Un fiore del giardino

Stamane mi ha guardato

Dolcissimo mi ha fatto

Il viso di un bambino

Lo voglio carezzare

Quel fiore di velluto

Amato e sconosciuto

Perché mi fa sognare.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Fiotti di luce candida

sul tuo prezioso lino

spandono e si rincorrono,

avviluppando ordito,

che accoglierà il tuo corpo

di bianco colorato.

Esplodono orizzonti

intorno a te dipinti

di fiori profumati

di astri ormai nascenti.

Incipiente nascesti aurora,

t’alzasti col sole lassù

prendesti possesso del mondo

intorno a un cielo blu.

Sei la mia regina di cuori,

per te ho scomodato

Il meglio del creato,

per farne tuoi cantori.

E questa mia poesia

serve a sottolineare

che se d’amor si parla,

                             
 puoi anche esagerare.                              
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Profilo Autore: Bronson  

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Ecco,
il rimbalzo lento e capriccioso
si dischiude
e, amara e penetrante la Diva donna
eccita,
la vergognosa struttura umana
sopra nuovi elenchi di cattive idee.
Idoli penetranti e oscillosci
tra il perdono e la belva
si mescolano, in‘ un‘ insieme,
in‘ un‘ insieme di spari e terrificanti bandiere
avvolgendo volti senza più spazio
distillando gridi e affogate vite.
Ecco ancor in questa valle
il fiore che uccide,
il piombo che torce e strazia;
L' acciaio: incrocio ignobile
tra la paura e la menzogna
che tocca tra battenti sospiri
gli ultimi animi di quest' isola
spazzata da una fauna di gloria.
Aree e colmi riposi,
la brezza soffia sul terriccio sanguigno
e madri preganti un Rio conosciuto
appassiscon cervelli tra l' onta e il pianto.

 
Or che dite voi, Padri possenti,
imperatori traditi dall' avido uomo;
terreni piani, avellati,
scritti con fiori e segni maestri,
chi amaste allor di più ?
Il dintinnio nobile o il rio salato ?
Oppure amaste il corpo,
volgendo l' occhio in bellezze Dee
mandate dall' Angelico destro respinto
a svolger bestemmie e ignoti destini.
A che valse allor il giuramento dato
a voi, Spiriti di stimate case
che in noi, riflette l' animo e sudori vani
e che arse e stanche membra
tra l' oblio e lo sconosciuto
chinan il sorriso e avvertono perenni riposi.
Attenti son gli angeli
e Durlindane accese in mani possenti
vigilano il periglio,
acclamano nei silenzi e negli immensi intorni
il regno santo che circonda il mondo.
Sì, tra queste battaglie e stupide morti
che trascinano elementi a stolte discordie,
che fumano felicità e bellezza
tra una vita di bimbo
e profonde crepe del senza ritorno.
Stupiamoci di questi intenti,
lunghi, lunghi pianti.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Amo la verità

nuda com’è,

senza fronzoli

e quei ritocchi

che offuscano

la sua essenza.

Amo la verità

che mi si piazza

davanti agli occhi,

e nonostante

faccia un male cane,

mi costringe

a ragionare

e decidere che fare.
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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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Un pensiero appare nella mente,è un attimo, va colto in quell'istante,perché  poi svanisce , tremulo come la fiamma  di una candela che muore, e va fissato,trasformando sensazioni in parole . Così,  istintivamente, nasce una poesia.
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Profilo Autore: Claudio Metalli  

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L' orizzonte lacrimale della sera
d' una ciliegia è abisso di pupilla,
naufragio d' un cuore di luce rastrellato,
borotalco trasfusionale d' un campo di fragole,
calice equatoriale d' un rossetto di brina,
dolce mosto d' un sorriso infuocato d' anguria,
confettura d' un candelabro d' arteria,
tulle scarlatto d' arena di stella.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Non chiedermi perché ti amo

non saprei risponderti
L'amore che ho per te e' una luce
che brilla nella notte buia
e' una nuvola che volteggia maestosa nel mio cielo
e' la dolcezza di un giardino incantato
e' la dolce fantasia dei mie pensieri
Amore mio grande
camminerò con te sugli anni della mia vita
mi vestirò del tuo sorriso
quando verrai a donare al mio viso la tua luce
Io ti prenderò per mano
e ti condurrò lungo i sentieri della mia anima
dove sul cammino dell'amore e' scritta la nostra storia
le nostre vite il nostro destino.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Mi trovavo per una di quelle stradine ad Amsterdam.
Sì, proprio una di quelle.
E sì, proprio con quell'intenzione.
Accanto alla ragazza che avevo quasi scelto
ce n'era un'altra. Magra al punto giusto,
ghindata come una bomboniera,
truccata come una partita di calcio.
Mi guardava. Lei non lo sapeva,
ma mi aveva già detto tutto.
E il fatto di non saperlo la logorava:
mi avrebbe voluto urlare da quella vetrina;
mi avrebbe voluto sputare addosso una storia triste
che mi avrebbe fatto passare tutte le voglie.
E avrebbe voluto che fossi diverso,
uno di quelli così segnati dal tempo
da far scorrere le sue lacrime nei solchi sulla pelle.
Avrebbe voluto uno con cui fare l'amore
attraverso una scena comica, una fuga,
una mano tenuta fino a sciogliere gli anelli.
Una cosa era certa: entrambi provavamo solo pena.
Feci un gesto buffo, rise. Ricambiò con un mimo,
ma i miei sorrisi erano ben più difficili.
Chissà perché, poi. Continuammo così per un po'.
Dopodiché entrai, finsi di voler pagare e la portai via.
In quel momento eravamo a galla,
coi polmoni riempiti d'ossigeno e insalubri speranze.
Sprecammo tutto quell'ossigeno in un bacio.
Tanto, e lo sapevamo bene, quella torbida melma
era sotto la giurisdizione degli squali
e le navi che avremmo potuto aspettare
avevano già preso il nome di relitti.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Esistere…
qual lieve segno,
tracciato sulla sabbia silenziosa.
Anonima presenza dell’essere!

Un gesto, un segno,
che vuole ricalcare,
replicare, l’irripetibile gestualità divina.

Una cosmogonia quasi…
esistere è
generare mondo,
desiderio e voluntas!
Che risolleva dalla misera miseria ,
che ci sottrae dall’oscuro oblio.

Sofferenza si!
Poiché inesausta gara
tra  finito  ed infinito,
illimitata, eterna,
antica lotta, tra uomini e Dei.

Ma come gli Dei,
il rosso  fuoco ci arde dentro,
con la sua  liberatoria forza
e la sua idea di libertà.

Amici poeti e artisti, tutti,
c’è sempre un nuovo
fuoco da accendere ,
poiché, veloce il nemico incalza,
per arrecare danno :

(L’ingiusto, il brutto, ci gira lieto, intorno)!

A noi ,l’ingrato, nobile compito
di svelare e rivelar bellezza ,
pur toccandoci di visitare
i più tetri abissi,
e le  miserie più inquietanti.

L’esistenza ?
Perenne, eterna, solenne,
nostalgica tensione
di volersi riappropriare
dell’originaria, vera Patria…  è il superar se stessi,
è donarsi al mondo… …

Quale grande segno!



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Profilo Autore: Hera  

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Che se  Dio vuole 
può avere mille volti

che la vita può essere
un filo così sottile 

che non si riesce a vedere 
che tutto può avere
un senso nel prossimo 

che nulla è così angosciante 
che la paura è solo un emozione 
che è giusto
non lasciarsi travolgere 

che è sterile
non parlare di se stessi 

che niente è per sempre 
che la bontà non è altro
che il mio modo

per attutire il senso di colpa 
che ci si sente migliori 
sentendo il divario con gli altri 
che non c'è pace
che non c'è guerra 

che mi sbatti in faccia
le mie fragilità

come una sentenza 
che l'anima trova il suo rifugio
dopo la catarsi 

che è cosi' soggettivo 
l'ideale d'amore 

che radio rock 
è la mia compagnia 

che mi sono accorto del Natale
quando ho visto quel posto 
dove la luce proietta
le ombre di ognuno 

che Dio esiste e vive a Bruxelles 
che le stagioni della vita 
variano di continuo 

che comunque in fondo
guerre stellari
non è poi così terribile 

che gli Arcade Fire
sono il gruppo che preferisco 

perchè mi ricordano di te 
che comunque
anche se non lo senti

trovi il modo per dirti 
sia giusto quello che hai fatto.
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Città
illuminata a festa.

Una sera come tante
fra cinema e teatro.

Un drink
in compagnia.

Una serata
fredda.

File di gente
sui marciapiedi.

Si dirigono allo stadio
per una partita importante.

Quando tutto crolla
con il suono di mitragliette.

Che rimbomba
per tutta la città.

Si conclude
la partita della vita.





Per non dimenticare....
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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                 Un dolce pensiero
                 infonde in me 
                 la tenera concreta certezza
                 che la vita
                 anche tra le lacrime
                 ha il suo sole
                 e se nel cadere
                 poggiano l'umido
                 nel fiore della speranza
                 allora ho capito
                 perche' bisogna vivere

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Profilo Autore: Eleonora  

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L’ alba bussava al tuo uscio,

e tu, in anticipo, eri pronta a partire.

L’afa, il gelo,

un malessere di donna o, a volte,

la vita che dentro te cresceva,

non potevano trattenerti.

Non c’era tempo per indugiare,

il dovere era più forte del dolore,

dell’ansia e della paura.

Raccoglievi i tuoi capelli,

rinfrescavi il viso,

svuotavi il vaso della notte,

le direttive alla figlia maggiore

e via…

La campagna ti aspettava, andavi,

i tuoi piedi scalzi ma dalla pianta dura,

lasciavano le orme sul terreno,

a volte freddo, a volte arido o scivoloso

e sovente, di tutto, sassi taglienti o pungenti spine,

rallentavano il tuo incedere.

Conoscevi ogni erba dei campi,

tu seminavi, piantavi, innaffiavi, raccoglievi.

Fasciavi la legna

e pronto il carico sulla nuca,

riprendevi la strada del ritorno.

Il tuo cammino era distratto dal fuso che,

tra le mani, filava la lana.

Andavi immersa nei tuoi profondi pensieri…

Il pane, l’acqua alla fontana, i panni al fiume,

gli animali, la casa e poi…

il dolce appuntamento con gli anziani

e il rispettoso ossequio per loro.

Essi ti aspettavano, apprezzavano

 la tua presenza, la  tua compagnia,

il tuo aiuto, le quattro parole da scambiare.

Ciò rigenerava in loro, il cuore e lo spirito e

ricchi di saggezza elargivano, in cambio, consigli

e proferivano detti proverbiali.

Tu li amavi e li curavi al punto da non negargli

 il calore del loro nido,

fino all’ultimo alito di vita.

Donna, tutto questo eri,

fin quando durava il giorno.

Poi si chiudevano gli usci;

uno sguardo fugace all’uomo

e il terrore d’incontrare l’ira nei suoi occhi,

presagio di un imminente sfogo su di te,

regalandoti segni evidenti per giorni;

un segno di croce,

si smorzava la debole luce del lume

e si auspicava l’arrivo del nuovo giorno.

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Fuggente pensier che ammiri

beltà, in lacrimato sospiro;

e immagini si mostrano

nel petto a ogni respiro.

Questa vita ingrata d’amore

in lunghi sentieri di nulla vissuta,

com’io in tutto questo sentir

come una nebbia m’avvolge

in quest’ultimo sogno d’Autunno.

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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Schioppa ‘n anno e sono qua

stravaccato sur sofà

a sentì le cose belle

che dispongono le stelle.

Nun che me ne importi gnente

resterò indifferente,

si er destino cagnerà

qui di certo passerà.

Nun perchè so fatalista,

solo un poco realista,

come possa er moto stellare,

il mio fato influenzare.

Che, per essere sincero,

 a ‘ste cose nun ce credo.

me compiaccio solo se

dice bene solo a me.

E comunque ‘sta vitaccia,

che mi piaccia o non mi piaccia

ho da viverla e perciò

me la tengo e riderò,

anche se se dimostrasse

la più brutta che ce fosse !

E perciò ringrazio Chi

me la diede un certo dì,

e se è brutta…beh, pazienza,

nun me metto in sofferenza !

Vorrà dir che reagirò

e miglior la renderò.

Voi vedè che ce riesco

se il suo senso ne conosco ?

Ecco allor che guarderò

dentro me e alfin saprò.
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Profilo Autore: Bronson  

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