Un’isola delle fughe
a lungo desiderata
si affolla
di nuove visioni
dimora del sogno
dell’eden
l’estrema meraviglia
Altro il presente
ad ogni battito prigioniero
l’orizzonte respinge
Dissipa la terra il cielo
Crudele
disfiora la carne
la rosa
e la sua bella estate.
nel centro immaginato,
le nostre lingue
come il cucu dell'orologio, lecca la parete
una camera costruita di profumo,
un momento seguito da un momento minore
e una fame di tornare.
Non poteva durare.
Resina-fredda
scorreva dalle ferite nella corteccia
sudore-rugiada del nostro entrare
come orchidee aperte.
In primo luogo,
liquido
nuoto a te lungo l'alba ai tuoi occhi.
Poi sentii come il sonno,
il sapore di nettare
ancora dentro di noi.
A volte un fiore
sommersa con noi.
Anni
passarono.
Sciame di sirfidi,
scarafaggio, insetto assassino,
tutti
intrappolati
sospesi
in quel momento di pienezza,
a Pompei, la madre
copre la testa del suo bambino per sempre.
generosamente hai donato
del minuscolo corpo
un firmamento hai formato
amore potente
al mondo hai regalato
cultura nei piccoli
entusiasta hai seminato
il calore dei tuoi occhi
all’indifferente triste
universo hai emanato.
All’improvviso
“ lei “
ti ha colta
non osavi commenti
giungeva dall’Alto
tua l’hai fatta
amica dolente ma ben ospitata
raggiante in un corpo
ormai trasformato
l’hai amata giacché
LUI
l’aveva inviata.
( Alla mia amata sorella)
da adagiare sull’anima
per farti compagnia tutta la notte.
Ma non ho parole,
oggi che aspetto il vento
solo aquiloni di pensieri
da far volare.
E allora scelgo il più bello,
il più dolce e indelebile
e lo affido al vento che,
come un etereo postino,
te lo consegnerà
perché tu lo tenga con te
almeno fino a domattina.

Sciolgo una lacrima
tra le mani
portando il viso
all'imbrunire
di un'alba che sa di noi
mentre assaporo
ancora
il tuo profumo
sulla mia anima
in questa notte
che son taciturne
le mie parole.
Son parole
chiuse nella mente
mentre cerco tra le stelle
il tuo sorriso
quel sorriso
che mi rubò un bacio
in una lacrima.

Come mano che migra
a caccia di nuove odissee,
di riti barbari e veri
e di giochi più invadenti e sinceri
del circospetto amore...
Io ti cerco
e spesso ti inseguo per praterie sognate,
vette, valli profonde, assenze.
E non pensare di potermi sfuggire
negli infiniti spazio-temporali
delle tue apodittiche giustificazioni.
Nei cieli dove le parole,
come nubi si inseguono nere,
non c'è spazio per noi due
così antichi da essere la novità
dei tanti secoli a venire.
E non rifugiarti nel silenzioso niente
degli imbarazzi circospetti ed ipocriti.
Io nel silenzio cerco il respiro accelerato
e nel niente il sangue di Vulcano
ed è proprio lì che voglio condurti.
Se vuoi, stasera,
potrai chiamarlo amore.

Il mese più dolce dell'anno è nato
il mese dell'attesa,
l'attesa di una venuta miracolosa
di una nascita prodigiosa
che magia non è ma Miracolo ….
La nascita di un bimbo santo
ogni anno si rinnova
dono di speranza, salvezza,
l'anima mia apro all'Avvento
del Figlio di Dio
aspettandolo come fosse mio …
Prego ed in beatitudine vivo
questo fanciullo da Spirito Santo generato
nel grembo di una donna unica,
consapevole che immolazione arriverà
per una moltitudine che in parte
odio gli ha donato,
compreso non ha l'entità
di questo parto dal cielo originato
La lordura investito ha il mondo
non è di Dio la colpa
ha mutato in carne il Suo Spirito
facendosi uomo
morendo con chiodi impalato,
una corona di spine
come ornamento sprezzante sul capo …
Natale è vicino uomini tutti
abbracciamo la speranza,
in un girotondo d'amore e di bontà ….
che si vogliono bene
non importa chi siamo
è l'amore che conta.
Due come noi
che tocchiamo le stelle
ogni volta che diciamo
la parola ti amo.
Due come noi
meravigliosamente insieme
che troviamo in un istante
un amore cercato da sempre.
Siamo noi due
ad accender le stelle ogni notte
sognando di fare l'amore.
Sorridiamo,ci guardiamo negli occhi
così!
Come non abbiamo mai fatto
capendo quello che vogliamo.
Un amore profondo
che due come noi
han cercato e trovato
per sempre....
E guardo il mare
oggi, con i colori
di dicembre.
Lieve moto ondoso,
morbida culla
per un galleggiante rosso.
l’orizzonte basso
sfiora nuvole di ghiaccio
come vele al vento.
E guardo il mare,
lo ascolto nel suo
perenne canto.
Tenero e live
nel baciare la spiaggia
amante dal cuore di sabbia.
Guardo ancora il mare,
come un gabbiamo che cerca di planare
per farsi ninnare nel cuore dall’onda calma.
e il mattino
negli occhi dolci
di un bambino.
Vedo virgulti
e grandi alberi
nel sorriso innocente
di un bambino.
Vedo prati verdi
e flessuose colline
nei sogni fantastici
di un bambino.
Vedo pampini arrossati
e brume serali
nelle claustrali paure
di un bambino.
Vedo ombre sfuggenti
e castelli fatati
nelle pieghe dell’anima
di un bambino.
Vedo il sole
e luccicanti riverberi di luce
negli occhi dolci
di un bambino.
Vedo profumi di fiori
e uzzoli di frutta fresca
nel sorriso innocente
di un bambino.
Vedo aironi
e aquiloni
nei sogni fantastici
di un bambino.
Vedo cupi groppi
e turgori notturni
nelle claustrali paure
di un bambino.
Vedo fiabe mirabili
e sempiterne chimere
nelle pieghe dell’anima
di un bambino.
Vedo lacrime
e dolori
negli occhi dolci
di un bambino.
Vedo albe algide
e azzurrati crepuscoli
nel sorriso innocente
di un bambino.
Vedo emozioni
e palpiti salmastri
nei sogni fantastici
di un bambino.
Vedo lupi mannari
e voli di pipistrelli
nelle claustrali paure
di un bambino.
Vedo gesti inconsapevoli
e torrenti d’acqua chiara
nelle pieghe dell’anima
di un bambino.
Un bambino
apre e sfoglia
il libro dei giorni,
scoprendo pulviscoli effimeri
e chiarori lunari
sul sagrato delle confessioni.
Un bambino
apre e sfoglia
il libro dei giorni
e scova assurde finzioni,
rose d’inverno,
profumi e sapori d’eternità.
Provvidenti, agosto 2011.











