Questo è il seguito di “Quell’Esser che sarà sempre mistero”, del 10.11.24


Se d’un Essere fu l’intelligenza
e ne vogliamo risalir le chine
cercando di evitare la demenza,
qual Essere fu all’ultimo confine

che progettò quel fuoco ch’è la vita?
Pensar che non-materia dia materia
mi pare sia l’ipotesi più ardita,
tal da apparir persino poco seria

come il pensare che un pensiero crei
un oggetto col solo desiderio
o lo possan crear eterei Dei
secondo imperscrutabile criterio.

S’io devo immaginare spirituale
un Esser che materia un dì creò
scorciatoia mi par più naturale
dir che materia tal sempre restò.

E se ammettiam l’eternità dell’Essere
senza fine e in ispecie senza inizio,
ecco allor che collimano le tessere
e la logica schiva il precipizio:

probabilità prossime allo zero
d’un evento casual, nell’infinito
diventeranno altissime davvero
sia pure in tempo e luogo indefinito,

purché vi sian adatte condizioni
di fisica di chimica e lor leggi
ove eterne infinite dimensioni
di plausibiltà sciolgon gli ormeggi.

Di quelle condizioni il raro frutto
ch’è vita in qualche quando in qualche dove
in qualche infinitesimo del Tutto
capiterà e la Terra è tra le prove.

Parmenide diè vero gran messaggio,
in un tempo che appar oggi lontano:
l’Essere è. In sé di sé retaggio,
cos’Esso sia è il solo vero arcano.

Nascita e morte creano un pregiudizio,
ma se d’eterno illuderci possiamo
difficile è pensare un senza-inizio.
Così a cercar l’inizio brancoliamo,

più facile pensar crëator Dio
di nostra immagin fatto a somiglianza
d’eterno a soddisfar nostro disio.
Difficile è pensar che la sostanza

che materia chiamiam, sempre sia stata.
Sed stat ipsa in stagioni siderali,
implosa esplosa espansa collassata
ove eventi improbabili e casuali,

ma con di libertà gradi infiniti,
diventan prima o poi necessità:
elementi a formar metaboliti,
procarioti a formar l’umanità.

Di dar vita fu intrinseco il progetto
dell’Esser dopo l’ultima esplosione.
Di vita l’Esser stesso è l’architetto,
solo questo a me dice la ragione.



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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 09-01-2025 20:06
L'indeterminatezza degli infiniti infinitesimi nei loro vari infiniti gradi mi fa girar la testa ed ha ragione il buon Werner a dir che non tutto è misurabile con precisione infinita; in attesa che venga inventato un defibrillatore cerebrale, dopo cotanta lettura m'urge un neurolettico per riagganciarmi non alla realtà intrinseca dell'esistente ma a quella semplice dell'apparente, fiducioso sol del fatto che ciò che non serve e non è misurabile né viene a parlarci, se mai esistesse, sarebbe inutile da sapere; le nostre paure vanno affrontate con altre concretezze e il fatto che la fine esista per tutti se non per tutto non deve spingerci ad allucinazioni, né dobbiamo immaginare folgori ultraterrene pronte a colpirci per punirci della libertà che ci avrebbero concessa per cercare invece di mantenere comportamenti idonei alla sopravvivenza della nostra specie.
Ambarabà cicì cocò
cos'ho scritto non lo so,
quel che ho letto no, però
ch'è ben scritto vi dirò:
mentre i neuroni fumano tra integrali, derivate e limiti alla ricerca di quell'infinitesimo buchino in cui Manitù era nascosto pronto a creare l'infinito già prima che ci riuscisse Leopardi, la mia mente è confortata dallo scorrimento regolare delle quartine a rime alternate di endecasillabi rigorosamente canonici scritti rispettando il lettore e quindi la grammatica in modo da togliere dubbi: non è difficile capirle perché son punteggiate male e farcite di lemmi astrusi raffazzonati in frasi sgrammaticate, bensì perché son complessi gli argomenti; non è un caso se i più cervellotici matematici fisici filosofi teologi e tuttologi ci si scervellano sopra da migliaia di anni spesso convinti della propria sensatezza e dell'altrui idiozia ma senza riuscire a convertire le altrui idee.
Sento la sirena, l'ambulanza è giunta… la tragedia sarà tornare a leggere la prossima risposta prodeum!
ioffa
# ioffa 09-01-2025 20:06
Tornando seri, il succo è in: «probabilità prossime allo zero / d’un evento casual, nell’infinito / diventeranno altissime davvero».
Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 09-01-2025 22:06
Sì, vedi che hai colto il nocciolo, malgrado tutta la fumisteria di contorno? Quando sento parlare di probabilità minime, praticamente zero, che un fatto avvenga, resto sconcertato. In un contesto di spazio-tempo infinito (infinito anche verso quello che noi consideriamo il passato), qualsiasi evento, e sue conseguenze, non può non avvenire o non essere già avvenuto. Può non avvenire qui e ora, oppure su Marte nel corso del nostro 2025. Ma affermare che tre miliardi di anni fa (circa 10 dopo il big bang) non possano essersi generate forme di vita primordiale (si chiama abiogenesi) a partire da aggregati organici gia presenti o depositati da comete o asteroidi, solo perché questo "progetto" sarebbe stato, se casuale, estremamente improbabile, è quanto meno temerario. Questo è quanto avvenuto, e l'evoluzione (in tre miliardi di anni!) ha fatto il resto, senza dover ricorrere a farneticazioni creazionistiche. Caso unico nell'universo? Certo no, ma abbiamo comunque vinto alla Lotteria!

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