Un mare calmo che s’agita con un alito di vento,
ecco, questo son io in questo momento.
Sentir notizie disastrose in ogni occasione,
fa di me una carica esplosiva che se la tocchi esplode.
Nel turbine d’un periodo sì lungo e deprimente,
mi son trovato recluso come anche tanta altra gente,
la quale rassegnata a questa vita tra quattro mura chiusa
inizia ad imprecar con frasi che da tempo ormai non usa.
Dai colpa alla pandemia, dai colpa a politici stolti,
fatto è che sia l’un che l’altri la libertà e l’ottimismo ci han tolti.
Crediamo in Dio, questo è ciò che ci consola,
la nostra vita grama senza rivincita rimane sola sola,
ma grazie al Creator, sempre dalla nostra parte,
siam paghi d’ogni consolazione e protezione ad arte.
Or che finisce quest’emergenza maledetta,
mi sento di dover dir, ma non così in fretta,
che piano piano, a breve i vaccinati,
non conoscendo le orme di questa via che ci ha lacerati,
dovranno ripensar, come le cavie fanno,
sarà una vittoria per tutti, o solo un danno?assoluta regina la margherita
niente spazio per altre piante.
Poi c'è lei, l'ortica
che nasce ovunque e trova sempre morte,
toccala e lei ti attacca,
loro vogliono farla fuori.
Nessuno la vuole,
ci tenta qualche vecchio nel suo infuso
ma passan due sorsi ed è già deluso.
Questa è la storia di una pianta,
la pianta uccisa ingiustamente,
pianta martire diventa santa,
rinasce ignara muore per niente,
raccontar la storia quanto duole.
Non è vivere l'immobilità,
ed è un lento morire
star fermi li,
come bambole rotte.
Con un filo di respiro
così che nessuno senta,
nessuno veda..
E la nostra assenza sia più invisibile
del nulla.
Non e vivere restare immoti
spettatori,
col tempo che ci sfugge tra le dita
e niente di noi resta
a dichiarare la nostra esistenza.
Questa paura di vivere,
questo terrore, come un feroce male
ci rende inutili.
Mentre fuori il mondo ci aspetta
e getta ponti ai nostri piedi.
Basterebbe un passo,per iniziare,
un solo coraggioso passo
verso la vita.
come il mio sangue.
Pulsa prigioniero
in un corpo affamato
dai tanti perché,
in un tempo senza risposte
perché risposta non c’è.
E si frantuma anche il ricordo
d’un tempo che forse ho vissuto,
o forse è una storia
che non voglio scordare.
Mentre continua a scorrere il sangue
come un fiume che cerca la foce,
la mia tremula voce scompare
da un tempo che non voglio abitare.
Nel bugigattolo ottuso
con altera destrezza defluisce
in crescente disfacimento
un millantato pensiero.
E' disadorno fregio
d'un caparbio giullare.
in asettici momenti
d'inopportuna esaltazione.
Semina
tortuosi e infantili esempi
d' inesorabili fallimenti
trasmutandoli in successi.
Nel progredir d'esordio
il profano palesa
audacia promiscua
in rilevanti eccessi.
Il vento ti accarezza il cuore
ma a volte puo' fare male
è un soffio in una mano
che non riesci a controllare
e le parole fa dissolvere nell'aria.
Il vento dentro l'anima
il cielo chiuso in una stanza
un ombra che ti avvolge
tra tanta indifferenza
e non importa stare male
sei solamente leggerezza
facile da trasportare
difficile da sopportare.
Il vento cancella tutto
anche le cose belle
e fa dimenticare
non sei mai esistito
sei una vita mai vissuta.
al parcheggio selvaggio fa ammonimento,
lo vedi lì tutto solo solingo,
se non ci fosse con il parcheggio sarebbe bingo.
Giallo è spesso il suo colore,
quando lo vedi è un colpo al cuore,
già immagini sistemata la tua autovettura,
ma vedendolo ti accorgi della fregatura.
Per avere il nome di un dolce è un pò amaro,
e a dispensar soluzioni è molto avaro,
alla fine però provi un certo affetto,
per quel panettone sol soletto.
Lui è li attento alla mala gente,
che crede di esser più intelligente,
impassibile vieta agli automobilisti coglioni,
di ostacolare il passaggio ai poveri pedoni.
Tuttavia nessun riconoscimento riesce ad avere,
seppur sempre lì immobile a far il suo dovere,
Se potesse parlare avrebbe forse tanti sogni,
primo tra tutti che almeno i cani non gli facciano su i bisogni.
Domenica andremo sul lago Maggiore,
della settimana allevieremo un po' l'ardore,
Stresa è una bella cittadina,
partiremo presto la mattina.
I bambini sono contenti dell'idea mia,
prima un giro in barca e poi in funivia,
il lago ha un fascino particolare,
ci torno spesso quando mi voglio rilassare.
Scarpe comode e a camminare dedizione,
oggi saliremo in cima al Mottarone,
prima però l'ultima passeggiata,
e poi con la cabinovia inizieremo la scalata.
Tutti a bordo saliamo finalmente,
con noi c'è tanta altra gente,
appaiono tutti sereni e divertiti,
fanno selfie per nulla intimoriti.
La cabina il suo percorso ha già iniziato,
il panorama è davvero mozzafiato,
ad un certo punto un rumore non ben identificato,
son tranquillo qui sarà tutto certificato.
No aspetta, questo non faceva parte del programma,
stringiti forte ora tra me e la mamma!

Immagini fluenti ad incantar lo sguardo,
minuzie a voluminizzar ambienti,
arte fiabesca a spennellar con gran lievezza.
Naif di prati valli e monti,
paesaggi in candido tepore,
fiori dai profumi sopraffini,
e giganti girasoli..
Naif ad arte stilizzata,
semplice stesura eppur amata.
Fiabe e fantasia in allegria,
angoli sereni e disinvolti,
un sogno ed un altro a girotondo
mentre la tela di beltà s'ammanta.
Adele Vincenti
15 Maggio 2021
Invisibile tra tanti
mille foto mille volti
ma mai il tuo,
eppure sei lì con loro
ridi scherzi, parli.
Ma per uno strano
Incomprensibile motivo
in quelle foto tu non ci sei.
Come in uno di quei film
d'avanguardia,
tu sei lì ma non esisti,
e ogni ricordo di te diventa
evanescente, impalpabile.
Tra sorrisi e abbracci
Tu sai che c'eri
ma nessuno ti ha ricordata.
The end.
dopo amori sbagliati,
ma tu, piccola creatura,
tortorella caduta ai miei piedi,
sarai un amore diverso.
Amare ed aiutare
esseri viventi in difficoltà,
sarà un percorso
nuovo ed irto di ostacoli,
ma per chi crede,
tutto il creato è importante,
unico...
Che fai, nuvola sola?
Te ne stai lì in mezzo al blu
Come una triste bagnarola
Nelle acque di lassù
Come un' isola sul mare
Senza un arcipelago
E sei sempre impassibile al vento
Non sei stanca dell'eco del cielo?
Di questo sole che si muove così lento
In questo inverno pien di gelo
Degli alianti che ti passano accanto
E degli uccelli, che a vedere
Dalla mia finestra
Aperta ad areare
Sembrano così vicini
Ma anche così lontani
Troppo rapidi per fargli una foto
E ora, da che sembravi grande
Muori sopra queste lande
Gonfia e pronta ad espanderti
sembravi voler conquistare il cielo
Ma ora comincio a perderti
Ti dissolvi, pezzi di te se ne vanno
Perché in fondo sei solo aria
Vapore di acqua bianca
Pallida, languida e stanca
Una mortale materia
Sembri cotone o lana di pecora
Ma non sei così solida
Ecco, sei sottile sempre più
Tra poco te ne andrai
Nel ricordo del sempre
Dissolta in aria che io respirerò
Permea nei giorni che dimenticherò
Addio, nuvola. Mi mancherai
di poveri, ricchi, servi e padroni,
spesso si compra in formato convenienza,
per timore di rimanere all'improvviso senza.
Ha due o più veli di morbidezza,
evitare lo spreco è indice di saggezza,
giorno dopo giorno arriva a conclusione,
e occorre monitorarlo per evitare qualsivoglia imprecazione.
Ovviamente non entro nel merito della funzione,
non sarebbe indice di buona educazione,
ma un monito a tutti lo voglio fare,
è che la carta non si deve sprecare.
Un rotolo è come un conto corrente,
se finisce dovrai chiedere aiuto ad altra gente,
quindi mi raccomando: l'attenzione mai si perda,
per evitare di ritrovarsi nella merda.
ti gioco a scacchi
in una imperiosa sfida d’amore.
Il tuo sguardo costringo
nell’abile mossa d’attrazione
distraendo la tua attenzione
in discesa tra le curve
della mia seducente scollatura.
Mi fissi… Non pregarmi di smettere.
Sei uomo, pronto
a condurre la sfida
cadendo nel mio tranello perverso
alla scoperta di quel sapore diverso.
Sei pronto a tutto come alfiere
mentre con impeto ti schieri
alle mie sapienti provocazioni.
Il mio astuto sapere
ti conduce con lussuriosa seduzione
ad affrontarmi tutta la notte
dimenticando la tua Regina.
Prepotentemente nell’affronto
ti porto a smarrire i sensi
nel mio piacere, tra lenzuola
che per te rimarranno fredde…
povero, hai creduto di poter
vincere il mio istigarti;
rimasto intrappolato dalla mia sete.
Scacco!








