutte le mie foglie, non mi ordina
ancora di cantare.
**
e tu non devi illuderti, poeta!
sei soltanto una foglia,
una piccola foglia di quell' albero
che canta con l'orchestra delle foglie
appena s'alza il vento.
****************
ore 15,46
sabato 03/07/2024
hai nascosto nella tua mente,
angoli di tenebre le tue movenze
sullo scoglio della tua alterigia.
Maschera di ferro è il tuo sguardo
senza sangue che inneschi emozioni.
Colori bugie in illusioni, senza destino,
sotto spade affilate nelle minacce
che colpiscono la dignità di chi ferisci,
nel trionfo dei vili che ammorbano.
Sei traditore incallito
dello stesso tuo egoismo!
Sfoggi la maschera fogiata dal male,
la tua energia nefasta succhia vita.
Nutri i tuoi istinti con lacrime pure.
Sei inferno per chi punisci per noia.
Subdolo nel delirio di onnipotenza.
Sei eterno incubo senza risveglio.
Malattia senza salvezza che rifiori!
Esci, esci, esci dalla mia vita,
restituiscimi le ali d'aura infangate,
ridammi la mia felicità nei respiri
e fa che non risuoni mai più
la tua prepotenza,
nella mia esistenza!
Destati dal tuo ego e ritorna
senza ma, dove la melma dell'iniquo
ti appartiene come la tua stessa pelle.






