Odore d'acque stagnanti
dove il piede affonda nel fango
schiena china al lavoro
su steli di riso nuovo.
cadono gocce di sudore come pioggia.
s'alza una voce a intonare un canto
e l'aria si riempie
risa per smorzare il lavoro
che stanca e si confonde
tra gli insetti che ronzano
sul mare a quadretti
dove perdere lo sguardo.
poi giunge la sera
e il rientro come pescatori dal mare
non vi e' riposo
e il dolore segna la schiena
ma un pezzo di pane e un sorriso

basta a risanare il cuore.
le notti chiuderanno gli occhi
su il domani
ricordi di vita antica da non annullare

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Verdeggianti colline compongono
lo sfondo in lontananza,
è ciò che contemplo
dalla mia stanza

Le nuvole in cielo
sembrano quasi voler mostrare
la propria baldanza,
sfidando un pallido Sole
che poco o nulla può
contro imponenti figure grigiastre

Il vento soffia impetuoso,
agitando i fiorenti alberi,
in trepidante attesa
della lucente primavera

La città sembra così distante,
come una madre indifferente
alle lagne di un poppante

Birre schiumanti mi attendono
nei festosi pub
di quest'allegra cittadina
a poche miglia dalla maestosa Londra
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Profilo Autore: LyricAle  

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Piaghe d’autore
esposte, inchiodate:
la chiarezza del cuore
non teme dolore
o l’offuscarsi del sole.
Pilato è confuso
il suo inferno è già acceso;
del Cristo deriso e senza parole
però, la gioia è feroce.
La battaglia suprema:
la sua conquista di fede
il suo programma d’amore.
Sul  telaio incrociato
nell’icona più vera,
di tremore e di spine,
 di membra straziate,
di mondi lontani e visioni mai state,
come bimbo che dorme  
     si è esposto il Cristo,  a regalo di Pace.
 

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Profilo Autore: Hera  

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Lento si posa sulle stanche nubi
lo sguardo tuo perso
sull'onda spumeggiante dell’azzurro mare,
mentre gli ultimi infuocati raggi riscaldano leggeri il tuo viso.

Lontano, sempre più, si spinge il tuo pensiero,
torna ai tuoi monti
e chi lo ascolta già si volta indietro
alla ricerca di un ricordo vero,
e lo rammenta ancora il gelsomino
quando di sera l’aria inebria piano
li dove il mare abbraccia l’appennino.

La mano piano sfiora il tuo sorriso
senti il sentire e chini piano il viso
lontano mai sarà cosi vicino,
e ombre quiete sussurrano al tuo orecchio
nel sole che balugina sul mare,
lontano mai sarà cosi vicino,
cuore nel cuore pensiero costante
mio lontano amore.

Vuota è la casa,
di un assordante silenzio riempita,
ricordo antico
così lontano e gia così vicino
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Icaro non ha le ali e vola nel cielo stellato

ha una macchia rossa sul cuore

morirà ascoltando la musica del creato

mentre sulla terra si danzerà nudi

e ci si spoglierà dal grigiore.

L’amore ha scelto, calore e colore

jazz è improvvisazione, i nodi

sono slegati e il collage è riuscito.

L’odalisca ha appena fatto l’amore

è a seno scoperto e l’amante è fuggito.



E’ blu il corpo di donna e senza vestiti

solo linee accennate e curve addolcite

il furore è altrove, fuori dall’uscio

le maschere osservano ma nulla dicono

del senso del tempo. Ci sono alghe bianche

alberi marini sul fondale, le ciocche

di capelli corvini sono nella mano

di un vecchio poeta. Il vento è un fruscio

tra colori pastello, ci saranno altre vite

in nuovi quadranti e visi indistinti.


Risultati immagini per icaro matisse


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Profilo Autore: mybackpages  

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Morire è solo un passaggio
oltre quella nuvola,
oltre il blu, oltre!

Morire è come volare.
Cosa dici...hai paura di volare?
Ma ci sono gli angeli a sostenerti
in questo viaggio non temere!

Io continuerò a parlare di te,
continuerò a pensarti ,
a sognarti, magari a sentirti.

Mancherai ...oh si mancherai cosi tanto.

Ma tu continua a sorridere
con quell'ingenua freschezza
di bimba dai capelli bianchi
senza ombra e tristezza.

Non cambierà niente
il nostro legame sarà una continuità
che non si spezza.
Tu sei li
io qui
a due passi dal cuore.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Il tuo labbro era di poche parole
ma giusto era il tuo cuore
nessuna scaglia lo copriva
sapevi di vento caldo d'africa
e leggera neve.
tra le tue mani callose

portavi il tuo animo greve
eppure senza mai un lamento
ritto era il cammino
con in tasca una manciata di sogni
e castagne secche.
eri dolce come un tramonto dorato
e la terra che amavi ti faceva da corona
come un re senza scorta e blasoni.
te ne sei andato
in silenzio sopra un letto sfatto
che ti ha costudito come un nido
e un gran vuoto hai lasciato dentro
ai miei occhi ormai più da bambina...

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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  Cosa sarebbe una dichiarazione
oltre le parole?
Un accordo inatteso,
una sinfonia d’effetto,
   un tocco d’oceano, un cuore teso.
Aromi tropicali
in cocktail frizzanti
 e sguardi enormi, importanti.
Poi, note alte in testa
e profumi contrastanti,
carnosi, esilaranti.
  Forse le simmetrie inedite dei fianchi
e mani emblematiche, sinuose,
 un’orchidea  tigrata
  e le sue note succose.
  Corallo femminile,
  il quarzo più virile,
   un vestito rosso
    follemente glamour
    e un cuore d'oro addosso.
     Un tocco ammiccante,
    corpi serpeggianti,
      e nessun limite a grandi sentimenti.

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Profilo Autore: Hera  

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Non ricordo se ti ho detto grazie,

perché da trentanni ogni giorno mi dico grazie,

si, e ad oggi ancora stanco non sono. Grazie




Continuerò a dir grazie anche per il resto

del tempo che ci verrà concesso restare insieme.




La freccia di cupìdo mi volea frega',

mi ci hanno messo 'na pezza, anzi due,

e resta' m'ha fatto, per te. 





I tre mesi passati, mi sa che sono stati tosti.

Eppur non hai fatto una piega a tener i posti,

perché mi sa che sei tosta. Grazie.




Ma ora non t'allargare c'è ancora da lavorare

 se il contratto vuoi rispettare.




Mai avrei pensato si tanta grazia,

ancora non ci credo d'esserlo stato,

così tanto fortunato. Grazie



Ma che vuoi che sia, il gratta e tanto non vinci 

pura fantasia, nulla al cospetto

del premio di sua maestà: l'amore.




Ora ricordo, non ti ho detto un bel grazie,

ma non ti preoccupare, ora che il cuore è a posto

non credo mi farà fare lo struzzo. Grazie
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Intanto l’ora fu dolce,
di magnifica eccitazione intellettuale;
un turbamento indefinibile,
un sentimento duplice.
Non una o due,
ma altre simultaneità
interessarono il cuore.
Fu un click,
una dose  inebriante,
 gocce di brillantezza ,
 tocchi  setosi,
giorni  vissuti,
grappoli succosi!

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Profilo Autore: Hera  

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Il falso è d’autore e il vero è di uno sconosciuto

i girasoli guardano al tramonto e i mangiatori

di patate sono al verde. C’è la fatica nei campi

di grano e il turbinio delle onde nel cielo notturno

la casa è gialla e identica è la stanza nel giorno

del litigio. Le stelle si specchiano nell’acqua, lampi

di bellezza eterna, i tavoli dei caffè sono fuori

nella notte di Parigi, nulla però è sopravvissuto.



La luce è tutto, ora sospesa, spesso abbagliante

è l’anima che si specchia nella natura e la guarda

nel profondo. Gli innamorati si tengono per mano

ma sono lo sfondo, l’amore non è centro del mondo

è uno schizzo rubato al tempo. C’è un perché e un quando

è l’istante a stampare la scena, chi è folle e chi è sano

la quotidianità può essere genio, se s’attarda

se aspetta che il sole sorga e che sia potente la lente.



Molti non capiscono, perché non è ancora il momento

o perché c’è uno schema da rispettare. I canoni

della bellezza e quelli del denaro, tutte sciocchezze

che diventano pregiudizio. Quando cambia la scena

è tutto più chiaro, il motore non è in folle e la catena

è spezzata. Non c’è una data scritta tra le brezze

dell’esistenza, le foglie volteggiano e i costoni

delle montagne restano. Tutto il resto è talento.
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Profilo Autore: mybackpages  

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All'affacciarsi ancora incerto
della nascente primavera,
nella promessa dello sbocciare
di una nuova fresca poesia
tu, fragile fiore di Marzo
dentro il seme del dolore
ma nella fertile terra dell'estro
tu, fragile fiore di Marzo
a caccia del sole fulgente
un lampo d'oro tra le ombre
della tua mente...
Liriche come petali di carta
o, talvolta, steli spinati di rosa
perchè l'arte è splendore immenso
ma anche totale buio, grido...
Fragile fiore di Marzo
in balìa del vento ancora pungente
eppure non appassirai
le parole dei poeti non invecchiano
e mai possono morire
possono solo addormentarsi
nello scuro sottosuolo
per resistere all'inverno
e poi rinascere sempre
teneri, fragili fiori di Marzo
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Profilo Autore: Sabyr  

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Stanotte, sciogliti nella mia anima. 
Accòccolati in me, chè
tutto il resto non mi svegli, 
abitami, ora o per sempre.

Respira dentro al mio respiro,
ammansiscimi  le rabbie e
disperdi questi pensieri furibondi,
che siano carta d'aquilone 
nell'abbraccio del vento.

Regalami riposo, una tregua,
intiepidisci il freddo,
snoda quest’angoscia.

 
Cerco carezza per le mie ombre,
lasciale impallidire.


Accoglimi!... Rinchiudimi in te!...

Dormi con me e imprigionami
stringimi forte e resta con me...

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Profilo Autore: Giò  

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Di lui vivere
in ogni istante vorrei
del mio tempo
l’aria che respiro
innaffi la luce del cuore

scaldi anche il gelo
che spegne il calore
mentre spigoloso
appare il soffio del vento.

Solitudine
sguardo triste sofferenza
assenza

fra luci che più non s'accendono
il tempo si è trasformato

giorni sono divenuti millenni
anni secoli
e i millenni ancora giorni.

Presenza infinita
ti percepisco
il tempo non diminuisce l'amore
e il dolore si fa sempre più preghiera.
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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

Questo autore ha pubblicato 106 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La primavera iniziava a vestire la natura

Le prime gemme, i primi fiori coloravano i giardini …

L’aria frizzante accarezzava il viso,

la natura rinasceva a nuova vita dopo il riposo dell’inverno,

quella vita che invece tu stavi abbandonando

Seguì l’estate, il sole scaldava la pelle

i giorni scorrevano pigri, nella calura appiccicosa

viva la mancanza di qualcosa, il mondo pareva diverso

vuoto, silenzioso sebbene risate di bambini si udivano nel vento …

L’orologio batteva le ore velocemente

le foglie ingiallivano, nubi solcavano il cielo

l’aria rinfrescava sempre più

la stagione del sole si apprestava al riposo

lasciando il trono al dolce autunno

L’autunno coi suoi colori rossastri, ramati

profumo di mosto per le colline tue amate

dove ora riposi, dove tornare volevi,

ma non così non in questo modo ….

Ed ecco l’inverno, avvolgeva di freddo il tutto

un freddo che sentivo dentro nelle ossa e nel cuore

Come è ingannevole il tempo,

il ciclo delle stagioni è perpetuo, la primavera sta tornando,

esattamente un anno dopo ….

Il primo anno senza te, senza i tuoi occhi da guardare,

le tue mani da accarezzare ed il tuo sorriso bello da far male,

proseguo la mia vita grazie al tuo amore, al nostro amore

che vive tutte le stagioni ed oltre ...

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Dedico questa poesia al mio amato Enrico che è volato in cielo un anno fa .... Ti amo !!!!







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Profilo Autore: Cristina Biga  

Questo autore ha pubblicato 504 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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