Camminavo
dentro il mio cappottino,
gomiti lisi
e l'orlo
che non arrivava
come quello
degli altri ragazzi
all'altezza dovuta.
Testa bassa
ed occhiali
che la Mutua passava,
spessi e neri,
modesti come
noi allora eravamo.
Avevo rotto giocando
i pantaloni migliori
così fui costretto
ad indossarli ugualmente,
nonostante le toppe
maldestre e quadrate
cucite sopra i ginocchi.
Mi presentai
in questo modo
il primo giorno
di scuola alle Medie.
Mi diedero il nome
di un imperatore romano,
pazzo,
che aveva eletto
un cavallo
come suo senatore.
Quel nomigliolo
non me lo sono
più tolto,
per anni zimbello
della città.
Poi la vita ha avuto
il suo naturale decorso,
perchè tutto
si supera,
con forza d'animo,
maturità
e aiuto degli altri.
Adesso l'anno
mi sembra
non ricordarlo,
forse era
il settantadue.
Certe cose rimangono,
non c'è niente da fare.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Forse Dio non è mai nato e non è mai morto
forse è la nostra illusione, un miracolo
o la nostra maledizione
Forse Dio non è nel cielo
ma dorme dentro di noi in fondo al cuore
Forse Dio è mia madre o mio padre
forse è mio figlio appeso sul filo dell'alba
o un giglio nella notte scura
Forse Dio sono io
o il mio amore che mi sta ad aspettare
forse è il nulla o la meravigliosa voglia di vivere
Forse Dio è il mio camminare
il lavoro e la fatica
forse è il passo ligio verso la fine
o l'infinito che non ha nome
l'intersecata ragione tra fede e incertezza
Dio è il silenzio
l'attimo che non ha pensiero.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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L’amore di un sogno,
ricordo di intrepido passato
un perenne sentimento rimane
al passaggio di differenti età;



e colma la vita,quasi si ammala,

divine vaga,di respiro affaticante,

tutto intorno mi è un mare di onde proibite
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Er mi paese nun è piccolino.

niente a che fa certo co Pechino,

je manca poco, ma diventerà

in poco tempo ‘na splendida città.



A ben vedere, nun c’ha er borgo antico,

che a dirla tutta nun me ne frega un fico,

nun c’ha i pastori e manco l’asinello,

che a tutto dir, fanno ancor più bello.



Nun c’ha nemmeno ‘a bruma a la matina,

la nebbia ai colli irti…è una marina

che pe passeggià bello tranquillo,

d’acciottolati vari nun ha ‘no spillo.



A me me piace er mi paese invero,

nun ha l’aria de un vecchio monastero.

Ha solo il sole, il cielo e tanto tanto mare

sabbia finissima e ondine da guardare !



Ha la scogliera pe i gaudenti,

la sabbia fine per i suoi bagnanti.

Punta estrema d’un golfo fra i più idilliaci

fu patria di Nausicaa e i suoi Feaci.



Un mare di bellezza senza scampo,

ancora vi dimora l’ippocampo.

Una popolazione senza uguale,

t’accoglie, simpatizza e te fa speciale !



E poi, quanno viè la sera

s’arza la luna e se fa più vera,

si voi, poi tacitare le pene

ar canto delle armoniche sirene.



Ebbè, se sa, a ognuno er suo paese,

piace de più e nun ha pretese.

Però così nun sarà mai acclarato

se siete stati o no a…Soverato.



P.S. Hai visto mai che la proloco der mi paese me desse ‘n contributo per la poesia che gli dedico con piacere! ! !

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Profilo Autore: Bronson  

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Un minuto,

una goccia di eternità,

un secondo che và,

un a notte che vola,

tra sogni infranti,

sonno dileguato.

Rabbia di ieri,

dolori segreti,

la notte và,

và via,

e ti lascia prono nel domani,

da solo,

silenzio.

Vorresti venisse un tempo diverso,

il tempo

del perdono el’amicizia

e della comprensione,

dell’ascolto e della pazienza;

m ail mondo è questo qua,

che ci vuoi fare;

bene e male,

giusto sbagliato,

un a lotta,

un a corsa continua,

verso il futuro.





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Profilo Autore: stefano medel  

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                La befana

        Su pel cielo la befana

        Con la logora sottana

        Una scopa pilotando,

        Va di qua e di là volando

        Per portare i suoi dolcetti

        Ai tanti bei bimbetti

        Che l’aspettano contenti

        Speranzosi e impazienti.

        Caro bimbo dolce e bello

        Tu non esser più monello,

        Ubbidisci alla mammina

        Dalla sera alla mattina,

        Se tu fai una marachella

        Lei si ferma su una stella,

        Prende cenere e carbone

        Sol per te caro birbone.

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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Tu non sai quale uso io sto facendo

del tuo lontano cuore; io ne vedo

tramontare baciate da tracce di porpora

le fibre, quasi fossero strati di sonno su un golfo

d'incanto, e vedo le mie mani

in questo dipingere trasformarsi

dal fuoco dei kaki

in alberi rallegrati.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
D' un parto di cielo

son coriandoli di glicine placentare,

caramelle d' un soffio d' iride crepuscolare,

aranciato ombrellifero micelio pupillare,

segmento d' un mascara di sabbia oceanica,

cardiologia notturna d' un roseto labiale,

carezza d' uno zigomo stellato d' amarena,

meringhe annuvolate d' intonaco spaziale,

piume di cristallo d' un tramonto incipriato,

furibonde ciglia screziate d' un cemento boreale.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Aspetto.
Aspetto la primavera e il suo primo pallido sole.
Aspetto quel raggio illuminare la terra umida di rugiada,
brillante e accecante di giovinezza.
Aspetto che il suo calore scaldi le mie fragili spalle
e doni colore al mio viso stanco.
Aspetto che il verde dei prati mi riposi gli occhi,
intorpiditi dal freddo inverno.
La luce del giorno allungare le  ore,
l’odore dei mandorli in fiore.
Dai rami spogli spuntare le foglie e
dalle gemme il rosa dei peschi, il bianco dei meli.
Aspetto che l’aria profumi di gelsi,
dai nidi il volar di piccole ali,
il finir del letargo nel bosco.
E dal mare
m'aspetto dolcezza, accoglienza,
l’aria tiepida accarezzarmi i capelli e
la sabbia morbida accompagnare i miei passi.
Aspetto il risveglio, il risveglio alla vita.
Nei parchi i giochi di bimbi,
ragazzi baciati dal sole,
sdraiati con vesti leggere a parlare gioviali di ieri.
I vecchi in panchina
a godersi aria nuova e ricca di speranza.
I cigni nei laghi
e note di musica sgorgar dalle imposte aperte.
Nel mercato dei fiori tutti i colori, i profumi.
Aspetto sorrisi e l’aprirsi dei cuori.
Farfalle colorare il cielo
ed 
albe e tramonti incorniciare
nuovi meravigliosi giorni.


Stesura 9 giugno 2008
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Profilo Autore: elisa  

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Io sono il tuono
io sono un fulmine
sono il più forte
e ora è il momento,
preparo l'attacco.
Il gruppo trema
dietro coperti
sono in affanno.
Sui pedali
secco lo scatto,
nessuno risponde.
Mi volto
il vuoto
Pavel lontano
ha mollato.

E' vero,
mi sono aiutato,
l'ho fatto
per lo spettacolo,
d'altronde
io ero il Pirata.
Ora non salgo più
sulla mia bicicletta.
Per lo sbaglio
ho pagato
abbastanza,
chiedetevi
se è servito
a qualcosa.
Ma niente
è come me,
io sono il tuono
io sono un fulmine.
Sono il più forte.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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'On passa nu jornu
chi non m'affacciu e supa stu barcuna
pemmu u viju u celu
chi culura fhacia supa a Montipauna .

Appena s'aza u sula
vasa e oru u mara e a marina
finu a chi si fhacia azzurru azzurru
comu l'occhji do Signura
e quando sagghjia a lu paisa
puru l'acedi revigghjianu la via ,

'cunu appiccia a lucia, 
'ncunu dorma
ma quando s'aza spariu tutta a magia.
I nuvoli vanno e venanu paranu paroli
ma si 'on azi l'occhji non i leji li culuri .

Poi a la sirata u sula si jetta ala fhiumara e dà
'nda senti vuci finu a chi 'nfoca e poi scumpara.

S'appiccianu i luci e Muntipauna
para nu presepiu anticu

cu tutti li casi appiccicati una supa all'atra,
mancu na parola sulu u ventu s'aza
pemmu u ventulia i fimmani chi frischianu a la via.

Poi nenta chjiù
tutti vannu u dormanu 
e dassanu stu cielu stiddatu .

Ma armenu on ti senti sulu 
e nemmenu abbandunatu.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ciò che è senza nome
se ne stava muto a rimirare il sogno
l’idea decapitata dal mistero d’esser seme
in un rispetto reo confesso di primo destino
oscurando la volontà nelle mani del bambino
ricucite alle intenzioni ciarlatane in cuore.
Tutto così chiaro e doloroso.
Tutto premeditato al sentire il vero.
Eppur il gioco stanca più del sogno
promesse ingoiate scambiando le parole
ignare d’eternità e d’esser il loro stesso male
sui giorni rimasti ad invocar colore.
Seppi così che tutto può morire
ma non quello che vivente in sé
chiede al cielo un riposo in fondo
l’illusione d’esser vivo in tal supplicante muto.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho imparato, nella vita,

a distinguere la gente,

non per razza o per colore,

per ricchezza o religione,

ma per ciò che ha nel cuore,

per la sua grandezza e il suo valore.

Ora apprendo, “gran delusione!!!”,

altre categorie, nuove persone.

C’è l’ipocrita, l’indifferente,

l’arrogante, il riverente,

il lecchino, l’arrivista,

chi si vende per mettersi in vista.

c’è il fantoccio, l’ignorante,

il burattino insignificante.

Mi avevan sempre insegnato,

che la gente mai si deve giudicare,

e il suo qualunque contributo,

ognuno libero, deve donare.

Idee e concetti belli, 

mi ero costruito delle persone,

ma leggendo bene in fondo,

ahimè che grande delusione!

Dov’è finita l’altrui bontà,

l’umana carità, il sano orgoglio,

la personale dignità?

S’ignora la grammatica,

la civile conversazione,

si sa solo sparger veleno

e alzar muri di divisione.

Se allora così è l’andazzo,

occorre alzar bene, in alto la scarpa, 

e porre tutto il male lì,

proprio sotto il suo tacco,

e restar poi muti e superiori

a qualsiasi altrui offensivo attacco.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

Questo autore ha pubblicato 167 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mo fermate e poi spiegame perché
dovevi capitare proprio a me !
Perché avrei dovuto passà li guai
pe una che nun conoscevo assai !
Sei bellina, colta e intelligente,
quanno m’accorsi me ne annai di mente.
“Na cosa è donna che devi innamorare...
artra è poetessa che te fa sognare !”
Che se ‘na donna te fa anche impazzire,
‘na poetessa t’insegna a bene amare.
Nun che avessi bisogno de lezioni,
che de amor conosco situazioni.
Dette da te però so n’antra cosa,
tu usi sempre i sentimenti in rosa.
Pe questo vojo ricordatte
e tanti tanti auguri vojo fatte
ner giorno in cui nascesti su questa tera
...er minimo che d’artro nun ce n’era.
Ringrazio puro la Pietà Celeste
che quanno tue virtù costruiste,
vedelle prima de potè pensare,
sinnò te avrei potuto anche amare.
Auguri.
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Profilo Autore: Bronson  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
                                                                     Giovane donna inviolata,
                                                                     di movenza leggiadra,
                                                                     pudica e fiera,
                                                                     rimembri le stagioni della vita.
                                                                     Delicate emozioni ed intensi desideri
                                                                     rinascono improvvisi,
                                                                     e sfiorando il tuo giovane corpo,
                                                                     sul candido volto assorto, un sorriso germoglia.
                                                                     Immagini lontane ti avvolgono
                                                                     e con capo chino e sguardo sereno,
                                                                     sussurri parole al Divino.
                                                                     Lasciando una vivida impronta,
                                                                     la Gratitudine si eleva  nell'immensita' celestiale.
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Profilo Autore: Annamaria Latini  

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