solo il tempo
sale il vento
oltre l'onda.
Niente conta
solo l'amore
sale un sogno
verso il sole.
Dietro un sorriso
nascosta una lacrima
dietro la nebbia
non c'è la favola.
Niente conta,
realtà crudele
coinvolge il cuore
senza sapore.
Niente conta,
realta sbattuta
rabbuia la casa
una storia infinita.
C'è lo sconcerto
non può essere vero,
aprendo gli occhi
non è un mistero.
Scrollo le spalle
le tue storie bastarde,
rinnovate e stanche.
Niente conta,
la luce vince
su bugie vecchie
sempre più grigie.
Ti immagino che stiri,
e capisco che l’asse
che s’immagina tavola
aspetta quella perfetta.
Così m’immagino i paletti
della recinzione, con le loro
punte addolcite, scrivere
nell’intimità… della terra.
Di quel libro sottolineato
che un giorno mi prestasti.
Soffio via i trucioli come
vento tra i tuoi capelli
dal foglio, sperando lascino
l’onda perfetta delle parole.
Voglio godere
di ogni istante
inebriarmi di esso.
Voglio riscattarmi da quel tempo
di quando il pensiero
seguiva l’onda
di un veliero alla deriva
e dove la vita
era soltanto
effimera sembianza
che adesso prende forma
dentro un gigante
che la mente con fatica
riesce a contenere.
Troppo grandi
i frammenti
che incidono la carne
lasciando un amaro sapido
di momenti non vissuti
gettati a piene mani
nel baratro dell’orgoglio
che vanifica ciò
per cui vale la pena
di stare al mondo.
Ora del vivere
resta solo la pena
di non risalire più la china
e so che la vita
mi aspetta
in cima alla montagna.
Con le unghie dovrò scavare
il sentiero dalla terra
che coprirà la croce
issata sul talamo
del mio dolore.
S’eri fiss
in di me penser
saltavi i foss
par long
e m’incorgevi no
da quant s’eri fess
ma ti fa ss-ilenzi
ingianò ma salta
la mosca al nass
e i nerv insèma.
Fuss ca fuss
la voeulta bona
ch’impari
a saltà i foss
par larg
inscì
ma bagni pù i pè.
cicogne volano spensierate,
colorano unite il cielo di speranza.
Piccoli da poco nati nel nido,
fanno i loro primi passi,
la mamma non li perde di vista.
Scoprono con i loro occhi il mondo,
donano ad ogni passo calore!
“La vita e la morte sono una cosa sola, come il fiume e il mare.”
(Khalil Gibran)
Vieni
con me, sola,
ieri oggi e domani,
giocheremo a cercare
le parole più belle
lungo il corso
del fiume.
A destra,
a sinistra,
sopra e sotto,
facendole assumere
ogni volta forme diverse.
Ovunque e in ogni momento
scioglieremo anche noi,
come colore, come lettere,
come lievi precipitazioni piovose
sulla pelle, sulla superficie terrestre.
Attraverseremo le rocce e i sassi
da dentro lo stesso fluire
del tempo,
come elementi
che si combinano
in un unico istante,
in un profondo respiro.
Non tarderemo a capirlo,
che anche il fiume e il mare,
poveretti, non lo sanno.
Da dove vengono,
e neppure
dove
vanno
.
“Nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l’uomo né le acque del fiume sono gli stessi.”
(Eraclito)
Quei ricordi di domani dentro le orecchie
il mare Frastuono di silenzi mai taciuti
Seduto su uno scoglio voglio restare qui, con i piedi nell’acqua.
Tra onde e alghe e pezzi di bottiglia
Messaggio mai letto
In un'altra lingua
L’acqua non oppone resistenza. Mi rinfresca il sangue scorre tra le mie dita,
Le mie orecchie e i capelli bagnati L'acqua bagna la poesia
Ombrelloni che riparano dal sole Luglio volgare
L’acqua non è un muro, è una strana sostanza
Si beve, si tira, e se zampilli alla fonte
Sei tutta d'acqua antica e trasparente è senza forma,
hai il colore del cielo Degli occhi di ieri Il sole illumina l’acqua e la rende trasparente.
Lancio un sasso, Fa cerchi concentrici Che invadono il sogno il mio buco nell’acqua
Come sempre E per sempre
Poi lo tappo con la sabbia Rimango qui.
Non voglio più stare con i piedi per terra
Non voglio volare Se non sbatto le braccia
Nella mia testa
È tutta una festa
Io amo l'opposto Buon Natale a voi Il quindici agosto
Tumulti sudati questa notte
nel sogno insonne ho dormito
sul tuo boscoso monte di Dea
poggiando il grigio stanco capo
nelle tue fragranze di vita morbide
nel buio vedo il calore della pelle
ascolto il canto del tuo pulsare
bevo la luce dei tuoi capelli e t'amo.
Eccola la mia anima,
Scriverti è sofferenza
di atti e di parole
concatenati insieme
a catturare l'attenzione
di un unico istante
di condiscendenza.
Scriverti è cognizione
del tuo penoso silenzio,
ignaro io falsamente
se mi leggerai
se saprai rispondermi.
Scrivo parole lievi
sussurri d'inchiostro
un po' sbavati
dall'incertezza
di povere lettere
disorientate.
Leggerai con la mente,
negando la vista
per la cupa soddisfazione
di disperdermi lontano
dalla tua indifferenza.
Scriverò fogli e fogli
col tempo bianchi
per l'insistenza mia
di condannarti d'ora
in ora al tuo pensiero.
D'un crudele smarrimento.










