I fantasmi di un cuore che non m’appartiene, nelle sere d’inverno al crepitio del camino a scaldarci
al soffio delle nostre anime, succede che continuino ad abitare le mie stanze più segrete
abusivamente. Guardo quella fotografia dove sei vestita solo delle mie carezze, e mi baci.
Non è mai stata scattata, eppure io la ricordo ogni giorno.
Con questo cuore che oramai non mi appartiene più, al tamburellare appena palpabile della
pioggerellina leggera nelle notti d’estate, i nostri giochi sotto le lenzuola succede che siano fantasmi
della mia mente. E allora mi stupisco di quanto facevi sembrare semplici le cose difficili, tipo
esserci. Il problema delle persone che se ne vanno è che non si portano mai dietro i ricordi,
e se solo i ricordi che scompaiono lasciassero un biglietto per spiegare il gesto…
Invece i ricordi sono maschere di cera, e bisogna stare attenti a tuffarcisi perché spesso ci si fa
male cadendo di cuore.
Se una donna deve partire per le ferie non le basta una settimana di preparativi, se invece deve
andarsene di casa ci mette cinque minuti a fare le valigie.
Ma la vita è fatta anche di giorni che non significano niente.
E se pubblicassi su un social i luoghi che ho visitato in queste vacanze, sarebbero svariate foto
di quattro pareti grigie…
Se non ti arrampichi, non puoi cadere.
Ma passare la vita sul muro di quadrelle
un tempo bianche dell’area di servizio
è un’incognita, come nelle carte le pinelle.
E non ti farà aggiungere più vita agli anni.
Specialmente sotto un giornale avvoltolato
se mi infastidisci mentre sono alla toillette
col nottolino chiuso, coleottero scostumato.
Dietro la catenella sull’accompagnamento dello sciacquone si fatica a leggere “ Siediti al sole.
Abdica e sii re di te stesso”, Fernando Pessoa.
Partito con un bagaglio pieno di aspettative, faceva ritorno con una borsa vuota. Pesante e colma
di ricordi, e in un attimo capì che l’avrebbe accompagnata anche ad uscire dalla sua vita.
L’ombra peregrina di se stesso adesso sapeva che avrebbe ritrovato il suo volto brizzolato al ritorno,
ad attenderlo con i mostri sotto il letto che la notte si divertono a disegnarti le occhiaie.
"Sulcis in fundo", un abbassamento
geotettonico (che siano tette fatte di terra?) nei fondali dell'atollo di Bikini che, essendo passato di moda ora si chiama atollo "Perizoma".
Ciò crea uno sconquasso negli
equilibri biologici della riproduzione
delle anguille delle valli di Comacchio le quali hanno deciso di non andare
più nel mar dei Sargassi a meno che
fosse messo a loro disposizione un
servizio navetta di sommergibili
low coste organizzato da un
"capitone" di lungo corso.
Dunque è noto che l'oceanografia
postbellica ha prodotto una
recrudescenza peristaltica fagocitante nei confronti dell'habitat qualunquistico del tonno"pinna gialla" inscatolato
abusivamente nelle pescherie
del Marocco meridionale, la cui
pelle, usata come rivestimento
dei "tapis roulant" di mezzo mondo,
produce una ricaduta di tipo
eziologico antiderapante sulle
televendite di materassi a molle
durante le pause dei notiziari
in lingua inglese di "Al jazeera
international" !
Salam!
Ho messo a dormire i sogni, e indossata la quotidianità. Ma ho ancora la tua mano sul cuore.
La stessa mano che ieri sera mi ha scostato nel tuo scivolarmi dalle braccia, in quel darmi
la buona notte di schiena.
Andando a letto senza sonno ho cercato di starmi vicino, e ho cominciato a battere a macchina
della paura che fanno
i miei occhi riflessi
nel bicchiere del vino,
ritrovandomi accanto
il sonno al mattino
Ti ho trovata che guardavi le onde così femminili e così ostinate. E così simili tra voi.
Seduta alla luce della luna che lambisce il mare, e si specchia nei tuoi occhi.
Ti sei irrigidita nel sentire il mio petto toccarti la schiena, le mie gambe accostarsi alle tue.
Ho cercato con le mie le tue dita. Il mio viso sul tuo a condividere le goccioline portate
dall’aria leggera sulla pelle. Poi come le onde ti sei lasciata andare. Morbidamente.
Hai appoggiato la testa sulla mia spalla, e mi hai guardato. E’ stato allora che ho sfiorato
il tuo volto con le labbra cercando tra i capelli la tua bocca.
Ti ha attraversata un brivido che è andato a morire tra l’esitazione del mio anulare e l’incavatura
in fondo alla tua schiena. “Ho freddo” dentro a un bisbiglio di voce da ingelosire Venere,
da accompagnare arpeggiando sulle tue due piccole insenature, se un semplice dito non fosse
così impaurito.
Sfilandomi dai tuoi capelli e dalla giacca per coprirti le spalle, mi hai appoggiato un raggio
di luna sulla guancia con la mano mentre con le mie cercavo di riscaldare dalla sabbia
umida i tuoi piedi infreddoliti.
Avrei voluto chiederti di fare l’amore, ma aprendo gli occhi ti eri fatta schiuma tra le mani
vuote. Come il vuoto che lasciano le onde.
Sono andato a dormire talmente tardi e mi sono alzato talmente presto che per poco non incontravo
me stesso sulla riva…
I tuoi sorrisi che cadono nelle fossette, quelli sono le mani che mi aiutano a rialzarmi. Perché l’amore
è dormire con te ogni notte. Anche se non nello stesso letto.
Amore è quando un pomeriggio estivo piove, ed è bello starsene schiena contro schiena a scrivere
due storie diverse. Ma insieme.
Arriverà un giorno in cui portandoti la colazione a letto cercherò quelle fossette tra le rughe
e guardandoti, mi innamorerò ancora di te.
Purtroppo il personaggio ebbe una reazione spropositata come se avesse preso una purga e, per di più anche una forma preoccupante di priapismo prepuberale per cui lo portai precipitosamente al pronto soccorso dove gli prestarono prontamente una cura appropriata con una puntura a base di piramidone e permanganato e una soluzione di petali di peonia pressati e passati in pentola a pressione con una purea di propoli.
Passato questo periodaccio, per risollevarlo e procurargli un po' di piacere, gli presentai una procace prostituta peruviana molto provocante che praticava pilates e nel tempo libero faceva anche la pranoterapeuta in una Onlus no profit solo nelle ore preserali però, presso un presidio provinciale sotto il protettorato della prefettura di Parma.
La proposta fu molto apprezzata tanto che il personaggio, per sdebitarsi, mi promise in regalo un paio di pantofole in puro pelo di procione del Paraguay, un buono per un corso di parapendio sul Gran Paradiso, una pendola rococò in puro palissandro e, per finire, un profumo di Prada all'aroma patchouli in una particolarissima pochette in policarbonato color prugna...
perfetto !
Stavo in una nuvola di fumo di sigarette, e col bicchiere sempre pieno alla scrivania a sentirmi
un po’ Gianni Brera, quando per posta elettronica mi arriva su quel che ho da poco terminato
di scrivere
…anche solo il titolo
di quel che Dio ha voluto
donarci “Vita” è un
perfetto insieme di accordi.
La nostra assonanza lo sarà
ancora di più: giorni resi
sempre freschi dall’abitudine
dei nostri sguardi
come un tackle scivolato in zona Cesarini, il messaggio di un caro amico che a dire il vero ha poco
a che fare con il football.
Parla di ansia immensurabile di ripetere una tale notte che ti inonda di fremiti per la ricordanza dei
sublimi tremiti donati dal suo accarezzamento, e della sua libidine che premeva contro di lui alla
ricerca di ripetuti amplessi. Della bocca di lei avvezza agli eccessi, della sua lingua umettata, i suoi
baci lascivi, le mani che lambivano senza sosta i corpi dell’uno, dell’altro. Dice che sentiva il suo
piacere dall’antro della sua bocca erompere incontrollato. E l’eccitazione accrescere, e poi di nuovo,
e ancora. E ancora che stava lì per raggiungere l’acme, e lei altresì gliene dava di quel piacere che
rende incalzanti i palpiti… Poi mi saluta dicendomi che ora lo aspetta il lavoro e la giornata che ha
davanti, ma stasera in pochi CLICK , in pochi istanti …@libido… e lei sarà di nuovo con lui.
Infine una serie di apprezzamenti sul suddetto indirizzo web, e il consiglio di provare a visitarlo.
Come pensavo questo sito internet ha poco a che vedere con palloni in cuoio e scarpini.
Ma, dopo questa digressione inappropriata, torniamo a noi. Volevo parlare di chi ha voglia di
dimenticare ed iniziare a dipingere una nuova tela, di chi cerca tra le tempere e non trova
i colori. E allora s’inventa un’amnesia… così, solo per cercare di ricominciare.
Lei si stropiccia gli occhi, ancora assonnata, lei. Lei è l’amore mio, è l’unica, l’unica al mondo.
Il solo pensare a lei mi fa perdere la concentrazione. Ha il viso di chi vorrebbe trovarsi in una grotta
d’acqua, di quelle in cui non filtra neppure il blu del mare. Invece di essere avvolta da una luce così
insistente e inopportuna.
Mi piace quando finge di immaginare che squilli il telefono… lo porta all’orecchio e mi guarda
mentre ascolta la mia voce registrata che ha sentito tante volte “Ho ancora addosso il profumo della
tua pelle, il profumo di te. E vorrei essere lì e ricominciare a fare l’amore, fino a notte per poi
addormentarmi un po’… ci sei? So che mi ascolterai. Mi sembra di impazzire. Torno a casa…
non alzarti, non truccarti, voglio trovarti così… assonnata, spettinata, voglio sentire ancora il mio
odore su di te ”.
Io con la mano le copro gli occhi dalla luce, io che ho appoggiato i miei sogni proprio accanto
all’atrio del suo cuore.
produce un solipsismo tardo barocco nei ventricoli sottocutanei dei crocevia sinfonici, con rigurgito alcolico metabolizzante, evidentemente propedeutico alla scissione scaramantica dello spettro ortogonale della mozzarella di bufala campana.
Quindi, la curvatura sinottico equatoriale dei denti da latte dei criceti di campagna, con riduzione atipica dei semiassi gengivali, conferma la congiuntura piroclastica sottomascellare del carapace dermosensibile degli
scarrafoni napoletani che, com'è noto,
son tutti belli...
a "mamma soia" !
in un' estate calda,
(non questa da pinguini in accapatoio)
sono sensibile e permalosa.
Guardo tutto con occhi curiosi.
Chi, quando, come, dove?
Allegra mi piace cantare stonando,
inventando parole e cruciverba..
Dimmi la parola giusta, su!
Potresti entrare a caduta libera..
Amo gli animali,
parlare con loro.
Imitarli in modo simpatico
e la musica, oh si.
Volume alto alla radio,
e schiaccio sull' acceleratore..
fast andare furius in diretta!
(attenta al limite velocità, freno)
Amo l' amore con la A masciuscola,
come un fantastico muller,
con ciambelle al cioccolato.
Mi piace sognare fino a che
la sveglia non suona e mi catapulto
fuori dal letto.
Infilo le infradito al contrario,
spalanco le finestre
e inizio con ironia la mia giornata,
assieme a un caffè e due gocciole,
anzi anche tre quattro!
Mi capita di travestirmi da me stesso e bagnare la gola in qualche localino sui Navigli, o di sedere
al tavolo di un imprecisato ristorante in Brera.
Coppie che ne scrutano altre, anch’esse taciturne, il cui unico dio rimasto vivo gode del dito
ancorato alla tastiera. E’ comprensibile che tra Adamo ed Eva la conversazione fosse difficile
in quanto non avevano nessuno di cui sparlare, ma…
Presto saturo, insieme al paltò mi eclisso nelle viette e in quel particolare crocevia mi dico
che non scriverò più d’amore e condiscendenza. Un uomo ci ha provato e lo hanno crocifisso.
Il televisore di un bistrot… e poi nella testa solo scighera.
Con il cinguettio del cardellino da suoneria nel telefono trilla la sveglia, e forse l’unico dio rimasto
vivo è il senzatetto che deve avermi offerto la sua coperta.
Ho l’emicrania, e puzzo di alcool… e non ricordo che ci faccio in questo posto, e cosa sia
questo posto. Spegnendo la suoneria trovo una chiamata senza risposta, Celeste…
E ancora un WhatsApp con un vocale… di nuovo Celeste. Chi è Celeste!?
18 giugno 2019, 23:40 “Mirko non ho segreti per te, non ho segreti per nessuno in fondo.
La mia vita la conosci, è quella che ti ho sempre raccontato: sono una donna vulcanica, ma anche
estremamente pigra... rubo i gli spazi al tempo per fare mille cose, ma in realtà cerco solo
di riempire tutti gli spazi vuoti. Pensare mi fa paura...
Sono ironica, forte, sorridente, ma anche estremamente fragile. Non ho nemici, almeno credo.
Non porto rancore...solo, prendo le distanze da quel che mi fa stare male. E ho tanti amici, o forse
nessuno. Ci sono per tutti, tutti ci sono per me. Ma è facile avere amici quando va tutto bene...
Chissà… Mirko, ti ho fatto del male? Quando stasera mi hai scritto di aver bisogno di pensare,
mi sono sentita morire… Cosa avresti voluto dirmi?”
E chi è Mirko!? Di nuovo Mirko… che sia io Mirko!?
“…l'amore è conoscenza, condivisione, quotidiano. Credimi, ti direi, vieni… ti aspetto.
Te lo giuro, ma poi? Perchè dovremmo farci del male? Perchè rischiare di innamorarci davvero?
Corro troppo veloce? Non raggiungermi, allora.... aspettami in un sogno.
Buonanotte mio dolce poeta, dormirò con te stanotte... abbracciami”.
Poeta… Mirko, certo… e quel biglietto “Mi spaventano gli occhi che non osservo e non
mi osservano, le profondità che non conosco… ma anche tu, Mirko, un po’ mi spaventi. Celeste”.
Celeste… Già, Celeste. Finalmente a casa. Dal finestrone in stile abbadia della cucina guardo
la Brianza svanita come lei nella scighera, lei che ieri è uscita prima che mi svegliassi.
E sorseggio il mio caffè.
Il giorno prima, il salone principale fu addobbato con festoni , palloncini e ghirlande varie ed il centro del locale liberato da sedie, divani e poltrone per creare spazio per il ballo. Il mattino seguente, le cuoche apprestano un ricco buffet, dando sfogo alla loro più sfrenata creatività! Ed ecco sulla tavola; semolino di riso al ginseng (per cercare di risvegliare antichi ardori) ;
pasta stracotta alla ricotta e petali di rosa (quelli appassiti del vaso dell'entrata ); pancotto alla zucca (per via dei problemi masticatori); hamburger al finocchietto selvatico; scottadito all'indonesiana (cioè, piatto che conteneva quello che restava dalla pelle della sguattera orientale dopo che si era ustionata le mani con l'olio bollente); e, per finire, una compilation di dolci prelibati preparati dal pasticciere tedesco Von Strudel, assoldato per l'occasione, il quale diede sfogo a tutta la sua maestria con un tripudio di pere cotte con salsa al gorgonzola; creme caramel senza zucchero aggiunto (perché si erano dimenticati di comprarlo); torta della nonna (era quella rimasta dalla festa precedente, che i nipotini avevano fatto un mese prima); tiramisù al peperoncino e zafferano e, per ultimo, uno speciale rosolio al Guttalax (per favorire la motilità intestinale). La sera dopo, la festa ebbe inizio . Tutti si avventarono sul buffet e, per via delle eccessive libagioni che seguirono, (a base di pregiato Tavernello dell'87 e un paio di bottiglioni di Barbera al metanolo,
scampati al sequestro dei Nas del '76 ), alcune dentiere caddero sulla tavola e, per errore, finirono nelle bocche sbagliate, con evidenti problemi masticatori!
Poi, a cena terminata, si diede inizio alle danze.
E allora, via deambulatori, bastoni, carrozzine, cateteri e tutori vari !
Aiutati dagli operatori, incominciò una sarabanda infernale con rumore di ossa, anche sbilenche, cervicali artritiche e di toccamenti, da parte di vecchietti arrapati, di culi molli e tette cadenti! E...vai!!
Ad un tratto qualcuno si alzò e propose , idea geniale, un concorso per "Miss camicia da notte bagnata" per le donne e di "Mister pannolone ripieno" per i maschietti.
La richiesta fu accolta all'unanimità e, poco dopo, si proclamò la vincitrice per il primo concorso ; una certa Juliette, che aveva dei trascorsi da spogliarellista al Crazy Horse e gran conoscitrice dei viali di Montparnasse, mentre per gli uomini vinse , alla stragrande, un certo Sig. Pompeo, ex scaricatore di porco (si, proprio così) perché lavorava in un allevamento di maiali nel basso bresciano ed aveva contratto, poverino, una rara forma di dissenteria cronica.
La serata finì in bellezza con un memorabile trenino generale , al ritmo di un frenetico samba brasiliano, ma, purtroppo, qualcuno inciampo' trascinando rovinosamente per terra tutto il gruppo!
Così, sfortunatamente, la serata terminò con la sala da ballo trasformata in astanteria, col rapido intervento degli assistenti con cerotti, garze, calze elastiche, impacchi di ghiaccio, tachipirina, camomilla a litri e gocce di valeriana a gogo'!
.....anche i vecchietti....fanno oh....
Buona notte !
che mi son già rotto il "Kansas" !
C'è un gran caldo, sono già tutto
"Sudan" e mi colan le "Seicelles";
mi faccio bene le "Barbados", mi lavo le "Gambia", mi guardo allo specchio e con voce
"Argentina" mi dico; che "Togo"!
Mi sento proprio un "Sierra Leone"!
Esco e vado nel "Barhein" dell'aeroporto, mi sparo un"Alaska" ben ghiacciato e, "Indocina" chi ti
vedo! Un bel gruppo
di giovani pollastre. Che "Figi"!!
Una di queste si avvicina e con le
sue "Labrador" carnose mi dice;
ciao, lo sai che sei proprio "Belize"!
La vuoi la mia "Patagonia"?
Si, rispondo, ma quanto ti "Pago Pago". Dammi 500€ che
poi facciamo "Tonga Tonga"!
Fossi matto, mi vuoi prender per
l"Honolulu"!
Pussa via, brutta "Minnesota" della "Malesia prima che mi in"Kazakistan" davvero!
Ne ho proprio piene le "Nepal";
mi son rotto il Caucaso, torno a casa e buonanotte al "Senegal" !!


