Se il cuor di tanto bruciar
colpa non fu l'estate,
vano cercar nella ragione ciò che non vede
l'occhio sì perso fra le pieghe dell'amor.
A ripensar quegli anni che mai furono nostri
puntellato n'è il ciel di stelle spente,
ora l'azzurro fonde e nel blu tende
a sprofondar di gioia ad ogni istante.
All'incontro l'orizzonte,
ove il ciel nel mar ci si confonde,
è palmo e dorso a incrociar le dita impunemente.
colpa non fu l'estate,
vano cercar nella ragione ciò che non vede
l'occhio sì perso fra le pieghe dell'amor.
A ripensar quegli anni che mai furono nostri
puntellato n'è il ciel di stelle spente,
ora l'azzurro fonde e nel blu tende
a sprofondar di gioia ad ogni istante.
All'incontro l'orizzonte,
ove il ciel nel mar ci si confonde,
è palmo e dorso a incrociar le dita impunemente.
E scivola l'alterno suono di quel piano,
fra l'ebano e l'avorio a illuminar di già l'ora presente.
fra l'ebano e l'avorio a illuminar di già l'ora presente.
