Due fanciulle e una mamma al volante,
Li' vicino un uomo che aspetta,
A tracollo porta una vecchia borsetta.
Scendono entusiaste le piccole bambine,
Entrambe biondine e assai biricchine,
La più grande salta su quell'uomo la',
Lo chiama dolcemente dicendo 'Papa'!.
L' uomo si scioglie quasi immediatamente,
Che abbia l'occhio lucido appar evidente,
Con la donna al volante neanche un saluto,
Segno evidente di un amore perduto.
Poi lui dalla sua borsetta consumata,
Tira fuori per entrambe una cioccolata,
Un gesto programmato con amore,
Che tocca l'animo e stringe il cuore.
fare cose buone e anche danni,
è lì immobile in quella cameretta,
che preda degli acari par gridar vendetta.
Ti faceva compagnia quand'eri bambino,
la notte lo tenevi stretto vicino vicino,
ora che sei diventato grande e grosso,
dall'indifferenza il tuo animo è mosso.
Ma oggi per un attimo ti vuoi fermare,
negli occhi fisso lo vuoi guardare,
sembra che qualcosa ancora ti voglia dire,
sintonizzi il cuori e ti par di lo sentire:
'Ciao, finalmente sei qui vicino a me,
come quando nel letto eravam io e te,
quante tue lacrime sul mio pelo ho asciugato,
ora dalla polvere ahimè son accompagnato!'
C’è un silenzio in questo luogo
che t’inquieta nel profondo
mare e riva senza voce
nulla più da raccontare
Troppe vite ormai fuggite…
Si perdono gli sguardi
nel cercare un solo segno
da questo assurdo cielo.
Qualcuno ancora si diverte
al massacro dei delfini
quasi a punire il creatore
che ci ha voluti umani.
E i poeti dove sono
con il loro pianto in rima?
Nulla, niente e ancora nulla
non c’è un senso che ci dica
il perché di questa vita.
L’amore fra noi, ci piace,
e non troviamo nessuna fatica nel ricambiarcelo,
siamo squisiti passeggeri, della sua amorevolezza,
la sua passione acceca, vedi non ritroviamo più
nessun difetto fra noi!!
Questo consente di coltivare al meglio
il sentimento che continua
a crescere dentro di noi,
siamo soltanto agli inizi di questa fantastica intesa,
l’amore in ogni affettuoso comportamento,
l’amore insediato in modi diversi,
un amore molto più forte di noi
ci guida e noi che ne abbiamo bisogno,
ci affidiamo alla sua leggendaria,
tenera fiducia!!
un canto nella notte
che dura fino all’alba
che sospira lieve
nel suo gentil atto
la notte è l’alba della poesia
vuoi forse sperar nella lirica?
Sai che è Madre antica?
In tutto quel che racconta
è come se mentisse
e c’è qualcosa di vero
in quanto si racconta.
… e resto le mie tracce.
Quel percorso
nessun altro.
Chiaroscuri
e ipotesi a confronto
conforto di riuscite
e confuse proteste
casuale o meno
il contorno
professando un solo credo
in ritardo da millenni.
Il recuperare pezzi
di un puzzle logoro
troppo spesso
e privato del contatto
che luce accende.
Nessuna invenzione
trame di innovazione
solo il modello
in tentativo di parte
di riperfezionarlo.
Anche se credo mai
potrà trovare arte
realtà e vita.
Ma sono
e resto disperata
recita di speranza
di memoria antica
e ricordi beati
di passi dovuti
senza i quali
… mai si è.
Alle coorti d'Israele
Ho passato i miei giorni in pastorali tende
Ecco, la mia nave salpa
E la stessa folta messe
Che tu mi desti nell'arido deserto
Tu che sei manna e dono
Saldo baluardo, retto nel deserto
E che squarcia l'arsura con il tuono
Per far crescere prato
Fu Dio a donarti
E perciò farò olocausti
Falò e capri grassi solcheranno gli alti altari
Nel tuo sguardo lesse turbamento
mentre di soppiatto t'osservava
della nuova sete fosti contento.
L'interesse tuo lesto si manifestava
un diafano viso taceva pensieroso, forse
una richiesta inespressa attendeva.
Dell' impulso verace lei s'accorse
ma quel vocabolo non s'udiva
e le spalle di proposito porse.
Intanto un cielo grigio s'apriva
lasciando trasparir più chiaro
ciò che la nebbia impediva.
Non potesti fingerti ignaro
dell'emozione non più fugace
esplosa potente come uno sparo.
Vecchi lampioni emanarono luci
sul sorriso tuo impudente manifesto
tra il serio e il faceto ti disse riduci.
Quel pensiero ebbe a finir presto
seppur la lusinga potesse piacere
il corpo ad allontanarlo fu lesto.
Il tuo viso non fece una piega
all'insito ed evidente diniego
non sempre uno sguardo lega.
Allontanò ciò che non convinse
non fu costretta a patire per
uno scialbo e fugace capriccio.
Ora so spiegarmi
le frasi inespresse,
le ferite impresse,
il dolore e le mancanze ereditate,
i volti nei pressi del vuoto,
del questo e del quello
e la dimenticanza
All’incrocio delle correnti
mancasti l’appuntamento
sorprendentemente.
percorrono i miei passi
nel labirinto
del sottobosco.
Chiuso ogni facile
passaggio,
attraverso ponti
di cartapesta
e foglie secche.
La polvere
sulle mie scarpe
di vernice
si confonde con la nebbia
della sera
di un pallido autunno.
Dovrò spegnere
qualche entusiasmo
e rallentare
fino alla prossima sosta
rigeneratrice.
La vetta?
Beh, non ho fretta!
Sto pagando la vita a rate
e non ho interesse
ad aumentarne gli interessi…
Almeno, da questa panchina
vedo gli alberi
vedo il cielo
vedo le cime imbiancate
e vedo la via del ritorno.
Dammi la mano…
Dure, se ne stanno da un bel po’
sugli ultimi fiori ancora resistenti
aspettando l’arrivo dei fanciulli.
Assente è la brezza, c’è poca luce
e il sole che s’intravede appena
è stella di cui si sa soltanto l’esistenza.
I vicoli sanno di rabbie non espresse del tutto,
di silenzi prolungati e di qualche residua preghiera.
Odorano di pane raffermo e patate cicciate.
Il rumore di un trattore sfasciato
scandisce il ripetersi di albe tremule.
Il respiro affannato di un ribelle
si perde tra le maglie di tramonti veri.
Un ombrello comprato per quasi niente,
Era una giornata di sole in quell'occasione,
Sfruttasti una cinese promozione.
Lo riponi poi nella tua borsa marrone,
Per sfruttarlo alla prima occasione,
Che vuoi che sia servirà per poco,
Hai fatto un affare come un gioco.
Una mattina con la pioggia prendi l'ombrello,
Che non ricordavi dall'opinabile color pastello,
È arrivato il momento di testarlo finalmente,
Fiero lo tiri fuori in mezzo all'altra gente.
C'e ancora l'etichetta su di esso,
La togli cominciando ad esser perplesso,
È più leggero di una piuma d'oca,
L' intensità d'imprecazione non è poca.
Ti bagni come in un autolavaggio,
Capisci di non esser stato molto saggio,
Chi poco spende spende di più,
Diceva mia nonna ch'era pien di virtù.








