In compagnia della luna
Smarrito nel silenzio
Dei miei astrusi pensieri
Guardo lassù
Ammirando le stelle
Sono troppo vecchio
Per lambire la luce di un sogno
Come naufragare
Da un capo all'altro del tuo volto
Ma questa
È la mia dolce condanna
Un folle innamorato
Che giace nell'ombra.
Non scontrarti coi mostri
di passati irrisolti
se non hanno perso fiamme
né tendenza all'oblio
e riversano all'esterno
il disagio quotidiano - il disegno
di incubi acquisiti -
Difficilmente riuscirai
a sradicarne i chiodi
che trafiggono le carni
che sfibrano le membra
e trattengono il pensiero
e inducono in disparte.
Usa maggiore arte
e proponi migliori torte
senza opporre torti
o chiuder loro porte
ne uscirai affaticato
… ma più forte
e con folletti sorridenti
alla tua corte.
Se non vi avessi perso cosa potrei fare?
La prospettiva di non avervi più è ormai cosa certa,
ma i miei pensieri varcano ogni confine.
Vi immagino sempre infatti lassù uniti in un unica stella,
aspettando che voi cadiate, torniate e mi portiate in giro
a vedere il mondo...
con un occhio diverso.
un faggio che dà tregua dall' afa,
una brezza che m' inebria di ricordi,
non sei altro, impalpabile.
Eppure hai corrotto i miei sogni
insinuandoti nelle mie perplessità,
vangando la mia terra riarsa.
Ma il mio mulino non ha acqua
e tu sei solo essenza
di un tempo lontano,
di pane grezzo su chianche lisce
che per assaporare ancora,
m' ungo di fatue analoghe speranze
Ho il tramonto dei tuoi baci
a stringermi d’illusioni
ed un rincasar di battiti
ceduto al tempo dei tuoi ma
ed assaggio arpe d’addii
e spengo echi di girasoli
in una pioggia di costellazioni.
Le geometrie del palpito
più non scrivono del tuo cuore
ed un costato d’inverno
tinge il suo calamaio
in una malinconica promessa:
leggerò il tuo silenzio
sulle soglie del mio petto.
Nient’altro che silenzio
In questo luogo
Disperato
Senza tracce
Perseguitato
Dall'incauta luce
Di una falsa esistenza
Ho smarrito
Tra i meandri del tempo
Minuti
Ore
Giorni
Settimane
Mesi
Anni
La forza di combattere
Per un’altra alba incolore
E il mio cuore
Ha trasformato l'amore
In un mero ricordo
Di meravigliosa solitudine.
Ho solo rime in testa
mentre il mondo è in tempesta.
Nell'aria più funesta
io cerco ancor la festa,
che cavolata è questa
che il mio cervello infesta?
Per quello che mi resta
d'un cuor di cartapesta
sarebbe cosa onesta
con mossa certa e lesta
terminar le mie gesta…
Sopravvivenza mesta
gettare in una cesta
con ogni altra richiesta
che fu nella mia testa
e che realtà contesta.
Se il cuore ora si arresta
sull'uscio di foresta,
non è cosa indigesta:
il corpo ben si presta
a forma che rivesta¹
utilità: concime;
e smetto con le rime.
¹: se morte mi cogliesse in questo boschetto fuori mano, il corpo diventerebbe cibo per qualche animale e concime per questi alberi, risultando finalmente utile a qualcuno e dando meno fastidio a chi non tollera metrica e rime, che in effetti son solo spreco di tempo laddove il tempo non è infinito come appare a tanti.
08/03/2024
La mia anima
probabilmente nacque lontana
piccola povera nuda
come quasi tutte, penso io.
.
Aveva ed ha un sapore indomito
e la voglia di sollevarsi in piedi
.
Non le ho mai chiesto altro
che affrontare ogni temperatura,
i trucchi delle ombre, le rivoluzioni.
.
.Insieme disegnammo poligoni
per riscrivere su pietra tempi paleolitici
da lanciare verso la mattina dopo.
.
Migra come qualsiasi uccello giovane
cercando ogni idea calorosa e nuova.
Ha una singolare passione per le fiamme,
non gradisce regole e sottolineature,
s’innamora delle correzioni in corso
perché meno di me invecchia.
.
Le basta un niente per quei giochi
dove l’età passata si cancella
e si torna all’inizio del gioco.
.
Essendo una avventuriera
capace di Santità e possedendo
quel certo tipo di simpatia scozzese,
(rude dunque e al malto invecchiato)
e quel senso di colpa tutto italiano
(dannoso all’autostima e alla responsabilità)
non offre semplicità o certezze
e, da par mio, la contraccambio.
.
Essendo infedeli convinti
(per quel che davvero significa)
ci caratterizza una genetica incredulità.
Io non ho certezze sulla sua esistenza
come lei ha molti dubbi sulla mia
e tuttavia ce la spassiamo nobilmente.
.
Visti insieme al tempo presente
(troppo presente per essere descritto)
ma consapevoli della nostra immensità
stiamo lavorando per una fine a filo terra
nascosta, lucida, oscura, sfuggente,
(diciamo pure molto sotto traccia)
ma con il nostro inizio assai coerente.
Tra lune oscure
Cedendo la mia anima
Alle tue labbra
Il mio folle cuore
Cavalca onde irriducibili
Si ridestano le luci
Dubbi assalgono ragioni
Scorrono inibizioni
Tu rimani a osservare
Ciò che accade
Mentre io trattengo i sogni
Che mi son rimasti
La solitudine ascolta
Il caos di questo mondo.
Esisto nel bacio del silenzio,
come nel bozzolo del tuo ricordo
ed ora il mio cielo
ha un profumo diverso,
è un dividendo del mio cuore in tempesta,
l’indice del mio vuoto senza te,
eco di un’anima senza più desiderio.
Questo tempo accartocciato
al dolor di noi due,
scrive il mio vivere senza te,
ma la valigia dei miei perché
è smarrita sul tuo petto confuso,
agita l’indizio della tua pelle
come un raggio di luna
nascosto ad un amante geloso:
ti aspetto ad abbracciarci
in un malinconico soffio d’eterno.
Violenti nubifragi a scrosci
fragili nubi viola a stralci
squarci di cielo a stracci
schegge di paura a sprazzi
nuvole danzanti ali iridescenti
in volo frammenti di memoria
sparse per terra briciole di vita
sull’umanità schegge di follia
l’eco sommesso di vite disperate
il canto diffuso da limpide cascate
risuona nel legno una nota di violino
le viole profumano schegge di speranza.






