Senza spazio per respirare
l’essenza pura
che irradia amore
nessuna rosa
nasce più libera. Oppressa
dal calore che manca
si accalca tra chimere e
di sconosciuta direzione insiste
sulla smarrita via
costretta a rincorrere
il benessere vero
delle delicate spine
capaci di ritrarsi. Ora
fattesi aculei
o estirpate radicalmente.
Ma rosa non è schiava
né padrona
può vivere solo libera
… e sa
che di sola attesa, mai
sarà premiata.
di gennaio
la mia anima nuda
vaga solitaria.
Ha gli occhi di un gatto
e vede anche attraverso
questa fitta nebbia.
E questo vagare
mi ha portato a te.
Sei la meta
del mio vagare
sei faro
in mezzo al mare in tempesta
sei acqua di fonte
che placa la mia sete
sei sole
che illumina e scalda
sei terra
che sa generare la vita
sei fuoco,
che arde di passione.
La sera
si fa notte
e dentro essa
io ti porterò
ora che sei lontana
nell'attesa di terminare
questo lungo cammino
che mi porta a te.
È così, abbiamo raggiunto un accordo,
alquanto meraviglioso, e sempre più regolare
sempre più a cuor leggero, con eccellente qualità
il cielo con delicatezza ci accarezza,
esorta a continuare, nei paraggi c’è la pura gioia
dei profumi di primavera!!
È la stagione che preferisco,
con te l’amore, ferma un raggio di sole,
per non cambiare mai posizione
se il sorriso fiorisce sulle tue labbra
si adatta perfettamente a me,
ti apprezzo davvero, morbida e lieve,
creatura speciale, in te c’è un prato fiorito
qualcosa di magico, all’istante,
dai senso ai miei passi
e rallegri la mia vita!!al davanzale di stagione
e le nostre margherite
sul prato si fan belle
ti penso ancora
nel tempo perduto
nel silenzio che allontana
nelle mani che stringo vuote
senza preghiera
e t’aspetto qui
con i ricordi
più belli sull’uscio della sera
sedendo
per una lacrima un bicchiere
insieme
fino a quando sulla strada
partirà questa notte
d’ombre ultima corriera
dimmi la tua verità -o sarai di vetro-
Coglimi d'erba giovane
di giglio apparso al vuoto
di granturco in giorni a sole
Toglimi il canto delle vergini
le rughe delle gestanti
l'alloro di parole a verso perso
Dammi le consonanti per ricostruirmi un suono
Solo un alitar di vento,
un cespuglio sradicato
caprioleggia solitario
nel nulla.
La mano marmorizzata
ai contatti della pelle,
tremori sopiti,
incantandosi agli occhi.
Rimani sulla soglia,
il tempo segnerà il destino
e la porta accostata
sarà declivio, discesa.
Tornerà la stagione dei crisantemi
e proseguirà la vita
con le spine delle donate rose
a insanguinarci le lacrime.
che purtroppo,io non ho
sono un vulcano che esplode
in eruzione...
Il sole,io
com'e' bella stanotte la notte
che appartiene agli amanti
come poli che si attraggono
meravigliosamente
ma che sono anche distanti
Eh già...
Prendere le distanze
per capirci, per sopportare meglio
le nostre solitudini
che abitano la notte
che adorano la notte
che azzannano la notte
come lupi mannari
Se sapessi come vorrei
azzannarti ora...









