Carezzare vorrei quella tua pelle
che non ho mai sfiorato
e pure quel ribelle
tuo ciuffo spettinato.
Ti vedo tra le stelle
amante della luna
e pur se armato son, guerriero imbelle
d’espugnarti non ho speranza alcuna
perché tu amante sei dell’infinito.
Allora ti raggiungo al sol distesa
ora che il dì è salito,
ma io che giunger voglio alla tua resa
non so sedurti e farti prigioniera,
deposta già la spada.
Finché eludendo a sera ogni frontiera
per l’infinito tuo trovo la strada
ché, conscio che sei Musa,
posso solo armeggiar con le parole
per conquistar dischiusa
un’anima ove far le capriole.
che non ho mai sfiorato
e pure quel ribelle
tuo ciuffo spettinato.
Ti vedo tra le stelle
amante della luna
e pur se armato son, guerriero imbelle
d’espugnarti non ho speranza alcuna
perché tu amante sei dell’infinito.
Allora ti raggiungo al sol distesa
ora che il dì è salito,
ma io che giunger voglio alla tua resa
non so sedurti e farti prigioniera,
deposta già la spada.
Finché eludendo a sera ogni frontiera
per l’infinito tuo trovo la strada
ché, conscio che sei Musa,
posso solo armeggiar con le parole
per conquistar dischiusa
un’anima ove far le capriole.

Commenti
Ma non è difficile, nel virtuale, mantenere vive tante sensazioni, appunto virtuali, intensissime malgrado si instaurino tra sconoscuti. Tema molto affascinante, poeticamente e psicologicamente.