Dopo «Il peso del nulla» di ioffa, sonetto dal triste contenuto che ho poeticamente commentato, mi rivolgo anch’io alla mia bilancia, però in tono scherzoso e autoironico
SISIFO
Insomma! che mi dici tu bilancia
che segni vieppiù “giù”
mentre divien più grossa la mia pancia?
BILANCIA
Ma Sisifo! Ma guardati allo specchio!
ma non capisci tu
che giovane non sei, non sei che un vecchio?
SISIFO
E cosa c’entra il peso con l’età
se attento sto ancor più?
Or mangio poco più della metà.
BILANCIA
Del tuo digiun però tu poco sai:
se attivo non sei più
il tono muscolar tu perderai,
sicché la tua parete sarà moscia
e non sosterrà più
quello che dentro preme e che t’angoscia,
e smilzo tu sarai con il pancione
un po’ come un emù,
oppur come un asceta budellone.
Se poco mangi e pur batti la fiacca
non è proprio virtù
ma strategia sbagliata, un po’ vigliacca.
E sempre stai seduto a poetare
pensando a quel che fu,
da che cessato hai di lavorare.
SISIFO
Per esser quindi in forma cosa fare?
Il mio dilemma orsù
risolvimi: mangiare o non mangiare?
BILANCIA
Supino devi far gli addominali,
pur s’è una schiavitù
e non è panacèa per tutti i mali.
E mangia proteine, non dolciumi,
e fa “dolce su e giù” (*)
se hai ancora erotici barlumi.
SISIFO
Mi basta, e sai che dico, mia bilancia?
Io non mi peso più
e in dignità mi tengo la mia pancia,
e non per ch’io non fo “dolce su e giù”
o analogo menù,
ma perché più m’attizza la tivù
ove attrici cantanti e ballerine
ignude o col tutù
mi fingo far con me le biricchine.
Questo di tanto ardor oggi mi resta
dell’ex mia gioventù:
sempre più pancia, sempre meno cresta.
(*): per i meno giovani:”il dolce su e giù”(the old in-out in-out”) è un’espressione che compare nel film “Arancia Meccanica” (Stanley Kubrick, 1971, giunto in Italia l’anno successivo)
SISIFO
Insomma! che mi dici tu bilancia
che segni vieppiù “giù”
mentre divien più grossa la mia pancia?
BILANCIA
Ma Sisifo! Ma guardati allo specchio!
ma non capisci tu
che giovane non sei, non sei che un vecchio?
SISIFO
E cosa c’entra il peso con l’età
se attento sto ancor più?
Or mangio poco più della metà.
BILANCIA
Del tuo digiun però tu poco sai:
se attivo non sei più
il tono muscolar tu perderai,
sicché la tua parete sarà moscia
e non sosterrà più
quello che dentro preme e che t’angoscia,
e smilzo tu sarai con il pancione
un po’ come un emù,
oppur come un asceta budellone.
Se poco mangi e pur batti la fiacca
non è proprio virtù
ma strategia sbagliata, un po’ vigliacca.
E sempre stai seduto a poetare
pensando a quel che fu,
da che cessato hai di lavorare.
SISIFO
Per esser quindi in forma cosa fare?
Il mio dilemma orsù
risolvimi: mangiare o non mangiare?
BILANCIA
Supino devi far gli addominali,
pur s’è una schiavitù
e non è panacèa per tutti i mali.
E mangia proteine, non dolciumi,
e fa “dolce su e giù” (*)
se hai ancora erotici barlumi.
SISIFO
Mi basta, e sai che dico, mia bilancia?
Io non mi peso più
e in dignità mi tengo la mia pancia,
e non per ch’io non fo “dolce su e giù”
o analogo menù,
ma perché più m’attizza la tivù
ove attrici cantanti e ballerine
ignude o col tutù
mi fingo far con me le biricchine.
Questo di tanto ardor oggi mi resta
dell’ex mia gioventù:
sempre più pancia, sempre meno cresta.
(*): per i meno giovani:”il dolce su e giù”(the old in-out in-out”) è un’espressione che compare nel film “Arancia Meccanica” (Stanley Kubrick, 1971, giunto in Italia l’anno successivo)

Commenti
dialogo in terzine a metro misto
endecasillabi in bel portamento
in tono ch'è canonico previsto
maiore con di rime accoppiamento
a circondare un settenario visto
con una sola rima
in cui tronco collima.
Indisponente parmi tracotanza
con cui impietosa parla la bilancia
nel suo pontificar contro abbondanza
di zuccheri che vanno nella pancia:
concederei a lei l'ultima danza
poi via la manderei senza una mancia
a fare compagnia
alla bascula mia!
e tanto mal non sta, perché sopporta
nel bagno ov'ha il trono il regno mio,
soltanto me, che supero la porta
e che di panza mai cedo all'oblio.
Nessuna tracotanza,
paventa sol la panza.