Su Andromeda i flipper sono fermi al 2.0.2.0
L’ultimo check up diagnosticò un respiro affannoso, da fiducia nel bonus 110.
Si vive male insomma e i mammut non sanno salire sulle astronavi.
Il porto si fa calmo, meglio di Cambridge per lo stage.
I cefali imparano facilmente dai gabbiani
e nelle discussioni su Platone volano i tavolini.
Ottima la focaccia dell’artigliere.
Il linguaggio è irrespirabile. Anche il vecchio calabrone
Ne uscì disfatto, con le labbra da signorino del Tg.
-Signore, voi mi toccate l’anima
Se non mi proteggete con lo scudo antimissile
Sarò presto colpito da una testata di nutella.
E mentre il prezzo della clorofilla sale nelle pompe
La lattuga marcia sul sentiero di Ho Chi Minh.
I grattacieli protestano davanti a un buco nero
Si stendono sulle strade celesti e bloccano i tir
L’arrivo di verdura fresca è ritardata di un millennio.
Il sorriso si conserva anche dopo il crollo di un molare
E l’allarme si innesca con un gong.
Dopo tutto non chiedere alla gola dove finisce la pallina
E inizia la buca del game over.
Parole, parole, parole …
Impregniamo il mondo
la nostra vita
col vuoto di voce che tace
che nemmeno speranze
raccoglie.
Svuotiamo sacchi
ormai secchi
e, asciutti pozzi
procediamo scheletrici
come zombi insaturi, sempre
in direzione opposta.
Non amiamo prosciutti
né giungere
a destinazione alcuna
vogliamo solo aria satura
per riuscire a scusare
il nostro annaspare.
Sarìa azzurro l’angolo di cielo
che Dio riserva ai buoni della terra,
rosso ed infocato l’angolo d’inferno
dove Caronte attende i mal viventi.
Sarìa oggi il giorno più propizio
che faccia riflettere chi mai l’ha fatto,
lì tutti prima o poi dobbiamo andare
buoni a riposare e feccia a bruciare.
Sarìa guarita la mente ch’è malata
di chi non risponde più con la ragione,
di chi per cuore ha una grossa pietra
di chi l’anima vuol venderla al demonio.
Sarìa la pace a vincere la guerra,
sarìa sconfitto l’odio dall’amore,
saria di tutti l’angolo di cielo,
sarìa l’inferno foco per bruciare Satana.
Son scucite le ore
sotto l'albero ribelle,
e del tempo che passa
sulla mia pelle, ho
ricordi lontani.
Sono giostre di cavalli
le nostre anime salde,
e risaltano di colori,
girando silenziose.
Mi stordiscono i tuoi baci,
e ricoprono le tempie,
Siamo...eterni bambini
dentro le onde del mare.
Ci stringiamo le mani,
e non rimangono vuote.
Si...amo...negli occhi vibra
adesso anche l'amore.
tra le mie braccia.
Ritorna a quando
eravamo ragazzini.
Ricordati
delle nostre corse
tra i prati fioriti.
Ricordati
delle nostre dolci capriole.
Godi i momenti belli
della nostra fanciullezza.
Godi il profumo
del nostro primo bacio.
Godi la fragranza
di quei fiori di campo
raccolti solo per te.
Godi, Amore mio.
Nella sottigliezza del tuo petto
Ho sentito dita d'albero incrociate
Alle mie mani fredde
Con amore inestinguibile
Ho sentito un respiro di speranza soffiare
Nel giorno della pioggia radioattiva
Quando quelle canzoni malinconiche
Riempivano l'aria
E lodi intestine
Non potevano uscire
E ora, dopo mesi dolorosi
Aprili senza pioggia, maggi senza sole, giugni senza stelle
Sentiamo, finalmente; oh sì che sentiamo!
Afferrami dal mio grembo affamato, dicesti
Con un sorriso floreale innestato
Albero scheletrico
Tu solo che senti la mia preghiera
Come ti ergi bello
Con quella corona di rose spinate
Con linfa sacra sulla terra purpurea
Il gelido inverno è passato
Ed è finalmente tempo di sbocciare
La Pasqua arriva presto
Sei morbida e armoniosa in tutti i sensi,
quando mi raggiungi, considero intensa
e piacevole, giusta per infondermi forza,
basta un sorriso per darmi speranza!!
È profonda la gratitudine che sento
nei tuoi confronti, sentimenti
confezioni su misura, da rendermi conto
non sono mai sereno come da te,
capace di affollarmi il cuore
di buone ragioni, pura e semplice,
da te corro al riparo,
mi interessi, conta soltanto il tempo
trascorso insieme, e mi sento
tanto sicuro, ho compreso l’importanza,
sento il bisogno di renderti felice!!
Ecco perché non siamo nella merda.
Non par affatto impacciata,
Con mestiere tesse la sua tela,
Glielo addenta come fosse una mela.
Con una mano governa la situazione,
Per le dita ormai ha un bastone,
Con l'altra invece va nel suo pantalone
Dando vita alla sua masturbazione.
Le sue guancia si gonfiano cadenzate,
Il glande le ha internamente inpattate,
È una danza che va avanti per dei minuti,
Fino a quando entrambi non son venuti.
Lei si abbandona alle ultime carezze,
Lui la ricambia con docili tenerezze,
Per la sua sensualità essa si è distinta,
Anche se di certo non sarà rimasta incinta.
La felicità è un dono
che si riceve e si dà
è un sorriso che illumina
il volto di chi sta accanto
La felicità è un sogno
che si realizza e si condivide
è una speranza che riscalda
il cuore di chi crede
La felicità è un'arte
che si impara e si pratica
è una scelta che arricchisce
la vita di chi la fa.
Apri quella porta
Genuflettiti
Grida ai tuoi numeri il risultato dell'equazione
L'imperativo ha cucito un dunque sulla cruna dell'ago
ed io
mi sono punta tutti gli estremi delle dita
tamponando -con nostalgico credo- falangi piegate al Dio
M’affaccio e sbircio
non voglio apparire.
Qualora m’investa
ricambio un sorriso.
E mi accorgo
che troppo rapido
è in caduta il tempo
tra tumultuosi battiti
e battute spinte.
Sono scrosci
di cascate in croce
mentre il paesaggio
diviene lunare
e stili di vita
restano appesi
tra facili attese
oppure ad amalgame
tra ritmi ossessivi
che travalicano
del proprio fiore
il germogliare.
- Ti voglio bene
- Io no
- Non è un problema mio.
- Ma io non ti adorno
Nella notte
di null'altro ché di
Dolci abissi,
Mio caro.
Niente più ché
Affogati sprazzi
D'estate.
- Ma io ti voglio bene
- Io no
- Non è un problema mio.
- Ma io ti vizio in silenzio,
Ti sorprendo nel caldo
Del giorno
Ti sposto le foto
Nella stanza.
- Ma io ti voglio bene
- Io no
- Non è un problema mio.







