Oh ninfa del Bosco che ti celi dietro le sembianze di un cavallo alato
Quando ti vidi per la prima volta che ti abbeveravi sulla sponda di quel lago dai mille colori circondata da una luce che mai occhio umano vide
capii in un istante che quel cavallo bianco nascondeva il segreto di una dea
Ed io estasiato mi ero già innamorato di te...
ma ebbi paura
E da immenso sgomento le mie povere membra sembravano scosse
da cotanta visione
E non ebbi più pace
finché quel fingardo del destino mi fece imbattere nella stella più luminosa del firmamento
nella tua stella oh Dea sublime 
E in quella quiete di un maggio ventoso io scoprii la mia splendida rosa
Ed ella si innamorò perdutamente di me povero mortale
E il giorno accompagnò il suo sole tra le mie braccia
Quale incredibile estasi sovrastava questo mio cuore che risultò rapito dalla soave bocca dei tuoi baci
E la ninfa dei boschi in quella notte incontrò per la prima volta l'amore e non volle mai più distaccarsi da lui
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Profilo Autore: Maurizio Gaibazzi  

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