Sputo’ con fare distratto
sopra quel corpo
che aveva distrutto,
e lasciandolo accanto
ad un letto di sangue
se ne ando’
come se nulla fosse accaduto.
Lei,
che invano aveva provato,
a togliersi lo schifo
di quella ignobile mano,
provo’ a girare gli occhi
in cerca d’aiuto.
Ad un filo di voce
si era aggrappata,
con il capo all’indietro
e la voce tappata
da quella corda annodata,
e per un filo di vita,
aveva sperato
di uscire
da quell’atroce dolore,
e di liberarsi
da quel fango mangiato.
Senti’ un calore improvviso
ed una pallida luce arrivare,
due ali d’argento
le presero il fianco
e si senti’ sollevare,
dall’alto
quel pezzo di terra
sembro’ scomparire
e di tutta la rabbia
e le grida smarrite
le resto’
solo un’ombra
tra le unghie sbiadite.
Lacrime a lei care
non pote’ consolare,
e l’ultima nota
che volle suonare
fu un canto soave
per quella vita
che le fu tolta nel sole,
e per quella
che ancora
non riusciva
a capire
Commenti