Incapaci come animali
per carenza d’istinto, solo
un contorto trasporto, pertanto
affasciniamoci del lecito
e scendiamo a godere
nei suoi nascosti meandri
naturali accorgimenti
alla porta di tutti. Bussa.
Ahh ... se ognuno entrasse
nella propria poesia,
nell’esclusività dell'anima
- un ritorno al contatto - eludendo
ogni attuale, pervasiva costruzione,
la proliferazione di droni
… portatori di pace
sarebbe per certo
esaustiva e, di comprensione
dell’inutile sua distruzione,
sparirebbe la guerra;
quell’asservimento dei deboli
umili esecutori delle battaglie
al dio denaro di altre
meritevoli tasche e degnamente
verrebbe spartito
il relativo bottino.
Sarebbe del mondo
una marcia trionfale
sotto l'egida
di un'unica bandiera.
alla mia indolente mestizia
di giardino blu
- davo l’acqua a chilometri di sabbia -
- le mani graffiate dal vuoto e perdute -
- ma erano grandi cose se seminammo
di gioia anche il dubbio di esistere -
A occhi chiusi so tutto di te
e sai tutto di me, perciò
non lasciarmi spazio al pensare
a quel buco nero lancinante
messo all’ombra del cuore
In un bozzolo non sento più
cosa ci sverni ma
va bene così, basta la sera di nebbia
a sedare l’angoscia
- vedi? sta passando -
ma presto il tentacolo riappare
ben nutrito - colpa mia - come un figlio
come un sommo dio
- che sia l’addio dall’essere al mancare,
l’ultimo desiderio?
Vorrei che voi vi dimenticaste
almeno per un giorno
che c'è qualcosa di molto più importante
potrebbe far riflettere e dar speranza
Natale esiste ancora
e non è una cartolina
che dopo un po' ti stanca e la butti via.
Vorrei che voi capiste
che almeno i bimbi non devono piangere
dentro le rovine di noi grandi.
Un Natale per non dimenticare
una carezza che può far sognare
una vita che nasce per amare.
Vorrei che tutto questo si avverasse
un Natale senza campi di inutili battaglie
tanti bimbi che sorridono per strada
è il più bel regalo che si possa dare
la pace dentro un immensità di cuori
ed urlare ad alta voce senza aver paura.
Questo si che è Natale!
Il piacere mio d’ogni mattino,
è quello di preparati colazione,
è un rito al quale mai rinuncio,
per poi svegliarti con un bacio in fronte.
Quello che senti lo sai soltanto tu,
io, so solamente quello che sento io,
l’emozione è grande, è così forte
che, a volte mi arriva anche l’orgasmo.
Non è volgarità, è naturalezza,
è una realtà che non si può nascondere,
e quando il gusto è arrivato al massimo,
il corpo agisce e non si può fermare.
Fors’è assai l’amore che ci unisce,
fors’è un piacere matto da legare,
qui non ci sono dubbi, c’è certezza,
c’è un amore grande quanto il mare.
Nella memoria lontana e confusa
d’un me bambino delle elementari
più d’una vicenda giace rinchiusa
di cui mai parlai con parenti e cari;
esempio, fine degli anni settanta,
decorso da poco momenti amari
morto il bisnonno, la pena mia tanta,
restavo spesso con la mia bisnonna,
casetta in corte di semplice pianta
lei la vegliarda attiva superdonna
ma vecchia da non riuscire a intuïre
cosa rischiavo dietro la colonna.
Avevo un campo incolto da scoprire
in cui giocavo solo ad esplorare,
dovevo ancora dieci anni compire;
in quel tempo ci veniva a trovare
adolescente quasi maggiorenne
di secondo grado mio familiare¹
che svariate volte in quel campo venne
facendomi sempre una gran proposta.
Lui oggi processionista solenne
in spalla sante statue senza sosta,
al petto fiero medaglie solenni
delle missioni “di pace” risposta
da Bosnia a Libano passaggi indenni
del nostro esercito gran marinaio
coi guiderdoni sul petto perenni
ma soprattutto celato in un saio
immaginario quando porta un santo
sulla spalla facendogli da baio
con lo sguardo tra il mistico e l’affranto.
A differenza di questo fallito
misero invalido dal cuore infranto
da debiti e miseria ben colpito
privo d’una compagna o discendenza
egli è apprezzato e credo riverito
poi quale marinaio d’avvenenza
avrà almeno una donna in ogni porto
e comunque una moglie e la semenza!²
Ma all’epoca quel giovane contorto
pareva aver solo una cosa in mente:
raggiungendomi nel trascurato orto
cercando d’apparirmi convincente
pregava gli succhiassi la salsiccia
perché voleva offrir segretamente
a me bimbo crema appiccicaticcia
ma dal sapor miglior che cioccolata
nascosta in banana non più molliccia
che se l’avessi per benin succhiata
avrei potuto bere in abbondanza…
la meglio cosa ch’avrei mai saggiata!
Che cattomarinaio!³ Titubanza
avevo perché mentre mi diceva
che di segretezza fosse importanza,
l’ingenuità mia di bimbo vedeva
il rischio ch’in faccia lui mi pisciasse
perché quel che veramente voleva
era farsi risate molto grasse
andando a raccontare a tutti in giro
come dalla mia faccia gocciolasse
pipì, pure con labbra da tapiro!
Di traumi infantili n’avrei anche altri,
sempre segreti, mai scritti con biro
per svelar che non ero tra gli scaltri!
¹: forse terzo grado: figlio di cugino di mio padre, mi pare.
²: semenza nel senso di discendenza, figliolanza.
³: cattomarinaio, come prima processionista, sono lemmi inventati nel tentativo di trasmettere l’ipocrita bigotterìa del depravato soggetto.
19/05/2023
Saranno gli occhi suoi
quel mare dentro il cielo
sarà che come il sole
brillano dentro te.
Sarà che avrai inventato
una nuvola nel vento
o che questi anni passano
veloci e non si fermano
lascia un bel sorriso
e pensa
quanto sarebbe bello
volare come un gabbiano
e cantare con le stelle.
Saranno gli occhi belli
che fan danzare il cuore
aiutalo a sognare
e domani sarà calmo
come un mare dentro il cielo.
sfreccia morte per Balder-
pianto di Freya
bacche bianche dà vita
auguri di natale
N.B. Per una corretta interpretazione alla mia composizione questo Tanka nasce da una leggenda secondo la quale la dea Freya aveva due figli, Balder il generoso e il malvagio Loki, così invidioso del fratello da volerlo uccidere con un ramo di vischio avvelenato trafiggendolo. Alla vista della morte dell’amato figlio Freya, disperata, proruppe in un pianto inconsolabile, proprio sopra i rametti di quella innocua pianta che aveva dimenticato di interpellare, poiché chiese precedentemente a tutti gli esseri viventi di ogni specie di proteggere il suo amato Balder. Sulla pianta le sue lacrime miracolosamente si solidificarono, diventando bacche bianche, e col potere del suo amore avvenne il miracolo più grande di tutti: Balder tornò in vita!
Da quel momento la dea Freya ringrazia chiunque si scambi un bacio sotto i rami del vischio, donandogli la sua protezione. Da questa antica tradizione deriva il significato di amore, fortuna e buon augurio che questa piccola pianta ha ancora oggi.
Perdutamente dal tuo viso ratto,
affascinato dal tuo modo retto,
ammutolisco a te di fronte ritto;
mentre il mio cuore in mille pezzi è rotto
trattengo goffo i singhiozzi ed un rutto¹
sentendo d’aver smarrito la rotta
che non è mai stata una linea retta.
¹: emozione »»» cortisolo »»» acido gastrico »»» ruttino
17/05/2023
C’è un cantuccio
appartato dentro di me
che tutto acquieta.
Forte nave
di semine e raccolti,
paure da colorare,
mani vuote da riempire ,
occhi da specchiare,
canti da mitigare e poesie cariche
da leggere
e il sonno accompagnare.
Stillan stanchezza tutti quanti i pori
di questa sporca raggrinzita scorza
mentre capitola qualsiasi forza
innanzi ai muti molesti dolori.
Non ci sono in ospedale dottori
capaci di dirmi cos'è che smorza
la voglia mentre l'angoscia rafforza
singulti in me suscitando sonori.
Accuso dopo pochi passi il male,
l'aria dal petto par che fugga via,
rantolo come ferito animale.
L'avverto come finale agonia…
temo che l'unico medicinale
sia la completa perenne amnesia!
15/05/2023
Non guardatemi amati sconosciuti.
Non darò un giudizio sul vostro amore.
Io sono vivo per me,
il mio amore non è scritto per essere letto.
Sono il buoi nelle lacrime d’amore
e vivo in questa privazione
nella miseria del dare.
Ma rinascerò dal buio con forza
e l’essenza prima della morte darò.
Risplende di luce e il chiarore è così forte che potresti farti male... Se avvicini la candela al mio volto, potrai vederlo bagnato di lacrime, le potrai bere, dissetandoti come a una fontana.
Perché voglio dissetarti col mio dolore che non comprendi, che giudichi superfluo.
Allora, trasformerò quelle calde lacrime in veleno, perché tu muoia, ma molto lontano da me.
Cinque minuti di telefonata,
conversazione giuntami inattesa
dopo un messaggio vocale a sorpresa
dalla tua voce dolce e vellutata.
La mia passione, mai addormentata,
m’ha reso duro realizzar l’impresa
di restar calmo: la mente s’è arresa
come viaggiasse su giostra incantata.
Purtroppo, conseguenza del discorso
è che ora so che per un tuo problema
lunedì non ci potremo incontrare…
ora c’è 'sta rogna da sistemare
che, come a te, pure a me dà patema…
ma parlarti è stato di gioia sorso.
Ho chiuso¹ col rimorso
di non averti detto quanto t’amo,
del resto, bene noi ce ne vogliamo
e questo lo sappiamo
ma sono consapevole codardo
che d’un rifiuto tuo non vuole azzardo
fino a dirmi, bugiardo,
che sono lieto che ti batta il cuore
per quel fortunatissimo signore.²
¹: ho chiuso la telefonata sentendo il rimorso di…
²: sicuramente uomo di successo, belloccio, ricco, intelligente… dovrei essere contento che nella vita della mia amata ci sia cotal fusto… ma ne son geloso in realtà.
14/05/2023
E la pioggia, la pioggia laverà i tuoi istinti e i miei...cavallo selvaggio, galoppa dentro di me, perché stupida è questa voglia di te, ma potente come il ferro e il tuono.
Ascolto musica ribelle, per esempio John Lennon, che trovo irresistibile...
Faccio e rifaccio venti volte solitari a carte, sapendo bene che i solitari siamo noi, due sciamani dispersi nel buio, due innocenti fanciulli saggi e selvaggi.
Riempimi il sesso e il cuore col tuo buio potente, col tuo sesso che sa di mogano e pietra lavica, con le tue risate così piene di vita, dolcissimo amico mio.
Cantava: “io lavoro e penso a te!”.
Io riflettevo con benevolenza:
“Bëato lui, ch’io penso SEMPRE a te,
anche nell’inoperosa indolenza!”¹
Non ho bisogno d’avere un perché,
è questo il succo della limerenza:
non vivo un secondo senza di te,
sei ben costante e profonda presenza.
Qualsiasi cosa io faccia, non manchi:
tu non sai nulla nella tua distanza
in misteriosi profondi calanchi²
eppure ti vedo qui in questa stanza
che in ogni mia azione, dolce, m’affianchi:
follia nel cuore e nella mente avanza!
¹: Non avendocelo io un lavoro…
²: Nel senso non letterale di calanchi scavati nelle rocce, ma più generico di percorsi per me impercorribili per raggiungerti, appiedato, lontano e senza una scusa ragionevole ed accettabile per venire da te.
12/05/2023







