Febbraio è giunto
brine imbiancano
alberi e prati.
Il sole fa capolino fra
nuvole di panna montata,
la luce riflessa
sulle rugiade di ghiaccio
fa brillare di magia il giorno.
Un frullo d’ali si leva
nel cielo azzurro d’oriente
nel tepore
nel preludio di primavera
annunciato da un passero
che beccheggia un ultima bacca.
con tanti petali attorno.
Immagina che quello sia la tua vita,
quel minuscolo fiore.
Ora ruota quel fiore:
vedrai un turbine di colori vivaci
che girano frettolosi.
Ora stacca qualche petalo
e gira di nuovo il fiore.
Vedi ancora quel turbinio di colori?
Perché il Sole e la Luna
sono sempre insieme?
Perché le stelle sono figli loro?
Perché la Terra è madre di tutti
e gli Oceani i nostri padri?
Chi ha deciso che la luce è buona
e le ombre sono maligne?
Chi ha deciso tutto questo? Dio? Noi?
O la Natura che ci circonda?
Solo i nostri animi possono rispondere
a queste domande. Nessun altro.
E mi parlo di te,
lungo il confine
che allontana il mio sguardo
dall'infinito andare.
Quando il sole
è nascosto alle lune,
e le sue braccia, sono ombre
allungate sui tramonti.
Mi parlo di te,
all'inafferrabile aquilone
legato al vento d'orizzonte.
Ed è verso il mare
che mi torni agli occhi
quando la notte mi colora:
e resto isola,
dove mi porti via.
*

nel cielo blu
ti vedo riflesso
in uno specchio cristallino.
Negli occhi tuoi
scorgo l'Universo intero,
negli occhi tuoi
posso vedere la felicità.
Sento il tuo dolce profumo,
sento il tuo corpo su di me,
avverto il tuo respiro
che si fa sempre
più pesante.
Tienimi stretta a te
non lasciare la presa.
Voglio stare solo con te
e averti...
Ti amo,
che grandi parole.
Ti amo,
le senti come battono
sul tuo cuore.
Cadiamo in questo buco
di speranze.
Prendiamoci per mano
e vaghiamo
fra queste acque.
Picchietti sui vetri,
bagni con le tue gocce
questo panorama che ormai
grigio è diventato.
La luce del sole
non cade più,
ma solo questo suono
che mi preme qualcosa
dentro di me.
Una solitudine
che non avrò mai più
se la luce tornerà
a risplendere lassù.
dove io posso scorgere da lontano
la gioia di molti e
il dolore di pochi.
Il mio mondo è fatto di sogni,
di stelle cadenti che squarciano l'atmosfera
attorno a coloro che hanno il cuore leggero.
Il mio desiderio è uno strato sottile
di puro sentimento,
un sentimento grande quanto l'erba
delle pianure, lontane, oltre il mio sguardo.
Spenta, è come un vuoto infinito,
un abisso, un inferno da cui non uscirei più.
Solo una cosa potrebbe farmi risalire,
portarmi verso la verà felicità incondizionata.
Un semplice, innocuo raggio di sole.
L'autunno
ha scarabocchiato l'estate
gettando i colori negli occhi
dei giorni pensati.
E non sai
in quanti domani ti ho acceso
alba muta di una voce
ascoltando l'eco di un bacio
e ad occhi chiusi
toccarti lontana nell'angolo della vita
col tuo corpo, mio
nella metamorfosi di un sogno.
Ascolta
dai tuoi orizzonti
il mio guardare
e bevi di me
il tempo che non sai.
Sogno,
sogno di essere
nel mio letto
e sogno…
irrequieto e il mio dormire,
galleggio fra sogno e realtà
il tempo si dilata
dimensione eterna.
Lenta cade la neve,
passi lenti
impronte cancellate dal tempo,
ma ancora visibili nella memoria.
Rimasta ferma la recinzione,
rinchiude il campo innevato
ormai i volti scomparsi non guardano
più attraverso il reticolato
con sogni di libertà.
Concentrata su me escludo spazio e tempo
sondo l'infinito, divago,
senza scopo né meta la mente viaggia, spazia, visita.
inarrestabile
gira films nuovi,
legge vecchi copioni
ripassa scene antiche
matura nuovi pensieri
riformula i vecchi.
instancabile,
perennemente la mente va,
come ape vola di fiore in fiore
per trarne il dolce nettare,
come farfalla
in perlustrazione alla ricerca di cibo.
Esclusivi e infiniti spazi per me
escludono te
separano NOI.
E canto un canto triste.
E di te mi raggiunge un pensiero
proprio qui
dove avevo esiliato il mio cuore
E sei pioggia di mare disciolta nel vento
che conosce
e mi sfiora le labbra
Sei poesia sussurrata tra un bacio
e il silenzio
Nostalgia che mi veste di te
Dell’odore di glicine e fiato,
d’una rondine
il volo negli occhi
Greve la quiete fa tacere le grida
di cuori lesi dall’avverso invasore,
che, di rosso macchiò l’amica terra
costellando campi di corpi vessati
tra singulti, d’innocenti giovinetti
e madri, dal viso vestito di lacrime
alla ricerca di un volto familiare,
tra i corpi cosparsi come frasche
e non vi è nessuna dolce musica
portata dalla nostalgica brezza
a conforto delle grida di dolore.
Descrizione
A tutte le vittime innocenti, senza distinzione di razza.
Una giornata particolare per lui
Un incontro qualsiasi per lei
Sabato alle ore sedici
Il primo appuntamento nella piazza di Campo de' Fiori
Lui si è presentato con un mazzo di fiori
Ahimè
Una gemma che si è seccata prima di sbocciare
Un fiore che non ha bisogna di farfalla
Una farfalla che domanda perché io
Un super io che ha raggiunto l'io
Un io nel circolo dei matti
Il mondo dei matti è un paradiso per sé
In quel paradiso sempre c'è lei
Ogni sabato alle ore sedici
Sempre nella piazza di campo de' Fiori
c'è un matto che si presenta con un mazzo dei fiori
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* Io e super io secondo la teoria di Freud.
Tu che conosci il mare la potenza del destino
sei riuscita a prendermi a non lasciarmi andare ,
a scacciare le tenebre dal cielo
valicare con me l’inferno e il paradiso
l’oasi del nostro amore .
… tu che conosci me conosci il mare !
Esco da questo inferno quello tuo ;
fuori c’è il gelo la tua luna la spiaggia è vuota
resti sola come un cane e nessuno più ti potrà sentire .
in questa stanza
con quattro pareti
che mi circondano
come mura
di una fortezza medievale.
Non ho amici
con cui dialogare,
non ho qualcuno
con cui ridere,
con cui godere
delle meraviglie del mondo.
Non ho nemmeno
i miei sogni,
fuggiti via da me.
Tutto mi spinge
ad un disagio
infernale.
E allora piango,






