Erano tornati tutti laceri ed eguali
l’operaio, l’industriale e lo strozzino
la terra aveva tremato, i sopravvissuti
avevano fame e non c’erano coperte
per il freddo, l’Italia era un paese rurale
e la grande guerra era appena iniziata. Il male
aveva varcato il confine, ma c’erano vette
ancora da superare, non c’erano aiuti
per tutti, la morte era l’aguzzino
che t’aspetti bussi alla porta dei cieli.
Mangia le tue cambiali, ingozzati con esse
la pietà era morta e la nebbia di polvere
era una cappa opprimente. I cavalli sfiniti
gli uomini con la divisa avevano le mani
piagate dallo scavare, le pietre erano cumuli
dirette verso il cielo intristito. I cavoli
per cena, non solo a merenda, c’erano umani
che inseguivano sussurri di vita tra i relitti.
Ignazio cercava la madre e pensava di avere
il destino segnato. Già si scavavano fosse.
Altri ridevano pensando agli affari di domani
è la vita degli sciacalli, non c’è niente
da fare, Fontamara era di là da venire, teneva
tutto a mente per denunciare ogni abuso.
Trovò la madre che non respirava, il fuso
orario della vita si era appena chiuso
in quella terra dolente. Sembrò tutto confuso
poi, però, fu chiaro come il sole. Splendeva
l’alba e le acque erano chiare, la lente
era puntata sull’infinito, erano nude le mani.
l’operaio, l’industriale e lo strozzino
la terra aveva tremato, i sopravvissuti
avevano fame e non c’erano coperte
per il freddo, l’Italia era un paese rurale
e la grande guerra era appena iniziata. Il male
aveva varcato il confine, ma c’erano vette
ancora da superare, non c’erano aiuti
per tutti, la morte era l’aguzzino
che t’aspetti bussi alla porta dei cieli.
Mangia le tue cambiali, ingozzati con esse
la pietà era morta e la nebbia di polvere
era una cappa opprimente. I cavalli sfiniti
gli uomini con la divisa avevano le mani
piagate dallo scavare, le pietre erano cumuli
dirette verso il cielo intristito. I cavoli
per cena, non solo a merenda, c’erano umani
che inseguivano sussurri di vita tra i relitti.
Ignazio cercava la madre e pensava di avere
il destino segnato. Già si scavavano fosse.
Altri ridevano pensando agli affari di domani
è la vita degli sciacalli, non c’è niente
da fare, Fontamara era di là da venire, teneva
tutto a mente per denunciare ogni abuso.
Trovò la madre che non respirava, il fuso
orario della vita si era appena chiuso
in quella terra dolente. Sembrò tutto confuso
poi, però, fu chiaro come il sole. Splendeva
l’alba e le acque erano chiare, la lente
era puntata sull’infinito, erano nude le mani.
3 commenti
Per discordia di moti, e forze tumultuose,
nel rombo, e nel sibilo,
la terra ebbe rovina.
la terra ebbe rovina.
Rumori mai uditi esplosero,
i ponti e le torri s’immersero
i ponti e le torri s’immersero
nel trasfondersi impetuoso
di un tremito improvviso.
di un tremito improvviso.
Nel roteare e nel tumulto,
ogni suolo fu sottratto ai piedi
ogni suolo fu sottratto ai piedi
ed ogni volontà si spense.
Eppur …la sera,
le città avevano affidato
le preghiere al Tempio!
Eppur …la sera,
le città avevano affidato
le preghiere al Tempio!
Nel brivido più freddo furon colte,
e in severa stanchezza stese al suolo
dissolte, in rovina e confusione.
Allora si comprese il coro tragico
di voci crollate nel baratro,
scomparse, inghiottite, senza lasciar traccia.
scomparse, inghiottite, senza lasciar traccia.
Ora, la Grande Madre, guarda
la sventura dei suoi tremanti figli.
Cerca di intuire e trovar per la tragedia
nuove travi e nuovi scudi.
Affannata è la ricerca per le vie ricurve
di nervi esasperati dall’indomabile agonia;
Dal calare lento, della luce
che colora il sangue, che non smette.
Scosse sono ancora le radici, resistenti e robustissime;
Scosse sono ancora le radici, resistenti e robustissime;
gli attimi son diventati ore
per ritrovare forme vive e nuova volontà...
..il desiderio di un avvenire più gagliardo!
..il desiderio di un avvenire più gagliardo!

E' nel crepuscolo della vita
in momenti di nemesi del pensiero
quando tutto diviene orizzonte d'ombra
nella stasi del tempo che confonde stagioni
e non annuncia ritorni di primavere
né di domani forieri d'alternanza
nel donare e nel ricevere sementi
in rigoglio di fioriture e fruttificazioni
che regalino profumi e sapori
a mitigare matasse di dolore.
E' in questo tuo tempo dell'io smarrito
che ti prendo amorevolmente per mano
mio simulacro di dolorosa assenza
che ai ricordi toglie spazio ed orientamento.
La tua mano nella mia
[anche se sono io a sostenerti adesso]
è musica appesa al cielo
che m'avvolge nella sua melodia
e sempre mi contiene
nel nido del tuo cuore.
L’esordio del mondo…
…pensiero dolente!
Nessuno osa dirlo, nessuno risponde
del peso delle pietre, del fluido dell’acqua,
del calore della fiamma.
Il Nulla e dal nulla?
Immensa paura nel pensiero dei mortali,
tesoro che non si fà scoprire,
oscuro vuoto, e seme perenne.
Nessuno sguardo riesce mai a tovarlo
eppure esso è, insieme alle cose
che riempiono i suoi spazi sacri,
e in cui tutto può passare
respirare vivere… cambiare.
Dove potrebbero mai ritirasi le onde e i pesci,
dove potremmo mai spostarci
se non nel vuoto, che l’aria riempie,
che è nei corpi e insieme a noi?
se non nel vuoto, che l’aria riempie,
che è nei corpi e insieme a noi?
…Benché ancora si voglia spender tempo,
bisogna ammetter solo,
del suo spazio indicibile ,nascosto fra le fronde,
negli oscuri nascondigli
dove ogni cosa agisce sopra l’altra
creando l’esile causa del vitale esordio.
Luce dona luce, acqua dona acqua,
frutto dona frutto.
Il lancio stesso scorre, nell'incessante divenire
dei lucidi astri…e la musica è soave:
...il vuoto è come l’amore quando nasce!
opera di: Lucio Fontana titolo: il vuoto attraversa la tela.

opera di: Lucio Fontana titolo: il vuoto attraversa la tela.

Tu sei come la primavera,
tutti ti accolgono con impazienza
dopo una lunga attesa provocata dal gelido inverno
Tu sei come il Sole che appare dopo un temporale,
splendente e luccicante all'orizzonte,
che si fa largo tra le cupe nuvole
Tu sei come la pioggia
che allontana la siccità e ristabilisce la vita
Tu sei come un fedele cagnolino
che scodinzola contento all'arrivo del padrone,
stanco da una lunga e impegnativa giornata
Tu sei come luce nelle tenebre,
restituisci la felicità nei momenti più bui
tutti ti accolgono con impazienza
dopo una lunga attesa provocata dal gelido inverno
Tu sei come il Sole che appare dopo un temporale,
splendente e luccicante all'orizzonte,
che si fa largo tra le cupe nuvole
Tu sei come la pioggia
che allontana la siccità e ristabilisce la vita
Tu sei come un fedele cagnolino
che scodinzola contento all'arrivo del padrone,
stanco da una lunga e impegnativa giornata
Tu sei come luce nelle tenebre,
restituisci la felicità nei momenti più bui
V’erano ancora azioni da compiere nel mondo:
conquiste da perseguire, sogni da svelare,
destini da salvare, enigmi da tentare.
Lui… dall’imprevedibile incontro,
figura di leggende, a interrogar misteri;
d’ispirazione fulminea, acuta,
aveva trovato la ragione eroica del vivere!
Così il suo naviglio d’oro
urtò nello scoglio a me vicino;
urtò nello scoglio a me vicino;
lo colsi nell’opera grande, e d’allegria forte……
Un sogno confuso,certo!
Ma, fù vero l’incontro.
Ma, fù vero l’incontro.
Il suono metallico del giorno,
attraversò la trasparenza del silenzio.
attraversò la trasparenza del silenzio.
Si spostarono le palpebre,
e fù di bontà dolce l'approdo,
nella più estrema comprensione.
Si smarrirono i luoghi,
la misura del tempo cambiò.
Fù, come l’ispirazione fulminea
che fa nascere poi, l’opera eterna.
La voce ferma e calda del suo lume interiore,
fù bisogno segreto di presentarsi
e confidare della sua fine giovinezza.
La sua entrata, bella e preziosa:
… si chinò ,a raccogliere le rose
che mie erano cadute!


Per lei scrivo rime molto gentili,
dolci e sottili,
per lei voglio rime leggere come la brezza
che sfiora il mare con tanta finezza,
rime sonanti come le sue urla
e rime scherzose come ogni sua burla,
rime taglienti come lame affilate,
rispecchianti la sua rabbia in certe grigie giornate,
rime pazze come le sue improvvise sfuriate,
rime allegre come i momenti passati insieme,
per lei che è saldamente forte
come una pianta che cresce robusta dal suo seme,
rime calde come le sere d'estate,
felici e spensierate.
dolci e sottili,
per lei voglio rime leggere come la brezza
che sfiora il mare con tanta finezza,
rime sonanti come le sue urla
e rime scherzose come ogni sua burla,
rime taglienti come lame affilate,
rispecchianti la sua rabbia in certe grigie giornate,
rime pazze come le sue improvvise sfuriate,
rime allegre come i momenti passati insieme,
per lei che è saldamente forte
come una pianta che cresce robusta dal suo seme,
rime calde come le sere d'estate,
felici e spensierate.
Tra nuove rovine, ed eterni ruderi
ogni giorno amo la mia terra,
la sua dura corteccia e le
sue braccia materne.
Le radici di pace dell’ulivo,
forti, nel segreto della terra
e l'esiliato mare.
Vie, fatte di legno e di carbone
vasi rotti e pianti infranti.
Echi remoti, e impervia pace...
Ahi! L’eterna decisione dell’andare!
Che se non fosse per il suo colore,
che verde ardente emana,
e le mille farfalle appese al sole,
il suo profumo d’abbandono,
terra di gioia e di miseria...
...se non fosse!
Se non fosse...
...se non fosse!
Se non fosse...
...Morente, incantevole prodigio che ci assale
per scioglierne le lacrime.


Della pena dell’uomo scrivevi ,
ed era bel tempo!
Ti faceva male
l’indomabile precarietà,
lo scorrere veloce di ogni punto fermo.
Dolce e stanco dicevi,
che il tuo orto era perduto.
Mi chiamavi obliata isola,
tu, custode taciturno
di dolore e solitudine...
... erano sfinite le tue onde!
…L’ebbrezza del dolore
ti riconduceva a mattinate di ardua gloria
dove i nostri destini s’incontravano.
Ricordi?
Ricordi?
La morte?
Sarai tu, dicesti,
ad annunciarmi al cuore dei poeti.
E sentì bene, io, il tuo squillo,
ma domandai tempo,
presi troppo tempo!
TUtto ora è compiuto,
l’ angoscia, la colpa,
il tuo silenzio…
la mia anima che vegeta nello stordimento:
il bene che ho perduto!
Prego gli angeli, tutti,
affinchè preparino ghirlande profumate
sulla luce della tua nuova strada…
…Perdona la mia assenza!
La Morte di Marat
auotre: David
opera he dedico al grande Adraino Trestini....ciao Adriano!

La Morte di Marat
auotre: David
opera he dedico al grande Adraino Trestini....ciao Adriano!

Seduta
guardo lassù
guardo lassù
forse ti vedo
accanto ad una stella.
Ti sei arreso
e sei in viaggio
una piccola lacrima
bagna la terra.
Poi appari
sull'erba delle tue montagne
chiuso nelle virgole di ogni tuo verso .
Ricorderai
i rumori dell’ Estate
i tramonti
la pioggia
il tempo e
le nostre risate.
il tempo e
le nostre risate.
Mentre vai
muto è il paesaggio
muti sono i pensieri
dove dormono le nuvole.
Oggi pieno di te
è il silenzio del cielo.
Ciao Adriano
Ti rivedo
ed hai il viso scolpito
e silenzioso.
e silenzioso.
Un frammento d’alba
tramontato.
Sei voce del mare.
E come il mare mi accogli e
mi allontani.
Tu sei
come quella schiuma
che scandaglia e da ristoro
ai fondali grigi
della mia vita.
Manchi .....
Tu sei
come quella schiuma
che scandaglia e da ristoro
ai fondali grigi
della mia vita.
Manchi .....

BUONGIORNO AGOSTO!
L’alba di un nuovo mese
oggi luminosa promessa
di un tempo che passa ma torna.
La solitudine perde il pungiglione,
la tela acquista nuovi colori
al gusto fruttato d’estate,
nuove fragranze sapore di orti.
Buongiorno Agosto!
Abbracci d’argento e oro
sulla cresta del mare,
alita la brezza e a volte incalza,
i gabbiani in volo planano piano
e le calde onde regalano gocce,
graditi spruzzi alle giocose
e libere anime.
Buongiorno Agosto!
Ritorno d’amici tra accese serate
la luna dea bianca rigenera
le membra,
le arse guance dal sole rovente
e freschi i respiri sotto un tetto di stelle.
Incalza la Festa,
una lacrima s’incaglia tra le ciglia
e forte brucia,
gli occhi serrati abbracciano l’amore,
anche nei tuoi persi nel tempo.
Buongiorno Agosto!
Il mio saluto per Te.


Un lenzuolo nero
a tratti pugnalato dai fulmini
cosi te ne sei andata.
Dopo tanta sofferenza
la malattia ti ha devastata
ti ha distrutta.
Una Donna...
Una lavoratrice...
Una mamma...
Una suocera
che mi ha fatto
da seconda mamma.
Una nonna adorabile
i nipoti che tanto amavi
adesso piangono lacrime amare.
Lacrime di disperazione
perchè non ti vedranno più
sarà difficile senza la loro nonnina.
Adesso sei un angelo
insieme a tutti gli altri
non ti dimenticherò mai
ciao Angela.
a tratti pugnalato dai fulmini
cosi te ne sei andata.
Dopo tanta sofferenza
la malattia ti ha devastata
ti ha distrutta.
Una Donna...
Una lavoratrice...
Una mamma...
Una suocera
che mi ha fatto
da seconda mamma.
Una nonna adorabile
i nipoti che tanto amavi
adesso piangono lacrime amare.
Lacrime di disperazione
perchè non ti vedranno più
sarà difficile senza la loro nonnina.
Adesso sei un angelo
insieme a tutti gli altri
non ti dimenticherò mai
ciao Angela.







