La tristezza la riconosci al volo,
se anche te ha toccato,
con quel suo tocco improvviso
e greve.
Come una coltre, gelida, ti avvolge
e ti protegge, dalla felicità.
La tristezza la incontri
negli occhi cerchiati e stanchi,
di chi senza vedere guarda avanti.
In quegli occhi, dove lacrime
antiche, come un mare in risacca,
trascinano parole attese, carezze mai provate, baci perduti, come gusci di conchiglie vuote, e non c'è spiaggia dove approdare.
La tristezza, quando la riconosci,
è schiva e sfugge, perché non sa farsi
consolare.
E quasi si vergogna d'essersi fatta vedere.
Cade goccia dopo goccia nel cuore
unico luogo dove si lascia andare.
I bar sono sgabuzzini pieni di speranza,
quelli che puzzano di piscio,
soprattutto.
Le notti sono stracolme di parole,
futili come un sasso volante
in una finestra sfondata.
L’anima è come una perdita d’acqua,
quella singola goccia cadenzata,
fa la differenza,
per sempre
rimirai succosi frutti tanto cari a Bacco
tra granitici solchi colmi di gramigna.
Perbacco dissi, si prospetta meno dura,
nello stupore verdi pampini sfiorai
eppur quell'annata faceva cosi paura.
Anche il pensiero, un tempo agro forte
s' addolcì e più non temette la mala sorte
d'inacidire seppur dentro una vecchia botte.
Travolto e rapito nell'incanto in loco restai
pavoneggiandomi come vero allocco
nel cerchio della nuova luna mi ritrovai.
Non so come a quel regno giunsi lesto
a tratti oscuro e luminoso, guardai in basso
vidi un corpo, giaceva nella piana mesto.
Chiesi di tornare e a salutare m'apprestai
mille stelle raggiavano quel mondo.
Tra polvere sbracciando, dal sogno mi destai.
A farlocche stelle volentieri rinunciai
acini gustosi rilucevano sorridenti
la mia modesta vigna più non lasciai.
Rintanato nel suo involucro
secerne filamenti programmati
a sviluppare odiose manovre
atte a colpire per puro diletto.
Non osa abbandonare il suo rifugio
poiché la luce del bene lo dissolverebbe,
il male è la sua forza e il fetore immondo
impregna il suo habitat ossigenandolo
per generare abomini distruttivi.
La sua vita è concepita nel loculo
incurvato e rugoso selezionando
nell'oscurità del suo ristretto mondo
le vittime prescelte, esaltando il suo ego.
Eteronimo riesumato, non potrà accedere
al regno dei giusti, vivrà come zombi,
ingabbiato, il bozzolo sarà la sua tomba,
avvolgendolo come una seconda pelle
decreterà la fine di un'esistenza dedicata
alla completa autodistruzione dei valori
inutilmente rincorsi senza mai intaccarli.
Il male soccomberà nella sua oscurità
il bene risorgerà e sarà per sempre Luce.
Sono confusa, non sai quanto
i miei occhi dall'aria tranquilla
aprono e chiudono celando pianto
ma osservando te, iride sfavilla.
Diventi piccino sul mio petto
ferisci con lusinghe e inganno
inietti veleno come un insetto
mi fai male e mai ti condanno.
Ora sei qua sfacciato irridente
un falco pronto a ghermire
la preda senziente e gaudente
che ahimè s'appresta a morire.
Poi tutto finisce e vai lontano
planando ritorni al tuo nido
disertando come un villano
lasci nel campo solo feriti.
ma non so più
dove posare gli occhi.
Il mio guardo è stanco
di osservare affetti
dietro lamine di vetro.
Cerco nel vuoto
quel senso
che ha dato inizio
a questa dura distanza
ma di esso
non vi è traccia.
Vado girovagando
con la mia mente
invano senza meta
senza sapere
dove andare
dove poter arrivare.
E ripenso
ai giorni andati
momenti in cui
si desiderava vivere
ogni sentimento,
ogni libertà
ma vinti
da ozio e ostilità
si dava spazio
a pigrizia e banalità.
Rinchiusi
in quattro mura
in compagnia solo
di forzata solitudine
con nostalgia
ritorniamo a quei giorni
passati
ma in fondo
non tanto lontani.
Tronfi e creduli
nemmeno più
proponiamo ipotesi.
Arenati nel facile
ci teniamo bubboni.
Indolenti …
a non pensarci.
Mai visti sinistri
in violazione semplice
dei limiti, ma troppi
al contrario
nel creato pericolo
di una velocità
figlia degenere
di una vita caotica e
d’impegnata ipocrisia.
Mai vista privacy
andare a canestro
quanto abusi - per specie -
recarsi in lunetta
senza nessuno
a contrastare.
E visti poveri
pagare tasse.
Dovere del fesso.
E ridere ricchi
gustando il diritto
del privilegio concesso.
E altro da chiudere
o sbarrare gli occhi
naso, orecchie, bocca
e sentimento.
Senza pensieri.
Sinché sanzione
oppure overdose infiammi
con pus a scoppiare
in faccia ad altri
perché
preoccuparsi?
in allegrezza discende
rinfrescando cuore
spegnendo
giovanili ardori.
Capricci senili
o turbamenti,
veri o falsi
non è dato sapere.
Son fugaci pensieri
in sospirosi giorni,
lentamente muoiono
nelle fresche acque.
Sentimenti ombrosi e melanconie
evaporano
nella calura del nuovo giorno.
Annegò il suo bisogno d'amarti
e il desiderio di caderti tra le braccia.
Quell'amore non venne a cercarti.
Lo gettasti dentro una bisaccia
in un tempo e luogo indefinito
come una vuota inutile borraccia.
Tempo fa il tuo pensiero era ardito
non v'era giorno spento o indifferente,
tessevi la tua tela con trama e ordito
ogni pretesto accendeva l'emozione
d' esplorare quel pozzo dei sensi candidamente
brindando alla scoperta dell'attrazione.
Restò lontana dalla rete del tuo inganno
e da quel tuo semplice e carina lusinghiero.
Il tempo scorre e non fa sconti
e tu continui a navigare,
nuove prede al tuo amo abboccheranno
se riuscirai a stare a galla nella tua barca
leggera e luminosa, come bolla di sapone,
con vento e mare sempre più inquieto.
Gocce di sole,
Stormi nel sole,
Farfalle roteanti,
Fiori ricamati,
Frutti succulenti,
Voli Pindarici,
Afferrali!
Immergiti
nel Giardino dei Sentimenti;
Vãiu ti spazzola i Crini,
Non restare sola
nella stanza,
Fuori si danza!
Sono attimi fuggenti!
Accoglili! Ditribuiscili!
Tutti allegri
Al Girotondo della Vita,
Cerchio Peripleo,
Tutti Insieme Uniti!
Una Favola di Emozioni,
Con Amori sollevati,
Solleone dell’Estate!
Dolci Caramelle,
Zucchero filato,
Emozioni colorate,
Infiniti abbracci,
Attenzioni, leggerezza!
Prendi, Elargisci!
Dove volano i sentimenti
Tappeto azzurro,
Farfalle dipinte,
Nuvole di uccelli,
Fiori di velluto,
Donzelle vezzose,
Smorfiosi sorridenti!
Accanto a Ganesha,
Nel fiore della Giovinezza,
Insieme!
Fanciulli birichini,
Nel gioco della vita!
Vivi intensamente ogni istante
Prima che il Periplo si chiuda,
Il fluttuare si concluda,
Tramonto, riposo eterno!
Chiosa soavemente
I Momenti salienti
della tua Esistenza!
non cediamo al tempo stravolto
dall'uomo corrotto e dallo scompiglio.
Innanzi alla fame e al dolore
siamo tutti dello stesso colore.
Ciechi, sordi e muti poteri
sembran tutti gabellieri
qualcuno ritrovi la ragione
osservi laddove
popoli cedono stremati
stringendo al petto figli denutriti e malati
fagotti scarni persi tra polvere
mero cibo per insetti
non perdiamo tempo a fare dispetti
troviamo qualcuno che la vita rispetti.
Potreste cambiare il loro destino
in un batter di ciglio
Mi sconforta di questo tempo esser figlio.
Non riesco a osservare
senza dovermi rammaricare,
tanti si lamentano
altri hanno più bisogno
vorrei fosse solo un brutto sogno.
Tragica verità
chissà se mai qualcuno la cambierà
forse è più importante il petrolio
altro grande imbroglio per l'umanità.





