Solo per un attimo
riponi la tua poesia,
guarda fuori
e accarezza
quelle pause
che sembrano eterne.
Solo per un attimo
fatti coccolare
da quella voce lontana
assaporando baci rubati
e godendo di essa.
Il mondo è con te
e ti senti vivo tra braccia
sconosciute mentre
una scossa ti assale
e un brivido
ti attraversa!
chiusi nell'attesa dell'alba
ritagliato quell'attimo
il cuore a tracciato, il mio amore
solo per me l'immagine tua
contornata dal lino ocra
in profumo di giugno umido
la tua notte disperde
petali che baciano lo scorrere
dei miei occhi che attendono
il tuo muoversi
mostrandoti
al tuo sbocciare nuovo
piano avvicino il cuore
in voglia
dei tuoi battiti.
alla scadenza dell'ultimo atto,
dell'ultima replica,
della reiterata commedia.
Gli applausi scrosciati.
I consensi e gli elogi tutti elargiti.
Il chiasso agitato svanito senza indugio.
Il subbuglio dileguato.
Cala il silenzio.
Gli attori si denudano delle espressioni,
struccano dal viso allegria e baldoria,
vestono disincantata consuetudine.
Calato il sipario,
il teatro è silente.
Il silenzio rimbomba nero e insolente
laddove l'ultima festosa scena,
dell'ultimo atto,
giusto poc'anzi
s'è consumata.
un colore che nasce,
viaggio segreto
tra sfumature
di un pensiero
che cresce spontaneo
tra le pietre del selciato.
..ho colto un sospiro
di fuoco
nei tuoi desideri...
l'anarchia del fato
ha preso i colori
e ne ha fatto
buia notte
..ora cadono fiori ai miei piedi
mentre la venere bianca
racconta
di profumi nuovi
dal mare.
Si riflette tra i flutti
cangianti
..presto l'oscurità
avrà il suo sole
e il respiro avrà
cambiato direzione.
del tuo rosso, copri marea
stasera baci tua figlia
in eclisse occhi curiosi
rubano l'attimo
in unione i colori vostri mutano
lei arrossisce
dinnanzi al tempo
tu padre l'abbracci
l'attesa finisce
poi lei sempre
da te
illumina
le onde piegate
riflettono
aloni del suo volto
infrangendosi
gli schizzi applaudono
la vostra congiunzione
noi immobili
perdiamo lo sguardo.
polmoni consentono il passaggio
all’altra rinascita
così fresca infante
il flusso a capire, il nuovo
dipinge pensanti il Picasso
leggendo le pennellate nuove
accedo in ciò che sarà
migliorato da scosse telluriche
sbornie d’adrenalina in eccesso
vedo più piano
assaporo lentamente il vedere agli occhi
non ripasso la giornata passata
annoto bellezza nella futura
li appoggiato ad ieri il vestito firmato
ora così anonimo disgiunto a me
maglietta di nudo sterile
riveste immobili passaggi
concentrati i pensieri
galoppano
in questo prato
oggi
cavalcherò
Ti lascio un dono perché Arriva il tempo in cui tutto tace coperto dall’acre fumo
e dal fuoco di una fornace.
Mi abbandono ripiegando su me stesso
In un’ infinito oblio di passione dove la mia pelle
Brucia di dolore.
Ti lascio un dono, ti lascio me stesso e il mio cuore
Lasciando in te il profumo d’amore.
Io figlio, marito padre Ti lascio un dono
Ti lascio Qualcosa di grande che oscura il sole e la luna.
Ti lascio il mio sorriso perché il ricordo non sia mai sopito e giustizia sia fatta.
Ti lascio un dono, ti lascio la forza perché volando libero nel cielo azzurro sopra le nuvole
tu possa trovare il coraggio
di continuare a vivere ed amare.
Piccola dedica agli operai caduti sul lavoro alla Thyessen di Torino.
del marmo
il tuo patire madre è apparso
io ero tuo figlio
in braccia tue
morto
l'essenza di pietà
la vedevo
in quel blocco bianco
no ho scolpito il tuo dolore
ho ripulito l'immagine
da aloni di pezzi cechi
riportando luci
che sconfinano al cuore
mi sorreggi ora
nel mio buio
abbi pietà
della mia anima
madre mia.
Perdersi tra le braccia
della sera
per ritrovar sugli occhi
stanchi
lo stupore perduto.
Riappare nella coltre
grigia
una luce chiara,smarrita,
una luce,
che annuncia il domani.
Superare la soglia azzurra
dove è la mia speranza.
Ritrovarsi nel canto dolce
di un uomo nascosto in una
preghiera.
Cadono le foglie secche
e spente, usurate dal tempo
e l’arroganza.
Ai piedi del tronco
un uomo discinto e felice,
vivo
in un illusione.
No!!! Ci siamo rotti i ...cassettoni...
Non possiamo più star zitti
Davanti alle angherie di questi guitti
Scusate tanto questo sfogo
Ma il mio cuore è come un rogo
Sta bruciando di rabbia
Perchè è chiuso in questa gabbia
Ho trovato la maniera
Di sentirmi un pò più vera
Esternando con lo scritto
Quel che penso sotto sotto
Voglio essere d'azione
Una nuova Associazione
Riversando il malumore
Nel Movimento "Rivoluzione NEL CUORE"
Cliccate su questa proposta
Ed avrete una risposta
Abbattiamo questo muro
Per salvare il nostro futuro
Questa poesia fa un pò schifo
Ma vi prego.... fatemi il tifo
Per portare sempre più avanti
Questa Italia DI TUTTI QUANTI
Firmato... (una negata per la Poesia)
Montagne a mezz'aria
pennellate
dell'umore del sole
inpalpabili al contatto
infinite alla terra
ci sfiorano in cime
bevono il mare
le sue lacrime
creano colori
la vita sussulta
in sua attesa
ogni cellula
di sfera imperfetta
non resiste in sua
mancanza
Ho imparato a leggere negli occhi
La falsità di una stretta di mano
Ho voluto di nuovo fidarmi
Di un amore sincero e profano
Ho potuto guardare nel cuore
Di chi nel baratro vuol navigare
Quante cose la vita ci insegna
Com’è strana la voglia di nulla
Se un robot è programmato a dovere
Per agir senza cuore e potere
Come può un umano intelligente
Non riuscire a governar la sua mente?
Una macchina non mente
Una macchina non ruba
Un sorriso può celar cose infide
Una parola a volte ti uccide
Mi accingo a te
nella speranza che queste
righe siano
l’ultimo suicidio del mio cuore.
Come trionfare
nel mondo sottomessi
a questa grande e avventata passione?
Se l’odore meschino
della tua pelle confonde
i colori,
e richiama a te ogni sapore.
Cos’è ormai un sapore?
Morirei bruciando in te,
morirei felice,
tra le gote tue e i tuoi sospiri.
Ma non posso stringerti,
e non posso parlarti.
E non posso smettere di sognarti.
E allora cesserò di
farti vivere nelle mie parole.
L’amor che uccide non è amore,
o forse è nel suo ghigno atroce
che è racchiuso il suo più
intimo segreto?
Nient’altro resterà di te
che un segreto
intimo,
da tenersi stretto.
Magari in un giorno
lontano,
un ricordo mi parlerà
di te.
Allora sarò un uomo,
e saprò fingere,
fingere che mai
il mio cuore ti abbia
amato tanto.

