Ti sento come nettare nella bocca,
leggera,
come la carezza che fa il vento di sera.
La tenue luce dell’aurora
ha il colore della tua pelle
ed i resti della brace del falò
copiano i colori dei tuoi capelli.
Hai il profumo del sottobosco in estate,
ma con l’aggiunta di un non so che d’esotico.
La gardenia e l’orchidea
hanno preso spunto da te
per la loro silhouette.
Il buon vino invecchia come te,
mentre,
il sussurro del mare dentro le conchiglie
imita la tua voce.
Nel deserto vedo i tuoi occhi
ed il tuo volto in ogni dove,
ma l’anima tua la porto sempre con me.
Le fragole sono i tuoi baci
ed il brandy la tua lingua.
Scaldi il cuore come il sole
ed in ricordo tuo, come vento gentile,
rasserena il cielo del mio spirito
dalle nuvole dei cattivi pensieri.
14 commenti
L'impronta sulla sabbia
ha lasciato il vento.
Ha visto tramonti
divenire albe
poesie
sciogliersi in parole
parole
tramutarsi in poesie
tramutarsi in poesie
poesie
incollarsi di carta .
incollarsi di carta .
E ridevi della nostra leggerezza.
Ora siamo
uno specchio di ricordi .
Frammenti spezzati.
Come me lasciali cadere
come fiore di vita
come fiore di vita
a far nascere letizie
con un raggio di sole.
Cifra tonda, nessun rimpianto
è il tempo che non puoi fermare
però sull’uscio del mio precipitare
nel vuoto, ci sono già i ricordi di te
e se guardo dal cielo quella scala
del primo bacio, ancora mi commuovo.
Perché se quando ti cerco e talora non ti trovo
e se quando mi dispero, tu torni la tela
su cui spalmare ogni colore di me,
perché al di là di ogni respiro del mare
e delle nebbie dissolte, scopro questo amare
senza resa. E la tua firma sul mio cuore: Anto.
Se dici ciò che sei
nessuno ti crederà mai.
Se mostri ciò che hai dentro
chi mai potrebbe capirti?
La tua pelle è bianca e sottile
e sembra quasi fatta della stessa materia dei sogni.
I tuoi occhi, della stessa sostanza dello spirito,
sono il tramonto al limitare della grande pianura.
Anche se non si vede,
sono convinto che dietro di te,
oltre al tuo profumo lasci anche una scia di frammenti,
i tuoi ricordi.
Rimane un brivido in chi ti tocca
ed un miracolo in chi ti bacia,
ma nessuno riesce a seguirti
nell'impervia via che hai scelto.
Bisogna essere fatti di etere
per starti accanto.
Per questo ti seguo da lontano, con lo sguardo
come si fa da migliaia di anni con le stelle.
Aspetto che tu passi ancora vicino a me
come la cometa di Halley,
perché magari stavolta avrò più coraggio
oppure sarò fatto della materia giusta
per seguirti e starti accanto.
Di Pietro avevi le chiavi
per aprirci il paradiso
quello degli onesti cittadini.
Ma nessuno che sia vivo
crede mai nel vero cielo.
Tu nascesti senza un vessillo.
Solo spiga tra le messi,
ma divenisti pane duro
per i denti dei perduti.
Rara forza fu la tua
nel scalare il monte Olimpo.
Nessun aiuto, nessun riparo,
vento e pioggia sempre in faccia.
Solo e sempre ,della mente, il tuo lavoro
ti condusse agli alti ranghi.
Animo di purezza estrema!
Chi ti ha compreso nel profondo
conoscendo il tuo valore
a milioni ne vorrebbe
di altri Te per tutto il mondo.
So che ti racconterà, la storia,
non certo quella dei potenti.
Quella giusta , quella vera
mai scritta dai cretini
che di un uomo immenso ricordano
solo: che sbagliava i congiuntivi.
per aprirci il paradiso
quello degli onesti cittadini.
Ma nessuno che sia vivo
crede mai nel vero cielo.
Tu nascesti senza un vessillo.
Solo spiga tra le messi,
ma divenisti pane duro
per i denti dei perduti.
Rara forza fu la tua
nel scalare il monte Olimpo.
Nessun aiuto, nessun riparo,
vento e pioggia sempre in faccia.
Solo e sempre ,della mente, il tuo lavoro
ti condusse agli alti ranghi.
Animo di purezza estrema!
Chi ti ha compreso nel profondo
conoscendo il tuo valore
a milioni ne vorrebbe
di altri Te per tutto il mondo.
So che ti racconterà, la storia,
non certo quella dei potenti.
Quella giusta , quella vera
mai scritta dai cretini
che di un uomo immenso ricordano
solo: che sbagliava i congiuntivi.
Anche se preziose le tue piume
ad una, ad una le vedrai cadere.
Verrà -stanne certo- l'infausto giorno
che il cielo guarderai da un freddo lido.
Incapace di altri voli, la tua forza
in te ripiegherai. L'anima -muta, sorda
e cieca- sulla riva di notturne onde poserai.
Io, che mai, ebbi ali da starti a fianco;
allora avrò vele a sfidare Maestrali.
Senza bussola sarò barca, remi e sarò timone.
Non per me avrò fatto il viaggio,
ma per mostrarti quelle cose
che raccolsi e conservai:
le tue piume, il tuo cielo, il tuo sorriso.
Forse saranno voli d'aliante
ma pur sempre volerai!
ad una, ad una le vedrai cadere.
Verrà -stanne certo- l'infausto giorno
che il cielo guarderai da un freddo lido.
Incapace di altri voli, la tua forza
in te ripiegherai. L'anima -muta, sorda
e cieca- sulla riva di notturne onde poserai.
Io, che mai, ebbi ali da starti a fianco;
allora avrò vele a sfidare Maestrali.
Senza bussola sarò barca, remi e sarò timone.
Non per me avrò fatto il viaggio,
ma per mostrarti quelle cose
che raccolsi e conservai:
le tue piume, il tuo cielo, il tuo sorriso.
Forse saranno voli d'aliante
ma pur sempre volerai!
Nei tuoi occhi felini si nasconde a stento
la tua voglia di libertà,
sorridi e a fatica trattieni la tua natura.
Sotto la pelle
la tua Anima inarrestabile guizza e scatta
fremendo nell’attesa
che tu la lasci andare verso luoghi a tutti ignoti.
Ti sento forte durante la mia attesa,
non ti vedo, ma so che ci sei;
sei tutt’intorno a Me.
Mi guardi
come farebbe un Predatore con la preda,
da immaginari anfratti di un’ipotetica foresta.
Ma Io no ti temo
e non ho paura dei tuoi artigli e delle tue zanne;
non mi farai del male,
ti avvicinerai,
mi annuserai,
farai qualche ruggito sommesso
e dopo esserti strofinata,
te ne andrai lasciandomi
in mezzo al Niente delle cose del Mondo,
inebetito ed estasiato
dal valore stesso dell’incontro.
Sei una Chimera,
e come tale puoi esistere in mille realtà,
compresa la mia, certo,
ma non in questa.
Sei un Sogno vivente,
che non muore quando nasce il giorno.
Un cristallo fragile e splendente
in un mondo duro e coriaceo
dove migliaia di specchi
rubano e deviano la tua luce verso altri lidi.
Sei un sogno morbido e delicato
in precario equilibrio sopra una scacchiera,
fai la parte del pedone,
ma potresti essere senza problemi
la regina del gioco,
ti manca solo la fiducia necessaria
per attraversare la scacchiera.
Un dolce fiore di campo
che è cresciuto tra i rottami
di un mondo freddo e senza sole,
però nonostante le avversità
che ti si pongono davanti
riesci a resistere e a dare un po’ di colore
a tutto ciò che ti circonda.
È meraviglioso vederti sorridere
e fissare i tuoi occhi fa nascere in me
uno splendido sorriso.
Vorrei poterti dare la gioia per sempre,
senza niente in cambio,
vorrei starti sempre vicino
senza darti alcun peso e senza deluderti mai,
viaggiando semplicemente verso il futuro.
Il bianco ed il nero sono due estremi
e dove si congiungono, lì esisti tu.
Chi ti ha donato quella figura esile,
ma allo stesso tempo tenace;
morbida ed indistruttibile;
languida e temprata?
La tua pelle ha il senso di un raggio di Luna
e le tue mani sono sogni che volano bassi verso questo Mondo
toccando solo i più meritevoli.
Dall’alto dei cieli più freddi,
come stelle di ghiaccio, eccoli: quelli sono i tuoi occhi
che chissà per quale assurdo pretesto
scaldano anche il cuore più duro.
I tuoi capelli corti sono un’onda
che di notte tocca la Terra;
tra di essi trova sollievo il mio Spirito
mentre ti stringo a me nell’immobilità di istanti
che nei miei ricordi sono eterni
come il tuo volto nella mia mente.
Sei un pezzo di cristallo splendente
in mezzo ai brutti rottami di una discarica.
Qualcosa di inconcepibile,
che spunta con grazia
dalle fredde e fitte trame della logica calcolatrice.
E di questo io mi beo e sorrido languido.
Stella tra gli angeli Assunta,
in anima e corpo,
frutto del tua opera.
Spettatrice sapiente del tuo cammino,
Senza una parola, materna ombra,
silente donna, ti segue e t’ammira.
Madre che in cuor serba
i tuoi mille pensieri,
vive nella tua libertà, respira la missione
che il Padre t’ha affidato.
La Parola Ella ascolta, riflette, medita,
di Te si nutre tra fede e amore,
ed elargisce in dono la tua essenza,
a quanti invocano aiuto.
Madre di un tesoro
che tutto per Se non tiene,
Donna di forti gesti,
Ella la prima salvata,
ti dona, quale farmaco efficace
contro i mali dello spirito.
Maria Donna forte nel servire,
Serva per amore,
Tu la sua forza, pur oggi,
che dall’alto ti guarda andare,
è la festa per te,
si prostra in preghiera,
queste le sue parole:
“Grandi cose ha fatto in me
l’Onnipotente”.
La scruti, gioco di sguardi,
intesa d’amore,
sicuro poi, per le strade
che portano al Padre, Tu vai.


Adoro i tuoi sorrisi saggi,
da dietro i tuoi occhiali da vista;
le tue frasi di circostanza sempre azzeccate,
mai fuori luogo.
Mi piace come prendi ogni cosa che la vita ti presenta,
non come qualcosa di dovuto, oppure di inaspettato;
ma semplicemente come un dono.
Sorridi in modo gentile e beffardo al mondo che ti circonda,
ma sempre senza rancore;
ed anche quando sei stanca,
resti sempre affamata di vita.
Il tuo aspetto è lo stesso, da sempre;
e la tua intima essenza è cangiante,
ma solo nelle sfumature:
perché piaci al tempo
ed esso ti carezza in modo delicatissimo.
Sei la cosa più vera che somigli ad una leggenda;
qualcosa di arcano e di fatato,
devi venire per forza dal mondo dei sogni,
altrimenti come spiegare tutto ciò?
Sei perfetta come sei:
sei la mia Fata-Strega.
Fratello mio, ti rivedo di nuovo
Qui, sul quel marciapiede
Ove mi salutasti ultima volta
Con gli occhi pieni di progetti vuoti
Di malizia e di pene,
Con l'anima volante, la voce rotta
D'emozione che raggiavi
E imitavi il sole,
Donando l'ultimo abbraccio fraterno.
Ed ora ci sei come allora
E non so che delirio
Felice mi riempie il cuore;
Non sei cambiato molto, il tuo sorriso
Mi rassicura sempre,
Le tue parole in cerca del consenso,
Il tuo rifugio tra le mie azioni.
Ti sostieni ancora
E chiedi ancora la mano.
Non ricordi però cosa dicesti
Qui, seduti su questo marciapiede;
Lo so, ne è passato già di tempo.
Ti vedo felice ora,
Hai trovato la giusta celestiale strada,
La soddisfazione
E mi ricordi il fantolino che eri
Quando scherzi di nuovo.
Hai seguito il mio aiuto: segui il cuore,
Viaggia oltre i vetri capziosi,
Oltre la terra adusta.
Seduto, sembra di tornare lì
Quand'eravamo bambini,
La stessa aria, la musica del mare,
Oltre i palazzi, i cuori che s'allumano.
Così mi lasci di nuovo, salendo
La scaletta di luce
D'una volta, e rifiuti la mia mano.
Qui, sul quel marciapiede
Ove mi salutasti ultima volta
Con gli occhi pieni di progetti vuoti
Di malizia e di pene,
Con l'anima volante, la voce rotta
D'emozione che raggiavi
E imitavi il sole,
Donando l'ultimo abbraccio fraterno.
Ed ora ci sei come allora
E non so che delirio
Felice mi riempie il cuore;
Non sei cambiato molto, il tuo sorriso
Mi rassicura sempre,
Le tue parole in cerca del consenso,
Il tuo rifugio tra le mie azioni.
Ti sostieni ancora
E chiedi ancora la mano.
Non ricordi però cosa dicesti
Qui, seduti su questo marciapiede;
Lo so, ne è passato già di tempo.
Ti vedo felice ora,
Hai trovato la giusta celestiale strada,
La soddisfazione
E mi ricordi il fantolino che eri
Quando scherzi di nuovo.
Hai seguito il mio aiuto: segui il cuore,
Viaggia oltre i vetri capziosi,
Oltre la terra adusta.
Seduto, sembra di tornare lì
Quand'eravamo bambini,
La stessa aria, la musica del mare,
Oltre i palazzi, i cuori che s'allumano.
Così mi lasci di nuovo, salendo
La scaletta di luce
D'una volta, e rifiuti la mia mano.
Perché no? L’eco del tuo nome
qualche secondo appena per la scelta
giusta, gennaio col suo rigido gelo
e quel sorriso che non conoscevo
ancora. Poi la tua voce perfetta
a scandire la giornata, il mattino
del nuovo anno e la notte
che richiama le ombre del passato.
Le foto a chiudere il cerchio
dello scambio di fiati, il primo stadio
del viaggio dentro di noi. Il quadrato
delle parole, di quelle interrotte
dal dolore e poi quelle di Aladino
cascate d’acqua benedetta.
L’incontro sul lago - il medio evo
è finito- la matematica nel cielo
dei versi, quel giorno ti ho accolta
candela spenta che diventa lume.
Io e Te,
involontariamente complementari
artisti che muovendosi creano giochi d’ombra,
sul sottile filo che divide la realtà dal sogno.
Siamo gli ipotetici estremi dello stesso lato;
increspature su uno specchio d’acqua,
telepati ciechi ed affamati di emozioni piacevoli.
Siamo fatti di languidi sospiri,
frasi arcaiche e profonde,
giochi di sguardi ed involontarie carezze.
Alimentati da desiderio e passione
creiamo turbini di stupore
quando proviamo a spiegare al resto del mondo
il nostro funzionamento,
con la nostra iper-logica,
che supera l’istinto predatorio in perfezione.
Ed i nostri motori emozionali ruggiscono
nello sforzo di muovere le sensazioni
sospese nell’abisso emozionale.
involontariamente complementari
artisti che muovendosi creano giochi d’ombra,
sul sottile filo che divide la realtà dal sogno.
Siamo gli ipotetici estremi dello stesso lato;
increspature su uno specchio d’acqua,
telepati ciechi ed affamati di emozioni piacevoli.
Siamo fatti di languidi sospiri,
frasi arcaiche e profonde,
giochi di sguardi ed involontarie carezze.
Alimentati da desiderio e passione
creiamo turbini di stupore
quando proviamo a spiegare al resto del mondo
il nostro funzionamento,
con la nostra iper-logica,
che supera l’istinto predatorio in perfezione.
Ed i nostri motori emozionali ruggiscono
nello sforzo di muovere le sensazioni
sospese nell’abisso emozionale.
Dio ti aveva dato bellezza
non tralasciando il vigore.
Intrepido, vincente
-sfrecciando al vento-
sogni aurei cullavi
nei fulgidi giorni.
Anche l'amore
volle starti vicino,
a nutrirsi di vento
e di fuoco, raccolto
sull'asfalto straziato.
La musica anch'essa
correva al tuo lato
Poi maliarda ti prese,
riempì ogni tuo spazio.
Il ritmo batteva
dall'orecchio al cuore
e dal cuore agli occhi.
Maledetti! Si fecero rapire.
Uno STOP non visto.
Alla tua luce fu dato tramonto.
non tralasciando il vigore.
Intrepido, vincente
-sfrecciando al vento-
sogni aurei cullavi
nei fulgidi giorni.
Anche l'amore
volle starti vicino,
a nutrirsi di vento
e di fuoco, raccolto
sull'asfalto straziato.
La musica anch'essa
correva al tuo lato
Poi maliarda ti prese,
riempì ogni tuo spazio.
Il ritmo batteva
dall'orecchio al cuore
e dal cuore agli occhi.
Maledetti! Si fecero rapire.
Uno STOP non visto.
Alla tua luce fu dato tramonto.




