Sotto le fodere piegate di sera 

Che pulci stanziano da vero podere

Ci sto io morso, arso da tutto;

Non di mostri o tizzoni vittima sono,

Né mi prestan ausilio i dolci pensieri

Morti che fur per la mia tempesta.

Un caldo da cani, fuori un mondo freddo,

Nel talamo moribondo mi diletto

A non pensare, viver nemmeno.

Tanto che c’è da aspettare se non te

Vattene, sì, come mi conci poi te

Che bagno, salo, un lago il mio letto.

No, non m’alzerò all’incedere del Sole,

La spessa pelle del telo me l’impone.

Credo nel buio, obietto al rossore.

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Profilo Autore: Carboluka  

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Commenti  

Jean-Jacques
# Jean-Jacques 08-03-2023 12:47
Colpito dal testo, affondato dalla chiusa.
Catilina
# Catilina 08-03-2023 18:40
Molto apprezzata...

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