LASCIANDO NELL'ARIA
L'ODORE ACRE DELLA TRISTEZZA
MI HA PRIVATO DELLA SUA IMMAGINE
LASCIANDOMI NELL OMBRA PESANTE
DELLA VERITA'
COMPORRO' SONETTI SPEZZATI
IN SUA ASSENZA
PER CICATRIZZARE IL TEMPO
E LA MIA VANITA'
SCALDERò TRA I SENI
LA SUA BELLEZZA
FACENDO BATTERE IL MIO CUORE
UN PO' PIU' FORTE
COME SE LEI
FOSSE ANCORA QUA..
… e come un vampiro succhio sangue a tradimento
mi rubo la tua anima, il tuo amore,
mi abbevero d’acqua santa
dal secchio del peccato.
Straziami femmina,di bellezza saziami,
fammi soffrire e feriscimi al cuore,
voglio godere con te l’ultima follia
respirarti quando tutto è perso
saziarmi di te nell’amplesso senza fine.
… e divento vampiro per amore
in una mostruosa figura mi tramuto ,
come la porfiria ereditaria
che coltiva fiele in perenni geni.
… vieni a me ,vieni !
Vieni dunque tu musa ,
figlia del potere
vieni e tentami ancora
violentami l’amore.
Trasformami in un candido fanciullo,
in una belva umana ,la più feroce,
per sbranare il mio dolore
e raggiungere il mare senza ali .
E cancellami per sempre da questa infettata terra
abitata da alberi che non hanno più radici,
hanno solo foglie morte
lasciate sbiadire al sole d’autunno.
Io !vampiro per amore in molte notti ti ho cercata
e ho sperato che tu fossi figlia della luce,
lontana dalle tue angosce
vicina al nostro unico destino …
Io ! Vampiro per amore
Sono l’illuso
L’ingenuo
Il deluso sognatore
Che crede ancora in te
Al giorno in cui da me ritornerai.
E' giunto il tempo
d'alzare i tacchi da un nefasto selaciato,
ruvido involucro indegno
di soave,inassaporata mou.
Gabbia non aperta,mai timore
dell'elegante falco pellegrino
m'aspetta su speranzosi
agguati,s'adda campà.
Perchè indosso ali inzuppate
per un incessante acquazzone
cronico di latenti sofismi
che affannato fanno spiccare
su liberi tragitti m'appartengono.
Avvolte s'incontrano
insite strade bandite,
son forestiere accanite
del nostro sol quanto.
Osservo avvilito
sulla sabbiosa battigia
incerti dell'onda
maculata di provvidenza.
Lei,abietta
vuol rendere illeggibili
splendidi passi travagliati
di un cammino insieme.
E son proprio essi
che ci fan correre
verso la speranzosa,imminente risacca.
Non è dolce la notte
che si nutre del buio
Non si cura di occhi
spalancati sui muri
dove corrono
come ragni furtivi
ombre di strada
tra alberi spogli
in attesa di gemme
Non ha pietà la notte
che avvolge vischiosa la mente
sconvolge il pensiero
in distorte realtà
Ridesta il dolore di amari ricordi
che il giorno manda a dormire
Fa piangere la notte
che col cuore scoppiato
sospinge in gole di rocce infuocate
Fa sanguinare la notte
che a colpi di frusta
arranca in cerca di un'alba
Fa sudare la notte
per dare senso a un nuovo sole
quando il buio diviene giorno
Non è dolce il giorno
che brucia sogni
sottratti a una notte
avara di tutto
La nebbia
velo che offusca le cose
non inutile
sicuramente fredda
che ti lascia impotente
è lì che ti circonda
non puoi afferrarla
non la trattieni
ti tocca
ti penetra nelle ossa
ti passa attraverso e tu,
non puoi farci nulla...
più calda è la giornata
più essa diviene
spessa la notte
insistente al mattino
Confina narciso
oltre la pietosa siepe,
scheletrica,assetata,
vittima d'ingiuria latente
Perchè solo armato
d'arguta trasparenza superba,
sguazzo soave e impavido
su gracili soffiate d'indulgenza
che detonano luci e ombre
di verità mai ubriache.
Luna piena sui ponti
e sul fiume
su tetti cupole e strade
Rami di platani
allungano ombre di abbracci
Larghe foglie tagliano l'aria
volteggiando pesanti al suolo
Andranno a morire schiacciate
dalle auto della notte randagia
E sparo a una luna indiscreta
che pugnala di luce
l'intimità della notte
Dalle finestre
fruga tra favole narrate nel buio
Nei misteri di chi dorme sereno
Oscurerò il sole all'alba
perchè la vita di tanti
continui i suoi sogni
Miii…
chi sciavuru ca sentu
d’aranci e di limuni
sciavuru di mari.
Minnagghiri lestu
ca casa vogghiu iri
nveci mi fermu
a taliari lentu
u mari sta terra mia.
Chi duci cumpagna
chi duci silenziu
lassatimi minnivaiu
sulu quannu
veni scuru.
Ramificano assonanze
d'amare trecce
crescono impazzite,
so' antichi specchi
di fresche membra
ingarbugliate scoppiettano.
Sto'riecheggiare
d'infiniti quieti conflitti
vestono il vecchio monte,
impalme al pallido chiarore
e stupito d'occasione
m'accosto nel bel mezzo.
Allorai chiedo,
tiepido è il dipinto invernale
o tenere impressioni
celano dietro assonnati sentieri,
spiato dal rustico borgo n'sveglia
sul rigagnolo verso una foce
per stravaganti mari impetuosi.
Con sguardo innocente
boccioli strappati.
Dedicata alla piccola Yara e Sarah
Mix cervello estensioni,
paradisi pragmatici in radioestensioni,
cercando nova sete
per attingere ipnotiche simmetrie.
Ricerco,cavalco,destreggio
nevrotiche penombre di sballate simbiosi,
mentre alla sosta squattrinati rifornimenti
fanno attendere infermo
l'etichetta della disdegna risacca.
E allora banchetto
afose stragi neurospaziali,
linea di confine per alcuni sociale
Ho guardato il cielo
era pieno di stelle,
ma tra tutte
eri tu la piu bella!
Forza mi dai,
calore ai giorni miei
e in questo giorno
tuo speciale una stella
è a te vicino!
Buon compleanno a te
e colui che ti amerà,
fortunato lo sarà
e di te si illuminerà!
Nel silenzio dei sensi
medito.
Sguardo mesto,
smarrito nella vuota meta
dall’inverno, del tuo corpo.
Nell’oscuro, singhiozzi
discorsi privi di sapore,
movenze insensibili
angosce a lungo taciute,
affollate, da impronte
di un amore dissolto
affine a pietre tramontate
che modellano tra noi,
pareti di dolore.




