Quanto marginale è
la mia conoscenza. Eppure,
dentro v’è un grido incontenibile
un parlottare continuo
che fermare non posso,
un fuoco che vuole esplodere.
Gonfio è l’urlo,
di emozioni vogliose di
liberarsi alla luce
senza ricami, senza onori.
Quanto poco il mio sapere
che quasi arrossisce quando,
e perché, racconta di un’anima
al cuore, con umile parola.
che non va sotto il divano,
si muove veloce oppure lento,
invita a fare movimento.
Se tu sopra ci vuoi stare,
devi saperci camminare,
per un momento di distrazione,
la testa sarebbe sul termosifone.
Senza andare tra le vie,
ti aiuta a bruciare le calorie,
Si usa con o senza scarpe,
ma guai a metter delle sciarpe.
Mentre cammini stai sempre fermo,
Dante lo avrebbe messo nell'Inferno,
per tutti quei dannati che van di fretta,
e alle cose importanti non danno retta.
Persone che passo dopo passo,
avrebbero subito la legge del contrappasso.
Ma questo è un attrezzo dei giorni nostri,
che modifica la natura a tutti i costi,
il piacere di una passeggiata,
barattato con una realtà alterata.
Verrà usato fino a quando ci sarà la scoperta,
di come sia bello stare all'aria aperta,
ma quel giorno, ahimè appare ancor molto lontano,
e intanto mentre scrivo mi tengo alla barra con l'altra mano.
Pensi di aver dato un’idea
e un’immagine della tua vita,
come cassetto di mobile antico,
ricca di incastri artigiani,
resistenti nel tempo.
Oggi t’accorgi, invece, di aver usato
colla superflua, e inefficace,
a far reggere e connettere
intricate connessioni familiarisenza remore
dove sei?
Prigionieri di un sogno,
che era la nostra
vita di prima.
Senza mascherina,
abbracciati agli amici,
cantare e ridere...
Soli tra mura,
il cane o il gatto
con te,
compagni indivisibili
ormai,
anelare corse
e musica insieme...
Sul tronco dove l'ombra riposa
adagiata nell'ultimo rifugio
al tempo perduto penso
con inferno e paradiso dentro.
Non servono false verità
a intaccare quiete d'ombre
che lentamente scivolano
nel torpore della sera
per poi adagiarsi nella notte
e divenir prigioniere dei pensieri.
E non dimentico ciò che è stato.
Vorrei ritrovarlo oltre l'orizzonte
tuffandomi dentro i sogni
senza badare al tempo andato
e al fuoco che arde dentro
soffiando sulla faccia delle nuvole
che se la ridono adombrando ricordi.
Poiché ho peccato.
Sento le voci dei tuoi figli che
Chiamano il mio nome;
È tempo per me di andare,
Di conoscere il cielo
E capire se lì su
C'è pace anche per me.
Tante volte
Ho immaginato
L'eterno silenzio,
La purezza bianca,
La quiete per la mia testa pesante,
La gioia per un cuore graffiato.
Tante volte ho pensato
Di finirmi nel peggiore dei modi,
Di affogare il Demonio che
Mi scoppia nel petto,
Che corrompe ciò che mangio,
Che bevo, che amo.
Ho creduto di meritare
Questa ignobile fine.
Ed ora, ad un passo
Dal mio più recondito desiderio,
Ad un soffio dalla fiamma
Eterna,
Non posso fare a meno
Di pensare: di chi è la colpa?
Della mia natura oscura,
O della luce che vivevo con paura?
ci sarà una storia in fondo al cuore
forse pensa al vento
ad un appuntamento
oppure ad un sorriso mancato
che non ha lasciato
o a un ricordo fermato
mentre non sapeva
se portarselo via proseguendo
che magari ha perso l'orientamento
non trovando più la strada
e di colpo una luce è apparsa
ed ha visto quanto stupido è stato
a non voler pensare abbastanza
quando era il momento per riparare
pezze, che aveva scucito
Pensieri che si rincorrono sui volti della vita, fra preoccupazioni e attimi che fuggono come i minuti del giorno.
Credere nell’amicizia ,credere nell’amore
non basterà mai.
Un pizzico di follia è ciò che ci vuole
quando la fiducia se ne va.
Amarezza rimane in fondo
nell’animo.
Ignorando, guardando al domani
altre situazioni.
Sorprendendosi e rimanendo illusi
aspettando un'alba diversa.
Sconfinando dentro te stesso
e mai più soffrendo
per anime in cerca di
un bisogno spensierato
di sorridere alla vita
con falsità dietro agli sguardi
spenti da finta cordialità.
Ma cosa in realtà ci rende migliori
Cosa lasceremo in questo mondo
solamente ricordi di vecchie foto sorridenti
di amici andati via molto prima
lasceremo questa bella immagine di vita
con in sole che nasce e poi tramonta
saremo invisibili come la nebbia
e freddi come il ghiaccio
è il destino di ognuno di noi
nascere e invecchiare
aspettando quella luna lassù nel cielo
lasceremo l’ultima parola
con un solo desiderio
quello di viaggiare nella fantasia
con un finale improvviso
quello mai immaginato.
Ecco cosa lasceremo
una bella avventura in prima visione
col biglietto già pagato
non potremo rivederla
perché non ci sarà una replica
solo vecchi ricordi nella mente di chi ci ha amato.







