Accarezzo le mura di questa città
che ombre da tempo non ha
mi ritrovo a ridosso
di un tetro spoglio fosso
attendo il volo dell’ultimo uccello
che porta nel suo becco
un tenero e piccolo ramoscello
un tempo verde, ora secco
Il silenzio attende
le mie ultime parole
tratte da queste viscere terrene
aspetterò la morte
mentre un angelo
suona parole
del mio passato
apro gli occhi
e m’incammino
come fosse un’anima
in attesa sull’ultima panchina
mentre la mia carne assorbirà
rugiada mattutina
e poi lieto mi avvio
rubando un tuo sorriso
per il mio ultimo addio
sorrido alla vita con falsa voglia
mentre scende su di me
una lacrima cristallina e mi spoglia
sulla valle delle rughe azzittite
cercherò oltre
per sorriderti
prendendoti per mano
per poi sparire
come polvere di un passato
mai vissuto
Distesa sul prato
all'ombra delle ampie fronde
di tigli profumati
e querce secolari
si smarrisce il mio sguardo
nel cielo azzurro
Il sole lambisce
la pelle
facendo capolino
tra i rami verdi
e folti
degli alberi
una brezza rinfresca
la mia sete di pace
incomincio a volare
Si, incomincio a volare
vibro nella volta celeste
leggera, piccola rondine
e salgo in alto nel blu
così in alto
che il blu diventa nero
sono nell'universo
dove il tutto
vive un'altra dimensione
Passano ore
e son solo minuti
non voglio tornare
sul verde prato
realtà di una vita
che non voglio vivere ora
non in questa confusione
della mente
che mi nega sorriso e luce
Il risveglio arriva
secchio di acqua gelida sul viso
ritorno brusco e dolente,
stanca abbandono
il prato
verso una vita
che devo ancora
vivere ….
dal venticello che sale e scende
da una luna accaldata
scaturisce uno sbadiglio
dò la mano all'abbandono
come la spiga, che ciondola
nel tepore appena soffiato
nel canto dell'aria
vanno sciamando
voci di insetti nottambuli
anche una cicala, insonne,
fa eco al ricordo del sole
scivola sulla rupe
quel leggero frammento
di acqua lontana...
Come la vita,
si infrange sulle rocce
e si accomoda sul verde,
lungi dalla sorgente,
al fresco narrare
dell'umida corrente...
E pietroni
mi fanno inciampare,
rotolare,
cadere,
o almeno ci provano,
se non mi lancio
nell'abisso zampillante...
Un respiro sentito,
l'occhio dell'amico,
un salto svestito
nel cuore del brivido...
Ascolto
quel richiamo vivido,
quell'incanto aulico,
che mi immerge
tra le conche velate...
E mi trovo così,
in atmosfere ancestrali
tra i rami dell'aurora,
tra silenzi vitali
coi dettami della flora...
e misteriosi
pascolano
nel grande campo scuro
della notte.
Cuccioli,
vogliosi di tornare
sulla terra,
si staccano, talvolta, dal cielo
nelle notti infuocate d’agosto.
Luci s’arrampicano per le finestre,
su altane e ringhiere,
e i treni piangono lontano,
prima di entrare nelle campagne.
Desideri s’accendono
e si spengono
come stelle cadenti.
Ricordi le lune contate d’inverno
nei timidi passi sorti all’improvviso
in quel partire continuo credendo
che la luna celasse il nostro sorriso.
Ricordi lo sguardo che trapassava
quel globo nelle distese celestiali
e nel riflesso della finestra lasciava
sospiri bagnati che diventarono ali .
Ricordi quelle nuvole di sogni amati
dove affondavamo i nostri pensieri
e partivamo solo di un cuore armati
indifesi e fragili, nudi, ma così veri.
Ricordami sempre nelle notti del gelo
vestita di te nel tepore del tuo cuore
eterea tua lacrima toccavo quel cielo
nel bagliore magico del nostro amore.
Mi allontano ora nell’eterna promessa
tu, guardando il creato mi lascerai andare
ma questa notte ingannando me stessa
ho lasciato i nostri ricordi … volare.
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Vivrò per esaudire
i tuoi sogni vestiti
dall’anima nuda
vivrò per amarti
mentre mi baci
scende la notte
e ruba gli occhi
lasciandomi cieca
fragile , sola
ma io mi fido
mi fido di te,
mentre mi ami
e mi porti altrove
oltre quel fiume
dove sorge il pensiero
e piove…piove amore,
mentre bevo
le gocce dal cielo
che svegliano lo sguardo
assaggio la libertà
e danzo dentro di te
in quell’ altrove ci sei
ci sono
siamo realtà.
negli occhi velati.
Graffi di piaceri
sul mio corpo
arso dai tuoi pensieri.
Labbra aperte
nel desiderio nato
da un tuo bacio
laddove ti sei soffermato
ad amarmi
nel desiderio di avermi
ti sei tutto donato.
Ora accogli
le mie membra
avide
ti regalo l’esplosione
nei rintocchi
sarò la tua
impazzita visione
e tu che porti gocce
del mio piacere
e profumi
della mia essenza
bevi la mia presenza
plasmando il tuo essere
con l’anima mia
e se deve finire
così sia
ma che finisca
nella più grande e
gagliarda pazzia.
come le radici
alla terra armata
fredda, ostile
arida e segnata.
Spunto nel deserto
da una fessura
dentro il tuo cuore
e non mi fermi
e non mi arrendo
finchè ancora
mi chiami amore.
Il sole mi brucia
la notte ruba il sonno
e ride
la luna giocando
con le sue stelle
ma io ho fiducia
e ti respiro
finchè profuma di te
ancora la mia pelle.
m’aspetto spuntar rami esotici, zampe d’uccelli
forme nuove di vita, exploit di stagione
la calura mi fa riva di sale, ad ogni modo
piango a sprazzi sulle note di “cry me a river”
una lucertola si prende gioco di me,
si tuffa beata nel gorgo
mia madre ha interrato un fagiolo,
salvezza sarà, svanire domani
su una scala di nubi






