Fiotti di luce candida
sul tuo prezioso lino
spandono e si rincorrono,
avviluppando ordito,
che accoglierà il tuo corpo
di bianco colorato.
Esplodono orizzonti
intorno a te dipinti
di fiori profumati
di astri ormai nascenti.
Incipiente nascesti aurora,
t’alzasti col sole lassù
prendesti possesso del mondo
intorno a un cielo blu.
Sei la mia regina di cuori,
per te ho scomodato
Il meglio del creato,
per farne tuoi cantori.
E questa mia poesia
serve a sottolineare
che se d’amor si parla,
puoi anche esagerare.
sul tuo prezioso lino
spandono e si rincorrono,
avviluppando ordito,
che accoglierà il tuo corpo
di bianco colorato.
Esplodono orizzonti
intorno a te dipinti
di fiori profumati
di astri ormai nascenti.
Incipiente nascesti aurora,
t’alzasti col sole lassù
prendesti possesso del mondo
intorno a un cielo blu.
Sei la mia regina di cuori,
per te ho scomodato
Il meglio del creato,
per farne tuoi cantori.
E questa mia poesia
serve a sottolineare
che se d’amor si parla,
puoi anche esagerare.
Ecco,
il rimbalzo lento e capriccioso
si dischiude
e, amara e penetrante la Diva donna
eccita,
la vergognosa struttura umana
sopra nuovi elenchi di cattive idee.
Idoli penetranti e oscillosci
tra il perdono e la belva
si mescolano, in‘ un‘ insieme,
in‘ un‘ insieme di spari e terrificanti bandiere
avvolgendo volti senza più spazio
distillando gridi e affogate vite.
Ecco ancor in questa valle
il fiore che uccide,
il piombo che torce e strazia;
L' acciaio: incrocio ignobile
tra la paura e la menzogna
che tocca tra battenti sospiri
gli ultimi animi di quest' isola
spazzata da una fauna di gloria.
Aree e colmi riposi,
la brezza soffia sul terriccio sanguigno
e madri preganti un Rio conosciuto
appassiscon cervelli tra l' onta e il pianto.
Or che dite voi, Padri possenti,
imperatori traditi dall' avido uomo;
terreni piani, avellati,
scritti con fiori e segni maestri,
chi amaste allor di più ?
Il dintinnio nobile o il rio salato ?
Oppure amaste il corpo,
volgendo l' occhio in bellezze Dee
mandate dall' Angelico destro respinto
a svolger bestemmie e ignoti destini.
A che valse allor il giuramento dato
a voi, Spiriti di stimate case
che in noi, riflette l' animo e sudori vani
e che arse e stanche membra
tra l' oblio e lo sconosciuto
chinan il sorriso e avvertono perenni riposi.
Attenti son gli angeli
e Durlindane accese in mani possenti
vigilano il periglio,
acclamano nei silenzi e negli immensi intorni
il regno santo che circonda il mondo.
Sì, tra queste battaglie e stupide morti
che trascinano elementi a stolte discordie,
che fumano felicità e bellezza
tra una vita di bimbo
e profonde crepe del senza ritorno.
Stupiamoci di questi intenti,
lunghi, lunghi pianti.
L' orizzonte lacrimale della sera
d' una ciliegia è abisso di pupilla,
naufragio d' un cuore di luce rastrellato,
borotalco trasfusionale d' un campo di fragole,
calice equatoriale d' un rossetto di brina,
dolce mosto d' un sorriso infuocato d' anguria,
confettura d' un candelabro d' arteria,
tulle scarlatto d' arena di stella.
d' una ciliegia è abisso di pupilla,
naufragio d' un cuore di luce rastrellato,
borotalco trasfusionale d' un campo di fragole,
calice equatoriale d' un rossetto di brina,
dolce mosto d' un sorriso infuocato d' anguria,
confettura d' un candelabro d' arteria,
tulle scarlatto d' arena di stella.
Non chiedermi perché ti amo
non saprei risponderti
L'amore che ho per te e' una luce
che brilla nella notte buia
e' una nuvola che volteggia maestosa nel mio cielo
e' la dolcezza di un giardino incantato
e' la dolce fantasia dei mie pensieri
Amore mio grande
camminerò con te sugli anni della mia vita
mi vestirò del tuo sorriso
quando verrai a donare al mio viso la tua luce
Io ti prenderò per mano
e ti condurrò lungo i sentieri della mia anima
dove sul cammino dell'amore e' scritta la nostra storia
le nostre vite il nostro destino.
Mi trovavo per una di quelle stradine ad Amsterdam.
Sì, proprio una di quelle.
E sì, proprio con quell'intenzione.
Accanto alla ragazza che avevo quasi scelto
ce n'era un'altra. Magra al punto giusto,
ghindata come una bomboniera,
truccata come una partita di calcio.
Mi guardava. Lei non lo sapeva,
ma mi aveva già detto tutto.
E il fatto di non saperlo la logorava:
mi avrebbe voluto urlare da quella vetrina;
mi avrebbe voluto sputare addosso una storia triste
che mi avrebbe fatto passare tutte le voglie.
E avrebbe voluto che fossi diverso,
uno di quelli così segnati dal tempo
da far scorrere le sue lacrime nei solchi sulla pelle.
Avrebbe voluto uno con cui fare l'amore
attraverso una scena comica, una fuga,
una mano tenuta fino a sciogliere gli anelli.
Una cosa era certa: entrambi provavamo solo pena.
Feci un gesto buffo, rise. Ricambiò con un mimo,
ma i miei sorrisi erano ben più difficili.
Chissà perché, poi. Continuammo così per un po'.
Dopodiché entrai, finsi di voler pagare e la portai via.
In quel momento eravamo a galla,
coi polmoni riempiti d'ossigeno e insalubri speranze.
Sprecammo tutto quell'ossigeno in un bacio.
Tanto, e lo sapevamo bene, quella torbida melma
era sotto la giurisdizione degli squali
e le navi che avremmo potuto aspettare
avevano già preso il nome di relitti.
Sì, proprio una di quelle.
E sì, proprio con quell'intenzione.
Accanto alla ragazza che avevo quasi scelto
ce n'era un'altra. Magra al punto giusto,
ghindata come una bomboniera,
truccata come una partita di calcio.
Mi guardava. Lei non lo sapeva,
ma mi aveva già detto tutto.
E il fatto di non saperlo la logorava:
mi avrebbe voluto urlare da quella vetrina;
mi avrebbe voluto sputare addosso una storia triste
che mi avrebbe fatto passare tutte le voglie.
E avrebbe voluto che fossi diverso,
uno di quelli così segnati dal tempo
da far scorrere le sue lacrime nei solchi sulla pelle.
Avrebbe voluto uno con cui fare l'amore
attraverso una scena comica, una fuga,
una mano tenuta fino a sciogliere gli anelli.
Una cosa era certa: entrambi provavamo solo pena.
Feci un gesto buffo, rise. Ricambiò con un mimo,
ma i miei sorrisi erano ben più difficili.
Chissà perché, poi. Continuammo così per un po'.
Dopodiché entrai, finsi di voler pagare e la portai via.
In quel momento eravamo a galla,
coi polmoni riempiti d'ossigeno e insalubri speranze.
Sprecammo tutto quell'ossigeno in un bacio.
Tanto, e lo sapevamo bene, quella torbida melma
era sotto la giurisdizione degli squali
e le navi che avremmo potuto aspettare
avevano già preso il nome di relitti.
Esistere…
qual lieve segno,
tracciato sulla sabbia silenziosa.
Anonima presenza dell’essere!
Un gesto, un segno,
che vuole ricalcare,
replicare, l’irripetibile gestualità divina.
Una cosmogonia quasi…
esistere è
generare mondo,
desiderio e voluntas!
Che risolleva dalla misera miseria ,
che ci sottrae dall’oscuro oblio.
Sofferenza si!
Poiché inesausta gara
tra finito ed infinito,
illimitata, eterna,
antica lotta, tra uomini e Dei.
Ma come gli Dei,
il rosso fuoco ci arde dentro,
con la sua liberatoria forza
e la sua idea di libertà.
Amici poeti e artisti, tutti,
c’è sempre un nuovo
fuoco da accendere ,
poiché, veloce il nemico incalza,
per arrecare danno :
(L’ingiusto, il brutto, ci gira lieto, intorno)!
A noi ,l’ingrato, nobile compito
di svelare e rivelar bellezza ,
pur toccandoci di visitare
i più tetri abissi,
e le miserie più inquietanti.
L’esistenza ?
Perenne, eterna, solenne,
nostalgica tensione
di volersi riappropriare
dell’originaria, vera Patria… è il superar se stessi,
è donarsi al mondo… …
Quale grande segno!
qual lieve segno,
tracciato sulla sabbia silenziosa.
Anonima presenza dell’essere!
Un gesto, un segno,
che vuole ricalcare,
replicare, l’irripetibile gestualità divina.
Una cosmogonia quasi…
esistere è
generare mondo,
desiderio e voluntas!
Che risolleva dalla misera miseria ,
che ci sottrae dall’oscuro oblio.
Sofferenza si!
Poiché inesausta gara
tra finito ed infinito,
illimitata, eterna,
antica lotta, tra uomini e Dei.
Ma come gli Dei,
il rosso fuoco ci arde dentro,
con la sua liberatoria forza
e la sua idea di libertà.
Amici poeti e artisti, tutti,
c’è sempre un nuovo
fuoco da accendere ,
poiché, veloce il nemico incalza,
per arrecare danno :
(L’ingiusto, il brutto, ci gira lieto, intorno)!
A noi ,l’ingrato, nobile compito
di svelare e rivelar bellezza ,
pur toccandoci di visitare
i più tetri abissi,
e le miserie più inquietanti.
L’esistenza ?
Perenne, eterna, solenne,
nostalgica tensione
di volersi riappropriare
dell’originaria, vera Patria… è il superar se stessi,
è donarsi al mondo… …
Quale grande segno!
Che se Dio vuole
può avere mille volti
che la vita può essere
un filo così sottile
che non si riesce a vedere
che tutto può avere
un senso nel prossimo
che nulla è così angosciante
che la paura è solo un emozione
che è giusto
non lasciarsi travolgere
che è sterile
non parlare di se stessi
che niente è per sempre
che la bontà non è altro
che il mio modo
per attutire il senso di colpa
che ci si sente migliori
sentendo il divario con gli altri
che non c'è pace
che non c'è guerra
che mi sbatti in faccia
le mie fragilità
come una sentenza
che l'anima trova il suo rifugio
dopo la catarsi
che è cosi' soggettivo
l'ideale d'amore
che radio rock
è la mia compagnia
che mi sono accorto del Natale
quando ho visto quel posto
dove la luce proietta
le ombre di ognuno
che Dio esiste e vive a Bruxelles
che le stagioni della vita
variano di continuo
che comunque in fondo
guerre stellari
non è poi così terribile
che gli Arcade Fire
sono il gruppo che preferisco
perchè mi ricordano di te
che comunque
anche se non lo senti
trovi il modo per dirti
sia giusto quello che hai fatto.
può avere mille volti
che la vita può essere
un filo così sottile
che non si riesce a vedere
che tutto può avere
un senso nel prossimo
che nulla è così angosciante
che la paura è solo un emozione
che è giusto
non lasciarsi travolgere
che è sterile
non parlare di se stessi
che niente è per sempre
che la bontà non è altro
che il mio modo
per attutire il senso di colpa
che ci si sente migliori
sentendo il divario con gli altri
che non c'è pace
che non c'è guerra
che mi sbatti in faccia
le mie fragilità
come una sentenza
che l'anima trova il suo rifugio
dopo la catarsi
che è cosi' soggettivo
l'ideale d'amore
che radio rock
è la mia compagnia
che mi sono accorto del Natale
quando ho visto quel posto
dove la luce proietta
le ombre di ognuno
che Dio esiste e vive a Bruxelles
che le stagioni della vita
variano di continuo
che comunque in fondo
guerre stellari
non è poi così terribile
che gli Arcade Fire
sono il gruppo che preferisco
perchè mi ricordano di te
che comunque
anche se non lo senti
trovi il modo per dirti
sia giusto quello che hai fatto.
Città
illuminata a festa.
Una sera come tante
fra cinema e teatro.
Un drink
in compagnia.
Una serata
fredda.
File di gente
sui marciapiedi.
Si dirigono allo stadio
per una partita importante.
Quando tutto crolla
con il suono di mitragliette.
Che rimbomba
per tutta la città.
Si conclude
la partita della vita.
Per non dimenticare....
illuminata a festa.
Una sera come tante
fra cinema e teatro.
Un drink
in compagnia.
Una serata
fredda.
File di gente
sui marciapiedi.
Si dirigono allo stadio
per una partita importante.
Quando tutto crolla
con il suono di mitragliette.
Che rimbomba
per tutta la città.
Si conclude
la partita della vita.
Per non dimenticare....
L’ alba bussava al tuo uscio,
e tu, in anticipo, eri pronta a partire.
L’afa, il gelo,
un malessere di donna o, a volte,
la vita che dentro te cresceva,
non potevano trattenerti.
Non c’era tempo per indugiare,
il dovere era più forte del dolore,
dell’ansia e della paura.
Raccoglievi i tuoi capelli,
rinfrescavi il viso,
svuotavi il vaso della notte,
le direttive alla figlia maggiore
e via…
La campagna ti aspettava, andavi,
i tuoi piedi scalzi ma dalla pianta dura,
lasciavano le orme sul terreno,
a volte freddo, a volte arido o scivoloso
e sovente, di tutto, sassi taglienti o pungenti spine,
rallentavano il tuo incedere.
Conoscevi ogni erba dei campi,
tu seminavi, piantavi, innaffiavi, raccoglievi.
Fasciavi la legna
e pronto il carico sulla nuca,
riprendevi la strada del ritorno.
Il tuo cammino era distratto dal fuso che,
tra le mani, filava la lana.
Andavi immersa nei tuoi profondi pensieri…
Il pane, l’acqua alla fontana, i panni al fiume,
gli animali, la casa e poi…
il dolce appuntamento con gli anziani
e il rispettoso ossequio per loro.
Essi ti aspettavano, apprezzavano
la tua presenza, la tua compagnia,
il tuo aiuto, le quattro parole da scambiare.
Ciò rigenerava in loro, il cuore e lo spirito e
ricchi di saggezza elargivano, in cambio, consigli
e proferivano detti proverbiali.
Tu li amavi e li curavi al punto da non negargli
il calore del loro nido,
fino all’ultimo alito di vita.
Donna, tutto questo eri,
fin quando durava il giorno.
Poi si chiudevano gli usci;
uno sguardo fugace all’uomo
e il terrore d’incontrare l’ira nei suoi occhi,
presagio di un imminente sfogo su di te,
regalandoti segni evidenti per giorni;
un segno di croce,
si smorzava la debole luce del lume
e si auspicava l’arrivo del nuovo giorno.
e tu, in anticipo, eri pronta a partire.
L’afa, il gelo,
un malessere di donna o, a volte,
la vita che dentro te cresceva,
non potevano trattenerti.
Non c’era tempo per indugiare,
il dovere era più forte del dolore,
dell’ansia e della paura.
Raccoglievi i tuoi capelli,
rinfrescavi il viso,
svuotavi il vaso della notte,
le direttive alla figlia maggiore
e via…
La campagna ti aspettava, andavi,
i tuoi piedi scalzi ma dalla pianta dura,
lasciavano le orme sul terreno,
a volte freddo, a volte arido o scivoloso
e sovente, di tutto, sassi taglienti o pungenti spine,
rallentavano il tuo incedere.
Conoscevi ogni erba dei campi,
tu seminavi, piantavi, innaffiavi, raccoglievi.
Fasciavi la legna
e pronto il carico sulla nuca,
riprendevi la strada del ritorno.
Il tuo cammino era distratto dal fuso che,
tra le mani, filava la lana.
Andavi immersa nei tuoi profondi pensieri…
Il pane, l’acqua alla fontana, i panni al fiume,
gli animali, la casa e poi…
il dolce appuntamento con gli anziani
e il rispettoso ossequio per loro.
Essi ti aspettavano, apprezzavano
la tua presenza, la tua compagnia,
il tuo aiuto, le quattro parole da scambiare.
Ciò rigenerava in loro, il cuore e lo spirito e
ricchi di saggezza elargivano, in cambio, consigli
e proferivano detti proverbiali.
Tu li amavi e li curavi al punto da non negargli
il calore del loro nido,
fino all’ultimo alito di vita.
Donna, tutto questo eri,
fin quando durava il giorno.
Poi si chiudevano gli usci;
uno sguardo fugace all’uomo
e il terrore d’incontrare l’ira nei suoi occhi,
presagio di un imminente sfogo su di te,
regalandoti segni evidenti per giorni;
un segno di croce,
si smorzava la debole luce del lume
e si auspicava l’arrivo del nuovo giorno.
Fuggente pensier che ammiri
beltà, in lacrimato sospiro;
e immagini si mostrano
nel petto a ogni respiro.
Questa vita ingrata d’amore
in lunghi sentieri di nulla vissuta,
com’io in tutto questo sentir
come una nebbia m’avvolge
in quest’ultimo sogno d’Autunno.
beltà, in lacrimato sospiro;
e immagini si mostrano
nel petto a ogni respiro.
Questa vita ingrata d’amore
in lunghi sentieri di nulla vissuta,
com’io in tutto questo sentir
come una nebbia m’avvolge
in quest’ultimo sogno d’Autunno.
Schioppa ‘n anno e sono qua
stravaccato sur sofà
a sentì le cose belle
che dispongono le stelle.
Nun che me ne importi gnente
resterò indifferente,
si er destino cagnerà
qui di certo passerà.
Nun perchè so fatalista,
solo un poco realista,
come possa er moto stellare,
il mio fato influenzare.
Che, per essere sincero,
a ‘ste cose nun ce credo.
me compiaccio solo se
dice bene solo a me.
E comunque ‘sta vitaccia,
che mi piaccia o non mi piaccia
ho da viverla e perciò
me la tengo e riderò,
anche se se dimostrasse
la più brutta che ce fosse !
E perciò ringrazio Chi
me la diede un certo dì,
e se è brutta…beh, pazienza,
nun me metto in sofferenza !
Vorrà dir che reagirò
e miglior la renderò.
Voi vedè che ce riesco
se il suo senso ne conosco ?
Ecco allor che guarderò
dentro me e alfin saprò.
stravaccato sur sofà
a sentì le cose belle
che dispongono le stelle.
Nun che me ne importi gnente
resterò indifferente,
si er destino cagnerà
qui di certo passerà.
Nun perchè so fatalista,
solo un poco realista,
come possa er moto stellare,
il mio fato influenzare.
Che, per essere sincero,
a ‘ste cose nun ce credo.
me compiaccio solo se
dice bene solo a me.
E comunque ‘sta vitaccia,
che mi piaccia o non mi piaccia
ho da viverla e perciò
me la tengo e riderò,
anche se se dimostrasse
la più brutta che ce fosse !
E perciò ringrazio Chi
me la diede un certo dì,
e se è brutta…beh, pazienza,
nun me metto in sofferenza !
Vorrà dir che reagirò
e miglior la renderò.
Voi vedè che ce riesco
se il suo senso ne conosco ?
Ecco allor che guarderò
dentro me e alfin saprò.











