Strofe di settenari ed endecasillabi canonici a maiore con schema rime replicate abCabC.
Or ora la bilancia
ha acceso il suo display
mostrando quelle cifre sconfortata;
le ho scorte oltre la pancia
bagnando gli occhi miei
mentre affondava in me la coltellata.
L’angoscia mi pervade
e col passo pesante
m’avvio fuori di casa in nuova fuga,
così la mente evade
grazie anche al confortante
cornetto e cappuccin di tartaruga¹!
Tazzone ben schiumoso,
cornetto traboccante
che la barista sa ben come fare:
ripeterlo non oso
ma lei seduta stante
di nutella e pistacchio ‘l fa scoppiare!
Domenica del resto
va pure festeggiata
e da ateo certo in chiesa non mi serro,
al bar io corro lesto
per cominciar giornata
e la mia colazione in gioia afferro.
Sulla via del ritorno
purtroppo già lo so
rimbomberanno in testa quelle voci
e poi per tutto il giorno
mesto la guarderò
quella bilancia: ognuno ha le sue croci.
¹: una tartaruga è il simbolo di quel bar dove sto andando ad affogare la delusione instillatami dalla impietosa bilancia. Prima o poi dovrò cambiare bilancia!
18/05/2025
mentre annega il mio sguardo
dal riverbero rattoppato dai miei anni
nella clessidra senza dolci radici.
Il mio canto senza alito ti ghermisce,
ti accarezza i ricordi senza abbaini,
e la linfa della tua chitarra compone
iridi d'inchiostro piangenti nel rimorso.
Spoglio chiudi gli occhi insieme a me, abbandonati al trasporto del cuore,
a ritroso i tuoi occhi incontreranno
le mie orme nelle tue parole d'amore.
Una lauda ingenua incatenata, danza,
sobbalza ancora nel buio il dubbio,
ne assimila la sua luce senza fame
e ne disperde le sue ceneri al vento.
È già sera sulle chiome delle colline,
ma ancora briciole d'alba senza di te
accozzo nei miei spazi di carta vuota,
pronti a bruciare d'amore, se lo vorrai.
Quell'attimo colsi,
e pensai fosse felicità;
ma la realtà mi ghermì
e mi accorsi che era sogno.
Dolce idea splendente...
che cozza con gli angoli
bui della mente, che anela
un'isola senza meta.
Pensieri sparsi, rivestiti
da una canizie ingravescente
apparsi d'improvviso e poi
scomparsi nella nebbia.
Come tramontana
che trasporta ricordi
e cerca di rendere terse
vecchie, offuscate, emozioni.
Insulso pollice in su
sul web sei tiramisu
ti ritrovi nei menù
non se ne puo’ più
pollice retto
pollice verso
pollice rotto
la grazia con un clic
un giudizio poco chic
l’amicizia con un clic
diventa arte da boutique
pollice retto
pollice verso
pollice rotto
sei spicciolo verdetto
esprimi poco affetto
sei frivolo dolcetto
ti lascio al gabinetto.
Limerick (o forse anti-limerick?) con versi esterni endecasillabi canonici (accenti tonici in 4ª, 6ª e 10ª) e versi interni settenari (accenti tonici in 4ª e 6ª) rimati in schema AAbbA come regola vuole.
Il cuore già sbuffando al primo verso
portando avanti un ritmo assai diverso
mi disse: «Avessi palle
la lacrimosa valle
lasciato avresti andando via disperso!»
17/05/2025
nessuno potrà mai bloccare
l'inarrestabile fluire degli eventi:
nulla riuscirà mai a fermare
il graffiante passaggio del mare sulla rena.
Ove l'acqua bacia la sabbia,
si consuma una breve storia d'amore:
in un breve attimo sulla rena nascono
riccioli di schiuma ricamata
che paiono teste d'angeli
con corpi bianchi, simili a cristalli;
che nell'altalenarsi del tempo,
cantano cori con le sirene nel mare.
Il mio augurio
di ricordare
non questo istante,
ma il tempo che è.
E' il tempo dei sogni,
il tempo più bello.
Fermalo..........
per non dover guardar dietro.
Ora..... specchiati........ e gioisci,
è il tempo da ricordare ,
da vivere.
Non permettere ai venti del tempo
di sciupare l'attimo che è.
Le rose sfioriranno
non il suo ricordo.
Ora ridi ed esulta....
e non pensare al domani
questo è il tuo tempo.
o forse son euforico più spesso,
talor vispo, talora cadaverico,
trascurabil però il tempo atmosferico.
S’è buono il vento, eccomi poetico
zuccheroso talor, talor acetico,
se sono allegro subito son comico
senz’aver alcun sintomo prodromico.
Se ispirazion poetica m’è lirica
presto mi giunge pur quella satirica
e senza abbisognar bacchetta magica
ché sempre detestai la forma tragica.
Amo saltabeccar di qua e di là
ché sempre stesso tema noia dà
e se l’ispirazion vien eroicomica
vo in cucina e la muto in gastronomica.
La culinaria è come poësia:
che non s’invecchi a tavola è magia
e poësia pur serba giovinezza,
ed hanno uguale d’onda la lunghezza.
Ma fa l’ispirazion spesso i capricci,
languono i testi o son raccogliticci,
e mentre sono triste e solitario
il tempo passa e scorre il calendario.
Si' bbella quanno ll'estate s'avvicina.
Si' bbella a vvierno, a pprimmavera.
Si' bbella, quann'è scuro e sse fa sera,
Si' bbella cu 'a pioggia, c' 'o viento
e qquann'o cielo ntronna e ss'allamenta.
Si' bbella quanno tramonta 'o sole.
Si' bbella pure quanno ncielo chiove.
Si' bbella pecché 'o Vesuvio cunforta;
ogni nnave ca trase 'int'ô puorto.
Quanno po' a Mmaggio te vieste 'e rose,
si' na pupatella cu 'o vestito 'e sposa.
Si' bbella pe cchi passa 'e pressa e ffuje;
ma penzannete...'e passione se struje.
Te chiamme Napule e si' ssempe bella:
si fusse n'astro, fusse 'a cchiù bbella stella.
Si' bbella quanno Pusilleco e Mmarechiaro,
se ntulettano cu ll'acqua verde d' 'o mare.
Si' bbella, sciasciona e assaje aggraziata:
si' bbella a vvierno e qquanno è estate.
Chi aggira tutt' 'o munno e ppo' te trova,
vene spisso nfin' 'a ccà pe te vedé.
Pecché nun ce sta n'ata città cchiù bbella;
ma bbella, bella, bella...bella comm'a tte.
."
Se mi fermo,
rimprovero il tempo e mi rammarico.
L’orologio della vita,
percorre la sua strada
con le sue lancette inclementi
senza mai andare a ritroso.
Se mi fermo,
gli specchi riflettono la mia immagine,
con le ferite del tempo
che solcano il mio viso
trasformate in rughe profonde.
Se mi fermo,
i pensieri corrono alle cose non fatte.
Ti prego non fermarmi








