tra i vari travestimenti delle persone,
maschere di ogni forma e dimensione,
ci si finge qualcun altro con l'illusione.
Cosa rimane di tutta questa baldoria,
di cui ai posteri rimarrà memoria?
Ve lo dico io nella mia ignoranza:
coriandoli colorati in abbondanza.
Domani per i poveri netturbini,
sarà una mattinata con mille casini,
per ben pulir le vie faran delle imprese,
contro i mascherati inveiran a più riprese.
Toglier i coriandoli è come scopare il mare,
a lor verrebbe voglia di prender e andare,
ma è uno sporco lavor che bisogna pur fare,
anche se a qualcun li farebbero mangiare.
forse che all'Ade non sfugge la mia voce?
cerco il Dio che lievita nelle festanti gote
che seco porti in canna il desiderio arcano
a sciogliersi in parola su labbra de suoi figli
muti in semina prostrandosi al domani
d'edera e nembo in pianto
aspettando golosamente l'arrivo degli dei ex machina
degli angeli e dei demoni
delle regine e delle principesse zaffiro
lungo gli immensi corridoi dell'anima.
Arrivavano, coi loro cavalli da tiro
saltimbanchi improbabili, clown dall'espressione angelica...
Tu camminavi, bianco come un Siddhartha,
coronato d'alloro e d'argento, occhi vitrei nel vuoto
spandendo gelsomini incantati, come una Santa Lucia in processione.
In processione ti hanno messo, sopra un carro di fuoco
legandoti alla ruota del Destino
e ti hanno scelto i numeri da tirare a sorte.
Malgrado te, e malgrado me
eravamo simbiotici
io diventai popolare
come tu avevi previsto
guardandomi con occhi pieni
di approvazione.
illuminano l'ovale del mio volto.
Se tu sapessi l'aurora boreale
quanto fa male
alle persone sensibili
non ti lamenteresti troppo
del tuo mal di denti
senza senso.
Navighiamo rappresi
come uova in camicia
con la camicia
di forza.
Mia zia e il cane sul pontile
scodinzolano a metà
in attesa di raccontarmi la storia
lasciata prima del gelato,
prima che il traliccio caduto
nel ruscello fulminasse tutti i pesci.
Nella dispensa, i biscotti con l'odore
di stagno per le saldature,
quello di isole lontane
con le scarpe bruciate volentieri
per raffreddare i tendini;
così anche il suo sorriso
oltre il vetro
e il rumore della bava nella ciotola.
La tua auto si trova incolonnata,
Devi trovar assolutamente posteggio,
Qui non hai posto come al campeggio.
I tuoi occhi guardan su più fronti,
Sembran quelli dei camaleonti,
Ma per il momento niente da fare,
Non c' è un buco neanche a pagare.
Allora decidi di far un giro dell'isolato,
Ma allo stesso punto torni più desolato,
L' abitacolo è diventata una prigione,
Cominci a pedinar con l'auto le persone.
Son passati ormai parecchi minuti,
Cominci a pregare che Dio ti aiuti,
Ecco una freccia che illumina la via,
Finalmente una macchina che va via.
smarrito in orizzonti sconosciuti
e ti parlo.
Non smetto di parlarti
cercando di spezzare la corazza
che m’impedisce di giungere a te,
nel tuo mondo
popolato di vuoto e di mistero.
Vorrei sondarlo tenendoti per mano,
nel tremore del tuo corpo
riuscire a comprenderlo
per donarti giusto conforto.
Escogiterei giusti piaceri
per riaccendere la luce del tuo volto
riportando equilibrio e speranza
perdute in una vita non vissuta
sfuggita e insoddisfatta
nell’incanto d’un pensiero intrappolato
nel gorgo del letargo.
Ti parlo e ti sostengo
nelle barriere erette dagli stolti,
sarò la tua voce
le tue gambe e le tue braccia
nelle lotte contro l’indifferenza.
Urlerò per te contro le ingiustizie,
difenderò la tua dignità
perché sei speciale,
sei puro nell’anima
e la luce del tuo volto
sarà mio sostegno,
perché tu sei e sarai la mia forza.
sul sentiero della vita
il sedermici
accanto al ciglio.
E il non aver lo spirito
più d’incedere m’inebria
di una strana gioia.
E ripenso a tutto ciò
ch’ebbi a fare di bello,
per primo…
Ed anco all’amarezza poi,
e quanta!
Deh, se si potesse
di obliare tutta, la seconda.
Ma, come per l’alba
che precede sempre
il tramonto che le succede…
Così, per le gioie
e i dolori, io penso.
ASCOLTA
Io
parlo sempre
di me
di me
di me
PERÒ
Tu
dici poco
di te
di te
di te
INSOMMA
Tu & Io
siamo estranei
tra noi
tra noi
tra noi
EPPURE
Tu
fai tanto
per me
per me
per me
PURTROPPO
Io
penso poco
a te
a te
a te
INFINE
Ci
rimane solo
quest'eco
quest'eco
quest'eco
quest'eco
ASCOLTA!
Presentato incorniciato
quasi …
ci si crede!
Invece è assodato:
non ci si nasce. Non è
un volere di Dio, nemmeno
di una geniale intuizione
- per induzione di geni -
Quadri si diviene
e ci si cresce
di pseudo educazione.
Nessuno scudo
e di sola spada, di sicuro
non si può morire tondi
- Giotto, non permetterebbe -
Ma un ovale
alla portata e senza scuse
di certo
è prestato a tutti.







