Hai lasciato una traccia visibile nel mio cuore,
mi assegni qualche pagina della tua vita,
resto unico amico storico, fra i tanti, davvero tanti,
ti sei affezionata, rilevo quanto mi ammiri,
sei una piacevole sorpresa
potrei fermarmi a lungo sul tuo cuore,
è subentrata una dolce passione,
senza richiesta hai preso posto nel mio cuore,
sei sempre nei miei pensieri
brillantemente, hai superato ogni aspettativa
i nostri sentimenti lievitano a pari passo,
a proposito non posso più fare a meno di te
mi sistemo al piano superiore
del cuore, della mia amica del cuore,
travolto oramai dal tuo sorriso irresistibile,
e condizionato dalle tue affettuose precipitazioni!!
passano oltre
i miei pensieri, gatti moribondi.
I biscottini rosa
occhieggiano sinuosi
dondeggiano
tra le mie dita...
Ricordo forse tempi migliori di questi
o non sono forse questi
i tempi in cui non ricordo nulla?
La tomba dei desideri inappagati
si nutre di larve di singulti
piango ancora nella notte
dense lacrime.
come una supernova esplodo in cielo fra mille altre stelle
la gioia di mille bagliori che si sparpagliano
nel cosmo delle mie braccia
invade lo spazio intorno
roteando come un derviscio
spandendo stelle e pietre
preziose piene d'incanto
si ripete ogni notte
l'incantesimo infinito
del mio amore per te.
(I tuoi occhi)"
Con le dita
I tuoi capelli, la pelle
Ma infinita
I tuoi occhi, piccoli occhi
Con cui mi scardini, mi annulli
Mi infondi
Piccoli schiocchi di saliva dalla bocca
Negli oceani profondi
E con gioia urlo "vedo! vedo!...
non bagnò la terra
restai sospeso
in un grecale marino
che soffiava indifferente.
Trovarono le mie ossa
insepolte...
Sparse nel campo dei vivi
aperte alle piogge di marzo,
chiuse nel loro mistero di vita.
Non chiesi doni
eppur mi furono dati,
nel peso insopportabile
d’un’anima troppo sola.
No, non chiesi mai
d’esser pietra in quella sterminata distesa di fiori.
Mi raccontarono di danze nell’aurora
leggere nelle gocce del mattino,
sognanti negli aranci della sera.
Or che tutto scolora
dormo il mio perduto sonno
accogliendo le stagioni
nella memoria della polvere
e vanno le foglie d’autunno a coprir i miei resti
e son gialle margherite poi a custodire
e spighe di grano
e spogli virgulti d’erba nel secco inverno
e son così
nel mio Paradiso
e chiunque può venire a trovarmi
e raccogliere un fiore
o ascoltare il vento bizzoso
o sfiorare la fresca neve.
Ora son tutto questo
e non temo il male
né il freddo
né la notte che scende
e…
E mi penso astro
lontano e vicino.
Luce che dona.
Quel dono che mai ebbi dal vivere
nel mio essere piccolo stelo,
nell’infinito Amore
che il mio Creatore mi concesse.
«Raccogli allora nel tuo palmo di mano la rugiada del mattino, io sarò lì a donarti Amore».
Riflessi di me
dentro teiere di sorgente,
mi fanno bella,
e mi inondano dell'alone
di rugiade mattutine.
Ed e' questa consapevole
bellezza che mi porta
a credere quanto ci sia
ancora stupore.
Quello che ritrovo nelle
piccole cose, un sorso d'azzurro,
un profumo antico,
una curva che fa ombra.
Sono ritagli di tempo
che dentro non svaniscono,
ed indelebili colorano
le ore di una vita,
che sorridendo può sorprendere ancora.
Forse non ci siamo mai incrociati
con gli sguardi.
Sarà per la tua voglia di camminare
un passo avanti
sarà per la mia colpa di guardare
dove metto i piedi.
Neanche la mia voglia più recondita è stata soddisfatta
non sapendo qual è
aspettavo
che tu la svelassi.
Ma ho preteso troppo
dalla natura delle cose.
Mi sono accontentata di altalene, fiori profumati e api
rimanendo nel mio giardino d’infanzia
che ora sta sfiorendo
è già quasi putrescente.
Non basta portare acqua sorgiva,
ci vorrebbero dosi massicce di linfa vitale
ma quella ci serve
per sopravvivere.
Siamo batteri
nel brodo.
Glielo dissi con calma
“Suicidati ti prego”
così sarei rimasto figlio unico.
Era testa dura mia sorella
dovetti sgambettarla sulla banchina del metrò
e l'arbitro non fischiò neanche il rigore.
Non amo i funerali in terra sconsacrata
il prete mi era amico
e quella volta chiuse un occhio.
Mio padre è un manzo della bassa padana
mia madre è una vacca valdostana
e a lui piaccion così, di coscia generosa.
Di sera si mungono il latte tra loro
anche il vicino di casa ogni tanto lo fa con lei
mio padre forse lo sa e ha il rimborso dell'IVA.
Il vicino è vecchio come un nonno
ma ama le poppe della mamma
forse anche lui è tornato bambino con gli anni.
I gatti sul tetto vanno a fare i dispetti alla luna
li vedo dal mio abbaino
ma lei si nasconde nel suo camerino di nubi.
Mi ha dato la chiave, solo a me,
e io la sbircio da dietro la porta
che amoreggia con le stelle, nascosta agli occhi felini.
Lo sa che io sono silente, se voglio
e a lei piace farsi guardare
non è come quel pavone del Sole, che acceca.
Anche il prete mi ha detto di fare attenzione
non è solo il Sole che fa perdere la vista
ma anche la mano portata là, dove c'è la cerniera.
È strano quel prete, mi è amico
con le sue mani mi massaggia le spalle
ma ogni tanto scivola, io allora torno subito a casa.
La mamma non vuole che faccia tardi la sera
devo rientrare spaccate le sei
non prima e non dopo, lo sa anche il vicino.
Ho un orologio di gomma, verde pisello
che spacca il minuto secondo
l'ho rubato a un senegalese che mi era simpatico.
Brutta vita quella del senegalese
le cicogne dovrebbero cancellarlo dal navigatore
quel paese là, la Senegaglia.
Forse se non portassero tanti bambini
in Senegaglia starebbero meglio
la mia mamma pensa così, ma io ho dubbi sulla cicogna.
Devo aprire le finestre perchè qui c'è odore
le sigarette che mi ha dato il senegalese puzzano
mi mettono pure sonno e fanno girare la testa.
Meglio che gliele dia a mio papà
senza farmi vedere da nessuno
a lui forse faranno meglio, come quando arriva ubriaco.
Mio padre quando è ubriaco si piscia addosso
e la mamma non dice niente e lo pulisce
secondo me, quand'è così, dovrebbe bastonarlo.
Forse la mamma lo fa per il vicino
per non fare rumore coi bisticci
loro vogliono bene al vicino.
Me ne vogliono anche a me, forse,
ma io non sono così sicuro di volergliene tanto
domani andrò a vedere se trovo una bilancia giusta.
Devo imparare a pesare il bene che si vuole la gente.
alla sera in ogni stagione,
lo riconosci dalla sua carnagione,
non sai esattamente la sua nazione.
Si aggira veloce tra le vie del centro,
in mano un giornale con rose dentro,
in bella mostra verso i passanti,
cammina indifferente a tutti quanti.
Il suo occhio appar assai sconsolato,
stasera del resto pochi euro ha fatturato,
allor fa una sosta vicino una fontanella,
bagna la mercanzia per renderla più bella.
Tu lo osservi nella sua operosità,
mentre schizza acqua qua e là,
intanto lo odi pensando alle tue cose:
'Capo venti euro tutte rose!'
i tasti risuonano con grazia
e l'orchestra in perfetta unione
rivela un'armonia che ammalia
Come un dipinto di eterna bellezza
la musica classica ci incanta
e ci trasporta in una dolcezza
che tocca l'anima e l'innalza
Così, in un gioco di note e di tempi,
siamo cullati da un dolce sospiro
che ci spinge oltre i nostri limiti
e ci regala un viaggio nel sentire.
A tutti gli innamorati del mondo,
il cielo assegna un posto privato nel cuore
della creatura, capace di circondarlo
del necessario affetto, per quest’immensità
di bene non dovrà mai smettere di ammirarla
nelle innumerevoli partecipazioni
affettive quotidiane, cresce ben presto illimitato
il bene che orienta a coltivare!!
Significativa la partecipazione nell’agire stimolati,
nel provvedere a sciogliere i sentimenti
permettendo di far germogliare
qualcosa di nuovo, al governar simili emozioni,
diventano sempre più grandi
favorendo il sorgere dell’armonia,
che tutto abbraccia e tutto illumina,
in un attenta progettazione di convivenza!!









