indica qualcosa a chi arriverà,
tondo, quadrato o triangolare,
la nostra attenzion vuol richiamare.
Eppur si guarda son sufficienza,
quasi fastidio dia la sua presenza,
messo lì tra auto e pedoni,
sembra serva a far riposar i piccioni.
Se un segnale stradale vuoi ignorare,
in inconveniente potresti però incappare,
se qualcuno lì lo avrà posizionato,
occorre apprezzarne il suo significato.
Un segnale di pericolo ti potrà aiutare,
se un dosso vorrai lentamente oltrepassare,
se di fretta come me ne avrai troppa,
dell'olio in basso romperai la coppa.
Da quando l'aveva lasciata il cielo,
viveva nel bosco delle more
nelle vicinanze di un fiume nero.
mangiava erbe amare
e rossi frutti di stagione
bevendo l'acqua
che scorreva indifferente.
Le lucciole sapevano di lei
e la notte la cercavano
le mostravano i suoi passi.
tutti ad uno ad uno.
Anche la luna ogni tanto le parlava,
ma siccome era in cielo
Imma non sapeva.
Non c'era nulla nel suo mondo
solo il fiume, le lucciole e le more.
Sarà stato il fiume a raccontare
di lei al mare?
Il giorno che la vide galleggiare.
nel buio di questa notte
perso tra gli sguardi soavi
tra le mani che
calde,
mi prendono le mie
e mi portano lontano,
lontano dal dolore
lontano dal finto calore,
lontano dai suoi occhi
di ombra.
E danzerò,
sull'onde del mare
del mare in tempesta
e più la tempesta
scaglierà contro di me
tutta la sua rabbia
io continuerò a danzare
con la magica armonia
di un notturno
nel cuore.
E tu,
sarai con me
unita a me,
come il petalo ad un fiore,
e mai
appassirai
e mai
appassirò
perchè di noi
ci nutriremo.
E canterai,
una dolce melodia
che si fa pioggia,
tuono,
fulmine
e lampo,
a squarciare il cielo.
E danzerai,
una danza antica
di sole e vento,
di notte e giorno,
di pioggia e sole
una danza come.....
come una promessa.
Ed io con te,
canterò e danzerò.
Il mio nuovo me al vostro cospetto
Sono diventato questo e a malincuore lo accetto,
dopo la morte di una persona a me cara che per me era tutto,
il vecchio Genny si è completamente distrutto,
il mio umore è del tutto instabile
crollo facilmente sono troppo vulnerabile,
fragile davanti ad una parola pungente
per me diventa una ferita struggente,
non ho autocontrollo se sono nervoso
e sono diventato fin troppo permaloso,
vedo spesso il vuoto intorno
di notte sto sveglio e non dormo,
la collera diventa una tortura infernale
era già dura prima ma adesso sto molto più male,
vado avanti così come posso mi arrangio
quando sono triste si chiude lo stomaco e non mangio,
una patetica realtà di cui me ne vergogno
non ho mai chiesto aiuto ma forse ne ho bisogno,
tutte le emozioni sono amplificate
le mie reazioni molto esagerate,
ho voluto fortemente la solitudine
che poi è diventata un abitudine,
non ho potuto farci niente
mi sentivo solo in mezzo a tanta gente,
quelle poche persone che cercavo e volevo
le stavo esasperando e non me ne accorgevo,
mi sono restate comunque accanto
asciugando le mie lacrime ogni volta che ho pianto,
ogni piccola cosa diventa gigante
l’ansia mi attacca ogni istante,
se provo affetto a tratti quasi imbarazzante
se ci sono mancanze ho paura e divento pesante,
quando sono fuori controllo divento distruttivo
è così che da due anni io vivo,
mi arrabbio , litigo ed è davvero una follia
dico basta a chi voglio bene ma non voglio che vada via,
contro me stesso dico che è finita
a chi è fondamentale nella mia vita,
non mi potranno mai davvero capire
ciò che sono diventato è impossibile da gestire,
per questa mia sensibilità eccessiva la gente mi mette sul podio,
mi dicono che sono raro ma non sanno che per essere così mi odio,
vorrei non provare sentimenti vorrei non amare nessuno Gesù…..
ti prego fa qualcosa non ce la faccio più.
Ti sto cercando, è il cuore che ti aspetta,
il necessario per vivere,
gli occhi si riempiono di lacrime,
non basta mai il tempo per restarci accanto,
averti vicina rasserena e
rende ottimista, dai significato speciale
il cuore galoppa in petto,
il modo più giusto per sentirti dentro!!
Sei una leggenda, e come potrei
vivere diversamente lontano
dai tuoi occhi, non splende la stessa luce,
i tuoi sorrisi sono la chiave di tutto,
risolvono qualsiasi problema,
vedi bene quello che devi fare,
per trasmettermi forza e allegria,
ti amo ad occhi chiusi,
non mi importa vedere le cose,
tu stai sempre dentro al mio cuore!!
Sotto vento che tira le vesti
ti guardo, anima persa,
e sei trastullo di giochi
come bimbi in fermento.
Mi apri ai tuoi sguardi benigni
che toccano come dita,
e mi prendo tra le mani
quel tuo viso disteso
e irriverente.
Scoppi di risa intonano
i colori che ci legano,
e tutto azzurra tra il profumo
del sandalo e del mirto.
Presenza, sostegno, cuore
che s'infrange tra le braccia,
sono il pegno di un giorno
che ci unisce e traspare
come calma acqua di lago.
Di notte,
quando tutto tace,
io cammino,
tra vie deserte
che si animano di magia.
Di notte,
la piazza è un lago
e le panchine sono barche.
I lampioni sono stelle,
sopra aiuole che profumano
di primavera.
I monumenti sono porti
senza mare,
ma pieni di storia da raccontare.
Di notte,
la luna è un’amica
che mi fa compagnia.
Tutto scorre calmo,
finchè non arriva il giorno
a portarsi via la pace.
passerò a trovarti
è che non finisco
di scappare da me stesso
come dalla nostra storia
figurati a vedere il tuo volto
con quel sorriso in foto
magari mi farò accompagnare
dal fedelissimo Brik
l'unico rimasto
a fianco
va zoppo per imitarmi
ma se butto via il bastone
come scappa a prenderlo
dopo non si sposta più
dalla tua immagine
provando pure al guinzaglio
e trascino così
anche tanta voglia
di passare al di là
del marmo
Lei fa ricami di briciole
attendendo le parole sue, che tardano
ha gli occhi rugosi dal sonno
li spalanca e si fa largo il sogno di un'alba.
Lui rimane nel suo angolo di buio
nell'attesa di un fendente di luce pura
e con le mani simula un affetto di carezze
mentre il gatto graffia per averne vive.
Lei si spoglia cadenzando i gesti
mostra all'aria il corpo eburneo
colorato da una luna estasiata dal pallore
che sembra fare a gara con il suo.
Si avvia ora per le scale, senza parole,
nell'incedere s'incrociano gli sguardi
e i primi raggi già trafiggon le persiane
preludio del nuovo giorno
...troppo simile al passato.
Sotto le fodere piegate di sera
Che pulci stanziano da vero podere
Ci sto io morso, arso da tutto;
Non di mostri o tizzoni vittima sono,
Né mi prestan ausilio i dolci pensieri
Morti che fur per la mia tempesta.
Un caldo da cani, fuori un mondo freddo,
Nel talamo moribondo mi diletto
A non pensare, viver nemmeno.
Tanto che c’è da aspettare se non te
Vattene, sì, come mi conci poi te
Che bagno, salo, un lago il mio letto.
No, non m’alzerò all’incedere del Sole,
La spessa pelle del telo me l’impone.
Credo nel buio, obietto al rossore.













