delizioso tesoro
rincorro ricordi gettati
nel pozzo dell’oblio.
Caos calmo di immagini offuscate,
sogni appesi alle stelle
leggeri come piuma.
Affronto infiniti voli,
paesaggi brulicanti
su pensieri brucianti.
Fisso ogni istante,
godo attimi di felicità
vivendo la vertigine
di spazi di colore infiniti
sotto le mie ali leggere.
Mi sveglio all’alba
con la sensazione
di assenze ingombranti,
di avere dormito
un dolce riposo
cullata da un lieve respiro
dopo aver rubato il bacio più dolce
in un attimo infinito,
respirando libertà d’urlare,
urla mute di sentimenti ed emozioni
sussurranti eco intramontabili.
Nel nulla
il pensiero crea
distrugge
trasforma
e noi
noi non siamo materia empirica
privi dei grigi, in scala
e dell’arcobaleno.
Pensiero positivo
che può crescere
e riequilibrare
il corso del fiume perso
che scorre tra questo distrutto
genere umano, troppo
troppo distratto. E non
di semplicistico devio
ma in costruzione del contatto
che manca
tra indifferenza che incalza
e assenza di luce
che più
non si spenga a pulsante.
abbiamo dentro il cuore vicini o lontani soli o coppiette abbracciati ed innamorati
innamorati di ricordi di vie percorse di rami intrecciati di rose fiorite amiamo sempre e non solo questo giorno Valentino espandiamo amore e meno cattiveria la vita ci ama e noi ameremo la vita
Mangiare porzioni di merda giornaliera col sorriso della speranza
(quando vi erano porzioni di merda)
se no deglutire il sangue,
il fango
il vomito
per sentirsi lo stomaco pieno
o chinarsi verso le ciotole
come i cani
abbassando il capo
forse preferendo dei calci allo sterno
prima dell'umiliazione totale.
La mente altrove
altrove doveva essere per forza
per dare forza a un corpo
che più non era corpo
ma agglomerato di nervi
tendini
muscoli
squame
qualcosa d'indefinito che ancora pulsava
e spingeva a fare l'impossibile
nell'impossibilità fatta umana.
E voi!
(in piedi sui tacchi)
guardavate i lombrichi strisciare
e non ne riconoscevate i visi
le voci
i pianti
le vostre coscienze si erano staccate dai frammenti di pelle
vagavano in cerca di aiuto,
lasciandovi in balìa degli eventi
prede di una droga che profumava di superiorità divina.
Avete aspettato il giorno della redenzione nascondendo la verità
e affiorandola col cianuro fra i denti
eravate fiere
belve nella giungla delle vostre favole.
Osservo la nebbia nel suo fiorire
avvolgere vecchi lampioni spenti,
abbandonati all'incuria dei tempi.
Ed ecco un pensiero si fa strada,
dopo innumerevoli lucide fatiche
qualcosa potrebbe offuscare mente
in lesto andar nel divenir assente.
Allora lustro ricordi ricalcando passi
ricucendo lembi strappati dalla sorte
per spartirli con le ombre della sera
nel percorso d'un lucido crepuscolo.
Attendo con ansia ancor crescente
giunga notte ad ammantar ferite
che ancora bruciano nell'anima
e giungere all'alba ritrovando luce,
rinnovando ore spensierate di vita
senza strappi o pezze ricucite con aghi
che si torcono fino a graffiare il cuore.
(Libero Bovio)
Solleva il vento al crocevia
La dove la lingua proprio non tocca,
Si trasforma poi in dolore,
Quasi invochi il Redentore.
Con le dita vai a massaggiare,
Per un attimo il tutto par passare,
Ma dopo un po' è la rovina,
Tutto torna più forte di prima.
Dovrò assolutamente trovar soluzione,
Non potrò protrarre questa mia condizione,
Si tratterà sicuramente di infiammazione,
Un oki verrà in soccorso in questa situazione.
Prendo allora velocemente la bustina,
La apro quasi a mo' di merendina,
La verso nel bicchiere preriempito,
E dopo un pò il dolore è finito.
fra i tanti mesi il più piccino.
Son bassino, un po' maldestro,
porto freddo nel canestro.
È pur vero che se m'ingrugno,
faccio un poco la carogna;
ma so anche esser caro
e di carezze poco avaro.
Sì, di me si parla male,
però porto il carnevale.
Sarò pure un po' sgarbato,
ma ho il cuore innamorato.
Con Cupido il tenerone
e Valentino il romanticone,
dove schiocco dardi e frecce,
porto baci e tenerezze.
Se ho la faccia buia e scura
non dovete aver paura;
nel calendario resto poco:
28 giorni...e poi trasloco.
Sono un po' freddo d'aspetto,
ciò a malincuor, lo ammetto.
Sì però...se osservate...
le cime bianche innevate,
vi riscalda il cuore
tutto quel bianco candore.
E poi...se ben osservate,
son già più lunghe le giornate
Sull'albero ancor spoglio,
c'è già un piccolo germoglio:
quando la dolce primavera,
tornerà col suo calore,
ogni bocciolo sboccerà
e diventerà un bel fiore.








