La mattina te lo prendi,
I suoi colori sono i più disparati,
Si trova in tutti i supermercati.
La sua azione è molto importante,
Esso ha anche ruolo di igienizzante,
Sosta per un po' nel tuo cavo orale,
Fino a quando il bruciore non fa male.
Poi viene sputato nel lavandino,
Insieme agli avanzi di un panino,
Poi si apre velocemente il rubinetto,
Per non lasciar traccia nel gabinetto.
È grande amico dello spazzolino,
Stanno insieme da sera a mattino,
Aspettando il lor padron assai impazienti,
Per render sani e belli i suoi bianchi denti.
come puzzle per creare elisio
infranto in uggia etra,
dove astratto magenta permanente dell'istante che incorre nel bigio
corrompe insigne
lo strido dello squarcio
spargendo suspense
come pigmenti
di gocce d'amore e fiducia
nel lungo boulevard
della mia vita,
per raccogliere fedele
frammenti di argilla cotta
inflitti nei manrovesci dei disinganni
a rapportarmi con la edulcorata realtà
orientandomi inversamente
uscendo definitivamente
dal seno dell'illusione ottusa
di raggiungere un saggio traguardo
al fine del viale
dopo arduo affanno,
quando invece prima
dell'arcata iniziale marcia
avrei dovuto
rottare in orizzonti più rosei
ponderando con alacre maestria
una gloria più accessibile
da abbracciare
consapevole di ottenere
per allietarmi
nel recinto della quiete,
che non avrei dovuto abbandonare
per rincorrere le brillanti stelle
nel firmamento del certo infinito
incognito discusso
in sub iudice dal mio animo
in costante preda
da quelle folate contraddittorie
tra sogno e ragione
a farsi guerra,
per vincermi in fine consumata
dai rimorsi e sensi di colpa
di quel che poteva essere
e non è stato
per aver preso
la direzione del sopravvento
sussurrato a gran fiato
all'orecchio della mia impulsività,
nel coronare cieca
la ricerca terminale
in un sorriso di sogno
da stringere tra le mie braccia.
Tranquillizzare …
dai non scherziamo!
Scostiamolo proprio il terrore
riproponendoci anche
di uscire dal vincolo
di questo vicolo terra terra, dove
non è tragica l'ignoranza
della parola, ma quella del cuore.
Appoggiamo la speranza
accanto alla fiducia e riponiamo
l'ascia, nel lungo e nel breve
ferisce anche noi. Perché fortune assistono
ma solo fino agli angoli degli attimi, istanti
che possono sempre cambiare strada.
E non lasciamo i figli allo sbando
della nostra protezione: reagiranno col vento.
Assicuriamoci che crescano e possano
raggiungere l’effettiva loro altezza, il successo
meritevole del proprio plauso
senza costringerli a ricalcare orme
in cui sono possibili … misure diverse.
Prendiamo per mano i pensieri
e portiamoli alla luce
perché abbraccino l'amore , il sole
che raffredda ogni astio .
E chiudi un occhio anche tu
mira, sono certo vedrai
la bianca via della vita.
Nessuno riesce ad impedirmi nel chiudere,
gli occhi, di sentirti prediletta e privilegiata,
creatura all’interno del mio cuore,
protagonista dei sussurri dei miei sogni,
la stella che fa palpitare di diverso,
tutto quello che avviene in ogni mia giornata!!
In ogni qualsiasi momento,
ti sento bussare al mio cuore,
per concentrarmi su quanto amore,
nei miei confronti possa dondolarmi
ogni volta, ad occhi chiusi,
mi convinci che senza di te
niente potrò mai risolvere, senza il galoppare,
della tua imbizzarrita ma ordinata adorazione,
convincendomi, nei tentativi di allontanarmi da te,
ricordarti mi sostiene!!
Brevissima introduzione: componimento scritto in occasione del volo di Pirino, uno dei miei tre gatti, dal sesto piano un mesetto fa. Considerando che un grave arriva a terra da venti metri d'altezza a circa 70 km. orari, un volo del genere è letale al 99% anche per un gatto, che nella migliore delle ipotesi avrebbe dovuto fracassarsi tutto, in modo irrecuperabile. Miracolosamente, invece, Pirino ha riportato solo la frattura delle quattro ossa del metacarpo destro e NESSUNA lesione interna. Un vero miracolo. Oggi zoppica ancora un po' dopo un mese di steccatura alla zampina ma per il resto sta benissimo...
Da quando gli occhi aprii su questo mondo
mai seppi dir quale ne fosse il senso
di ciò che, ascoso, se ne sta sul fondo
(sempre affogato in quel gran fumo denso)
d’ogni creazion che viva dir si possa.
Or che di nuovo vedo, sento e penso
quel grande volo in quell’immensa fossa
diafani fe’ vapori, nebbie e fumi
in fino a che di mia vita sì mossa
come rifulser tali e tanti lumi
ne vidi ciò che un giorno fu deciso
esserne scopo, prima ch’essa sfumi.
Ramoscel secco che ne sia reciso
d’arbore altissimo ove troppo osai,
caddi nel vuoto come fu deciso
poi sulla pietra misero atterrai:
fu come il lampo, n’ebbi senso e schianto
pensando a te, a come ti lasciai
alto laggiù poi si levò il mio pianto
per tutto il ben che ancor dovevo darti
e che giaceva lì per terra infranto.
Poi mi apprestai a andare e abbandonarti
quando di te quel volto tanto amato
come l’amor che ancor voleo donarti
sopra di me rifulse, e su di me piegato
là mi raccolse e mi baciò e mi cinse,
mi consolò quel verbo così amato
finché il calor della tua man mi vinse.
Quello non fu della mia fin momento:
il gran Fattor che tutto fe’ e dipinse
sopra di me vi risoffiò il suo vento
acciocché ancor la mia vita potesse
render più lieve il tuo triste tormento,
farne men grevi le pareti spesse.
Ti amo Santissimo Sacramento
d'amor dono misericordioso
spero di fuggir teco in un momento
a lodar con un canto melodioso.
Sei belta e fortezza; sei protezione.
Sei Amor che desia noi come te Amor.
Ti loda ogni tua bella creazione.
Sei l'unico candor mistico fior.
Be' sacramento, santissimo Amor
non bastan canzoni e tante favelle
per lodar pienamente il tuo favor
Ascoltiam come ti aman le stelle.
E poi ti parlerò guardandoti
in quegli occhi in cui mi sono perso
E ti chiederò di amarmi
Ti supplicherò di amarmi
Ma non farmi male
perché ho già tanto sofferto
per amore
E cercherò di indossare i tuoi vestiti
Per potere capire se anche tu
mi ami così tanto
come io ti amo
È forse una illusione o un desiderio
poterti abbracciare e capire se
anche il tuo cuore batte d'amore
per un istante o per l'eternità
E continuo a tuffarmi dentro quello sguardo
mi rispondi.... soltanto con un lungo sospiro e i tuoi occhi che si riempiono di lacrime che sgorgano come una fontana impazzita
E non so se vuoi andare via
o ti vuoi prendere cura di me
E come quella brezza d'estate avvicini le tue labbra alle mie
è un suono impercettibile
la soavità della tua voce
quando illumini il percorso
di una vita
È un attimo....
facciamo l'amore
e fermati dentro al calore di questa
casa che è il tempio di quell'amore
senza più pianti senza più menzogne senza più dolori
così scoprirai il calore infuocato di questo mio cuore per te
e ti difenderò dalle nebbie e dalle tempeste della vita e consolerò tutti i tuoi pianti
non aver più paura perché io ti avevo amato già al primo sguardo
Vieni amore mio adorato
e rifugiati in me per un tempo indefinito
nei versi cinerei del tempo
tra le pigre piaghe dei solchi
degli eventi sordi e ostili,
ai riarsi gemiti
in quella ambascia
che m'investe monsonico
nel recinto spinato
prominente di cespugli
di rose assenti
al sorriso della lucente vita
nei miei limiti,
al confine della mia
intrinseca fede
volta alla radiosa speme
di quell'albore che mi veste
di lene intrepidezza
nell'oltrepassare l'acre sentito
del mio lungometraggio,
senza fine ai minuti
del mio irresoluto
destino ricamato
a punto ermellino
sulla pelle di seta del cuore
similare a pioggia di stelle!
Oh cuore mio sei dunque
foce di fiducia nell'avvenire?
Oh caro cuore mio
confidarmi flebile quanto ancor dovrò camminare
per non morire d'emblée
da greve manrovescio,
quando ostile vuol effigermi
sul viso mio riflesso
al propizio astro celeste
senza nebulose che offuschi
a rendermi buona sorte.
Cuor mio terso e impavido
nel cobalto respiro persuaso
da fulgida sterminata fiducia,
sussurrarmi ancora ti prego
quel segreto antico
che ancora e ancora
ti lascia risorgere
da torbide acque
lindo e cheto senza
fronzoli penduli d'incertezze,
a serrarti il sorriso
nella intima pozzanghera
che inghiottire ti vorrebbe!
Ragguagliami inarrestabile
all'invocarti del giorno
e sulle fauci della notte,
affinché di radiosa speme
al sapor di vaniglia
io viva chiara nell'amore
in serbo in grembo alla vita
che a sé mi intreccia,
per non lasciarmi sdrucciolare via
negli arroventati fondali
dai spigolosi enigmi
che inghiottirmi mi vorrebbe,
ed io per sempre ti loderò
come un dio d'oro
originato nel mio petto
unicamente per rendermi
libra nell'essenza d'anima
che designa il mio folklore.
Assoluto è quel tempo dove il passato perde senso perché si fonde con domani e nell'ora tutto si chiude
Assoluto è quello spazio che non ha vuoti
Assoluto è l'assenza del desiderare poiché tutto è esaudito
Assoluto sei tu
Assoluto puoi tu





