Intorno la natura grida Vita!
Fiori, verde, cinguetii.
Sette anni fa una nuova vita ha arricchito la nostra;
Una vita dolce al punto da rubare carezze;
Bella da attirare ogni sguardo;
Forte e gentile che ottiene redendoti felice.
Vita è ciò che grida la natura in questa primavera;
Grazie è quello che sussurro pensando al tuo compleanno
Auguri mia piccola Ari.
In volo nella torre chioma bionda al vento
e il vento trasparente che avvolge il corpo
le gambe non servono nel cielo dell’alba
è Carnevale a Venezia e il drappo rosso
che fascia i fianchi, donna, è sensualità.
I due lati della medaglia, l’etereo
e il carnale nello stesso universo poetico
il nudo e la maternità con l’angelo amico
a mani giunte a pregare il suo dio
poi donna vestita d’oro nella dualità
perenne tra i versanti del paradosso
donna farfalla in cerca di fiaba
e che trova l’amore come in un lampo
d’eternità nel clown dal volto spento.
E’ la fantasia che tutto capovolge
il mare come cielo e il tempo mischiato
passato e presente nella stessa tela
e il futuro a indicare la via sicura
l’immaginazione al potere e la mente
che tutto collega e l’anima che l’ispira.
Le carte sul tavolo e quelle sul pavimento
i cavalli sullo sfondo, non c’è tormento
è tutto ricombinato dalla sfera
amica, in una irrealtà avvolgente.
Marionette guidate da mani senza paura
la donna contesa giudice che consola
lo sconfitto, qualcosa ci sarà stato
ma è già finito l’amore che tutto travolge.

slega la mente tepore dai gelidi pensieri,
nell’aria distendo il cuore
porgendoti la mano.
Non ho parole, il respiro mi tradisce,
devasta la malinconia,
tu sei lontana, indimenticabile sorella,
e io, più non sono.
Salgo veloce le scale, avanza di te il silenzio
innalzo lo sguardo, sorridi e mi parli
“Cerca la Pace, abito nella Luce,
dove tutto è gioia, e Grazia senza fine”.
Clamori lontani
giungono agli orecchi come leggeri rimbombi
chiara notte di stelle senza luna
illudete un anima muta
nel vostro luccichio continuo.
occhi velati vi guardano
seguendo
alcune scie lontane.
sepolto nel cuore il ritmico canto
battito di vita perpetuo.
non traspare emozione né preludi d'amore
ma solo cantici che neppure melodie antiche ricordano.i
il petto si solleva in un respiro appena accennato
e tutto torna silenzioso.
sospeso tra un soffio e un sospiro
e il velato sorriso di un amico
che resta al tuo fianco.
non si accucciano al fischio di un richiamo.
Come si fa ad imbrigliarti, Donna,
entro barlumi evocati dalle mani
che accendono i rossori della luna ?
Madre- sorella-figlia- amica- amante :
tanti riflessi affiorano la forza
di un solo faro, che tutti li contiene
senza riquadri al netto della tela.
Anima sola, testarda, complicata,
nutrice e femmina che intriga
e ti ingarbuglia, ma poi prepara, dolce,
l' alleanza dentro ad un grembo.
Acrobata dall'alto del trapezio,
dentro al profumo di un battito gigante
volteggi libertà, che fiera soffia
sui circhi logorroici del mondo.
Col cuore, che è presente anche
a distanza, la vita afferri:
polla sorgiva d'un eterno andare
che svolazza calore di orizzonti.
Un passo sempre avanti, Donna. Sempre.
Sei fluido che scorre dentro ai sassi,
tenace ramo che si piega a terra.
Della frana, deforme, porti i segni.
E non ti spezzi. Forte. Non ti spezzi.
so già di te e dei tuoi inganni, muta
è la lingua, gli anni trascorsi a cercarti
all’indirizzo sbagliato, capirò che amarti
non è stata una sorpresa, sei la stessa
di sempre, una variazione della farsa
in tre atti di vite in parallelo in mondi
contigui, bui gli angoli, grigi gli sfondi
i tondi e i quadrati della memoria perenne
e le parentesi aperte tra le pieghe di gonne
trasparenti. E ti dico, ora che sei caduta
del tempo che mi ha attraversato, della seta
che sei stata per un giorno e del resto
che non ho capito, se sono stato onesto
se non mi sono tradito, se nelle pieghe
del buio ho scorto la forza delle dighe
è perché ti avevo già vista in azione
così uguale alle altre, girata di spalle
a ordire trame dietro il riparo di folle
plaudenti. Qualcosa eppure è rimasto
un suono attutito, un'eco sottile al posto
della radiazione di fondo dell’anima
spenta. E se sei stata il passato del futuro
abortito sul nascere, il ricordo venturo
di ciò che non è successo, non crucciarti
leggimi, scrivimi e cercami tra le tue parti.

Pietre antiche
dove ogni angolo parla lingue diverse
dove piedi stanchi
hanno camminato trascinando vite
pietre che hanno visto volti
e respirato umanità
vecchie rimembranze di un passato
che a noi pesa
ma ci fa grandi
di ricordi senza età....
Roma caput mundi
La sola luce in questo buio pesto
che mi avvolge e mi circonda,
l'unico lumino che io accenda
in questa tremenda
selva oscura da cui vorrei fuggire al più presto
Il mio migliore sfogo,
e in questo mare in cui affogo
tu sei il mio salvagente,
mi culli amorevolmente,
come una madre
col suo piccolo in grembo,
come quando il tempo
si fa minaccioso di pioggia,
tu sei il mio rifugio,
l'imponente loggia
dove mi riparo
Tu sei il faro
che mi conduce alla salvezza,
allontani la mia morbosa fiacchezza
restituendomi vigore,
ti considero la compagna migliore,
nessuno sarà mai alla tua altezza
Mi fai battere il cuore
come un defibrillatore
Da sempre ti sei presa cura di me
Mi hai visto crescere, cadere e rialzarmi;
ed anche quando la vita sembra crudele mi tenevi per mano.
Ad una madre non puoi dire grazie, è una parola troppo piccola per tutto ciò che ella per te ha fatto e fa.
Ad una madre puoi solo dire ti voglio bene e te ne vorrò sempre
Due cuori che si sono ascoltati mai staranno l'uno lontano dall'altro.

Non più conforti nè fervore, mamma
Or trovo… Soltanto tormento !
V’è tetro in ogni mio stigio viandare…
E nuvolo dì, da l’alba, m’opprime!
Ah quante gemme, non brillan, d’allora…
Non posso non penar, d’attimi muti,
Non posso non sgorgar, stille scorate.
In un tempo diverso, altra letizia!
***
Dedicato a mia madre nel nono anniversario del suo addio terreno.
Alle spalle un gigante dormiente che ci ricorda quanto poco governiamo questo mondo
Di fronte un prato blu che accoglie qualche pescatore
Dietro di me dolci colline create di proposito per dare un senso alla parola panorama.
È un privilegio essere un tuo figlio
Grazie Napoli!







