Circoli sono circoli, circuiti chiusi.
Aperti ai pochi volti
che sanno relegare all’angolo
le aperture del mondo intero.
Dov‘è promosso a socio
lo sfociare ambiguo
nel poco male e meno bene:
inconsistenza in peso delle imprese.
Dove quel che piace
non risulta dolce o salato
si esulta solo per il sacro piatto
dello chef stellato. E s’insulta.
Dove lo scambio di figurine
si fa evidente, in rime
- aborrime pretese -
Nulla di reale ai voti.
Eppure, sono anche loro
istruita costruzione, sì
appunto, costruita istruzione
di un genere umano
quello che ancora
non ha imparato a nuotare
e preferisce una tinozza
corredata da braccioli
… all‘acqua vera.
Commenti
Mi pare D'intuire di cosa parla...
Un saluto da Ibla.