tutto alle tue spalle lasciera',
tu che ti affanni ad accumular ricchezza,
non ti rendi conto della tua pochezza.
Non sai ancora la vera missione,
che è quella di far comunione,
la vera gioia è negli occhi altrui,
quando con un gesto non son più bui.
Ma la tua abitudine è consolidata,
vivi la tua vita in maniera ritirata,
non sai neanche da dove iniziare,
non conosci il senso del donare.
Rimani chiuso nella tua confort zone,
non ritieni di far alcuna meditazione,
un giorno il tuo nome sarà su un necrologio,
e di te nessun avrà alcun elogio.
Sei simile all’amore
al dolce vento dei poeti
che vicino hanno ancora un cuore,
un respiro e il bacio di una donna!!
Sei nel silenzio gentile
antico come il cielo
che scorre nell’irraggiungibile infinito
per scrivere la poesia da incidere nel mio cuore
sei nell’azzurro incastonato dei luoghi
in cui insieme abbiamo vissuto!!
Sei la confidenza di chi ha bisogno,
di un giorno di luna
di compagnia per un altro giorno ancora
e di un sorriso che conduca al sogno
che riporti la pace nell’anima!!
È primavera. splende
il sol gentil e piante
abbelliscono l'ante
di quei nido augel...
quei voli felici
del pensier destreggiano
i venti; raccontano
storie poesia fedel...
satolli: salutano
un umile agnello
accolgono il bello
lontani lupi crudel ...
basta una stagione
per essere contenti
vele a muover i venti
e cenere di candel...
all'incalzare del dì
su quella melodia stupenda immaginando di seguire
passi veloci
investiti dal ciclone
percorso dagli anni
scottanti
ripresi dai cuori arrabbiati
che terminavano
serate, coperte dalla bianca nevicata, nell'incessante
ostinazione, del basso cadere
eterno insopportabile
dolore
1/2/2011
A volte il tempo non fa respirare o male, perdendosi nel vuoto del silenzio
del tuo figlio splendore
soavissimo odore
della prece del carmél
Tu sei Madre gentile
e ti canto in prece
dell’amor che invece
lassòmi in croce sul mél
Tu sei di quel tuo figlio
grandissima speranza,
verace con possanza
con un Fiat dì all’angél
che del carmelo soave
trasbordi i confini
antichi e vicini
infuocati con gran zél
come sullo stendino fan i panni,
i ricordi tuoi di bambino e adolescente,
lascian spazio ad un nuovo presente.
Cambian le abitudini nelle tue giornate,
da corse sfrenate a tranquille passeggiate,
da birre bevute come acqua fresca,
si passa a confezionati succhi alla pesca.
I calendari intanto si buttano via,
con essi aumenta la nostalgia,
poi ogni tanto arriva una notizia,
e' morto quel tipo o quella tizia.
Lo abbini ad un momento della tua vita passata,
ti rendi conto che una generazione è quasi volata,
nel vecchio cimitero i loculi son tutti pieni,
un nuovo sindaco lo sta allargando sui vicini terreni.
Sei soltanto una foglia d’autunno,
eppure, di intensi colori hai vestito l’estate,
per conoscerti ti ho infastidita inutilmente,
e tu con i tuoi anni, che brillano d’amore
nettare perfetto, hai preferito percorrere
un tratto della nostra vita a piedi,
insieme a me, talmente sorpreso,
non hai cercato di mantenere
le distanze di sicurezza!!
Ho posato una mano sul tuo cuore,
non hai fatto niente per convincermi
hai saputo essere di un dolce,
e di amichevole riservatezza,
offrendomi l’immensa possibilità,
di recuperarmi!!
Scintille...
Clamori di feste perdute,
spasmi di luci dentro al camino,
gioia che s'apre negli occhi
di chi ama.
Scintille...
cascano come stelle
nei fuochi d'artificio
e illuminano il cielo scuro.
Scintille...sono progetti d'idee,
sono curve di bene,
sono luce sul mare che lento
s'addormenta nella notte.
Scintille...
portano anche paura di fuoco e dolore,
ma vibrano nell'aria
come ali,
e dopo l'attimo che le spegne,
rimane il vuoto che hanno lasciato.
Fulgore e fervori,
trascinano e l'anima vive.
in via d’arcobaleno ventisei,
di fronte al vecchio salice ridente
appena dopo il giocattolaio.
Con te devi portar solo te stesso
possibilmente d’ansie disseccato
giacché saranno ore di rinnovo
di quell’ingenuità quasi sfibrata.
Sarà un ritorno pur se breve
a quattro calci dati ad un pallone,
al volo in giostra sull’aereo rosso,
ad un trenino in perenne giro.
Rimischieremo acqua e sapone
per fare bolle da spedire in cielo.
Faremo nuove corse sulla spiaggia
stringendo fili d’aquiloni in mano.
Ci tufferemo nell’azzurro mare
per setacciare ogni suo fondale
sperando di scovare qualche stella
con la paura d’una murena nera.
Il prezzo da pagare per l’evento
sarà la fine dell’evento stesso,
rientrare in questo duro tempo
ed accettare ogni suo responso.
Decidi tu se la sorpresa vale,
se di ricordi l’eco può bastare
per dare senso a quanto ormai rimane
nel grigio andare in qualche direzione.
*
Stesura 2014
Probabilmente insieme condividiamo,
il ricordo più dolce che ci portiamo dentro
abbastanza saggi,
da non esultare nel darle un nome,
anche se vediamo che ci attraversa il cuore,
anche a luci spente,
e ogni volta prima di svoltare
prima di rischiare e proseguire,
ci osserva e attende un segnale d’intesa!!
Non ci ha mai lasciati andare via,
non ha permesso di sollevare tempeste, né distanze
non ha avuto nessuna importanza
quanto sia difficile scendere da quel lettone
la nostra storia resterà per sempre dentro di noi,
nei nostri cuori mai smetterà di essere poesia
la dolcissima poesia
che ha reso entrambi soddisfatti!!
Annodati silenzi sciogli
dai numerosi perché
smarrito nel mutismo
delle sue rosse labbra.
Verità taciute, ambiguità
non traspaiono dai sorrisi,
rimbalzano ostinati pensieri
in amore non v'è tempo e misura.
Fuoco di passione scema
nella stanza sempre più buia
con stupore respiri assenza
rassegnato all'addio imminente.
Capita a mezzanotte,
due chiacchiere e un caffè
condiviso con te stesso,
tua sola compagnia.
che non ti va la pasta al forno,
il tuo risaputo e famigerato appetito,
agli occhi altrui sembra svanito.
un senso di nausea ti colpisce,
l'interesse per il normale svanisce,
ti ritrovi su una poltrona confuso,
qualsiasi sforzo non vien profuso.
il tampone ha dato il suo verdetto,
ti vien consigliato di stare a letto,
eppure non sai come sia successo,
magari è stato in quello sporco cesso.
cocciante cantava che era già tutto previsto,
ma non me l'aspettavo e scusate se insisto,
proprio a me doveva ahimè capitare,
questo ignobil virus di dover ospitare!
La triste Barcellona infernava
La guerra di Marina
Era pronta a scatenarsi
Nike aquilina Ginestà
Dolce comunista
Partigiana in fasce
Venti scapigliati le scolpiscono il sorriso
Bombardano le nubi i carri alati
Sciolgono il mare e sfilano i tori
Ma Marina resta intatta ...
Dallo ieri al presente
E gli aerei non cessano
Di far la terra infetta
Marina resta nel mio pugno chiuso
Sbraitante contro il vento
Mentre ci danzo intorno
ci pensiamo se il destino
ci proietta verso il futuro
non è domani ma nemmeno
lontanissimo.
Sorvolando il tempo
inciampiamo più volte
e a volte piangiamo
per non esser come volevamo
perdendo momenti
che avremmo desiderato vivere
per comprendere la vita vissuta
Chi scrive però, non deve temere
la sua fortuna è sognare
è come se stesse vivendo
ciò che non vive veramente
e allora non bisogna demoralizzarsi
pensando di non aver vissuto







