lasciandoci orfani della tua attesa,
facendoci inseguire il prospetto del tuo riflesso
tra film d’autore, nelle lacrime di un cielo
che sprigiona alluvioni di dolori,
tra profumi di campi in fiore
calpestati dal rumoroso silenzio,
tra sguardi abbassati di ali spezzate,
tra sogni spenti e metamorfosi di vite.
Non puoi ancora indugiare il tuo ritorno,
non puoi permettere, che il tuo nome vibri
su bocche che ti usano per rendersi belle,
ungendo, il tuo potere dolce e sempre elegante.
Si è smarrito il tempio del tuo raccolto
tra nuvole di fango, che impediscono
l’assaporare il piacere del viverti
nel tuo azzurro splendore caldo di sole.
Ostentate la ragione e la ribellione,
Giustizia tace e langue e
Tace repressa nell'affanno
dell’ipocrisia e del buonismo
d' occasione.
Torna a splendere pura forza leale
affinché dal ciarpame tu possa ancora
far nascere il tuo fior di Loto più bello.
Dove sei stato…
Stesi le mani agli occhi
stropicciando le palpebre
e guardai fuori
accarezzando
il mattino che si apprestava ad entrare dalla mia finestra
tra i colli
punti gialli apparivano ingombranti e vistosi poi
movimenti circolari tra i sentieri confondevano, apparivano , sparivano
con quel fare affaticato.
Che meraviglia pensai !
Da un lato l’enorme distesa azzurra del mare a dispetto della quiete dei monti
con nuvole soffici sopra ad uno sfarfallio di luci
dall’altro macchie di fiori, alberi dritti e rigogliosi di foglie e suoni di voli minuti.
Un senso di serenità in assenza di desideri ,
tutto è un fiato mentre Aprile s’ adorna e il giorno prende forma.
tu cresci noi con cura e amore.
In ogni stagione da te vissuta
ci fai omaggio di ogni necessità.
E noi?
Noi ricambiamo i tuoi doni
con vandalismi e maltrattamenti,
senza scrupoli, senza rimorsi.
Con avidità deturpiamo le tue bellezze,
ricchezze inestimabili agli occhi dei pochi
che invece ti sanno amare.
Di volta in volta abbiamo spaccato il tuo cuore,
mare colmato di brutture doloranti,
fiumi riempiti di impurità e vergogna,
giardini ornati da siringhe e oscenità.
E ogni volta tu, cara Terra mia, sei rinata per offrirti a noi,
ancora e ancora…senza risparmiarti mai.
Nel tuo più alto splendore sei rifiorita
con frutti e cibarie sempre pronta a nutrirci.
Piangente vedi costretta i tuoi figli cadere,
mare in tempesta, montagne tremanti
danno voce al tuo struggente animo.
Ma l’amore ancora c’è e ad esso non si può mentire;
crei perciò ancora cieli stellati, soli splendenti;
sensi di beatitudine si possono sentire negli animi
di chi non vuole più soffrire con te
e finalmente con coraggio ti farà guarire.
in ricordo mi sovvengono per lo più maiali,
Ben presto capii quale fosse la loro sorte,
destinati per man dell'uomo a imminente morte.
Una grata di ferro li guidava nei movimenti,
uno dietro l'altro tutti sugli attenti.
Tutti in fila verso il loro destino,
qualcuno me lo sarei trovato in un panino.
Mentre io mi accingevo ad andare a scuola,
una lama affilata attendeva la loro gola,
tornando dalle mie lezioni il pensiero tornava a quei maiali,
ma dal cancello ferroso ormai li intravedevo già verticali.
Pensavo tra me e me che mentre io udivo la campanella,
qualcuno era intento a stappargli le budella,
intanto persone dagli stivali color rosso,
caricavano furgoni di carne a più non posso.
Ora quel posto non è più come prima,
al suo interno sorge una moderna piscina,
rimane il ricordo sbiadito di quelle esecuzioni,
che oggi mi sembrano solo normali azioni.
L'uomo è abituato a ben altre crudeltà,
lo avrei capito solo più tardi con l'età.
una certezza però accompagna la mia riflessione,
ricordando quel posto pieno di perdizione:
Se di vetro fossero state quelle pareti,
oggi ci sarebbe un vegetariano in più tra i nostri poeti!
Rinchiusi in queste mura di cemento.
Nascosti fummo da queste mascherine.
Cancellato fu il nostro volto.
Immobilizzati a causa di queste leggi.
Il silezio soccombe sulle città.
Nessuno è libero.
Solo i droni sono liberi di volare.
Siamo soli come l'acqua su Marte.
c'è un'attrazione molto geniale,
si tratta di uno scivolo rosso,
dove purtroppo salir io non posso.
Quando son lì di passaggio,
non guardo più il paesaggio,
ma vedo questo saliscendi di bambini,
in fila come laboriosi contadini.
Cosa avrà di magico questa cosa,
per metter quei fanciulli in ordinata posa?
Me lo chiedo da un bel po',
ma una risposta non la ho.
Di certo colui che l'ha inventato,
un Oscar avrebbe meritato,
si attribuisce ad un britannico dal nome impronunciabile,
ma questo particolare in questo scritto è trascurabile.
Sicuramente questo ingegnoso inventore inglese,
non avrà fatto difficoltà ad arrivare a fine mese,
ed ora che lui ormai non c'è più,
ha lasciato in eredità questi felici bambini che fan su e giù.
Odo da lontano
suon di campane
invadere strade
un tempo colme
di cuori sorridenti
oggi attraversate solo
da fiori di mille colori,
rondini nel ciel
ad allietare
anime silenziose.
Vetrine addobbate
con sfumature
di primavera
han lasciato spazio
al grigio
di serrande chiuse…
forse per sempre.
In prigioni forzate
occhi spenti
in cerca di
bianche colombe
segno di pace…
ma anche di speranza…
speranza di ritornar ad
una Pasqua di luce…
Pasqua di rinascita.
Ad effusioni lievi esprimi il tuo volere,
ad alte cime come aquila reale.
Dimmi tu, che cuor addolcisci,
e di buoni propositi la vita investi,
e di lucide espressioni,
cordialmente ne fai amore.
Dimmi cordialità? Verrai a donar fervore e delicatezza,
ad annacquar ogni gentil anima con prodezza,
con spontanea raffinatezza ed umile pacatezza?
Dimmi Cordialità, eletta educazione ed intesa riverenza,
verrai con umiltà ad inchinarti a festa,
a chi cordialmente la man porge? Dimmi!
adagiata su quella sedia di vimini;
colgo ancora il tuo profumo.
Ho sbagliato, sarei
voluto rimanere al tuo fianco
fin quando c'era concesso l’amore.
Non ho saputo dartene altrettanto.
Dolce fiore di zagara frizzante
e pieno di vita,
nella tua tenera età
mi hai fatto dono
di una piccola vita.
Assalto di gioia improvvisa,
non ero preparato a tanto amore.
Io bambino viziato, amavo giocare
e ho giocato anche con te,
sono stato troppo leggero.
Vi ho gettate senza ritegno,
voi anime pure, in pasto al mio errore.
Non vi ho protette!
Ti sei trasformata
mentre tutto stava finendo.
Chiudo gli occhi e ripenso;
le grida, tra le nostre quattro mura
composte di parole dure
mai udite prima da quella bocca
che dettava solo amore.
Ormai stanca del tuo...
del nostro castello di sabbia
che, ho fatto crollare.
Un giorno hai smesso di urlare,
te ne sei andata.
In quel momento ho visto volare
su tasti di pianoforte
la melodia interrotta
del nostro amore.
Vigliacco son io.
in completo rosso è l'autista di BARTOLINI,
di ZALANDO è arrivato un nuovo pacco,
sarà mia moglie e la sua solita scarpa col tacco.
Non voglio assistere alla sua apertura,
la reazione della mia metà mi fa sempre un po' paura,
allora decido di andare a fare due commesse,
intanto mi arriva un sms di GLS.
Saluto il custode del condominio ormai impazzito,
invia agli inquilini le foto dei pacchi con un solo dito,
c'è anche un signore vicino al cancello , cosa fa?
Mi accorgo che è l'autista blucerchiato della SDA.
Sul prato un ciclista con un cubo sulle spalle,
sembra volare insieme alle spaventate farfalle,
sulla strada un uomo che un po' stanco guida così così,
dalla divisa sembra lavori per TNT.
Sono al semaforo, mi distraggo guardando le stelle,
con il rosso è fermo un furgone canarino di DHL.
Vedo un altro mezzo dai funebri colori che fa commesse,
c'è da stare tranquilli è solo l'autista di UPS.
La bottega dove volevo andare è stranamente chiusa,
vittima purtroppo di un tipo di acquisto che più non si usa.
Ritorno a casa, c'è mia moglie con il pacco proteso,
che un po' delusa mi invita a prenotare il reso.
Le scarpe ovviamente non erano di suo gradimento,
torneranno indietro senza troppo pentimento,
domani un'altra scelta ella potrà fare,
prima o poi qualcosa bene le dovrà pur calzare.
Intanto i corrieri si muovono come le formiche,
per soddisfare chi butta i soldi alle ortiche.
Con un click ormai si solleva il mondo tra le vie,
se ci fosse Archimede dovrebbe riformular le sue teorie.
Sogni sospesi.
Sogni rivestiti di te
che ti aspettano
nel silenzio,
guarda la terra,
dal suo profumo che emerge
raccolgo lacrime di gioia
nell'emozione di vivere.
Cammini stanca ormai
nella continua ricerca
di quella felicità nascosta,
dal cemento non può nascere un fiore
se non ci semini il cuore.
Ti guardo sfilare il passo
che brucia sul mondo in cui credevi,
la tua musica sfiora il mio ascolto,
in quelle verità mi ci trovo anch’io
Insegnami a sognare.
Insegnami a vivere sospeso.
Insegnami a rivestirmi di me
a superarmi ora che ci sei
tra le pieghe delle tue mani
saremo in due
saremo noi due
il mio posto è accanto a te
senza dimore con mille storie da raccontare.
Delle tue corse racconterò,
che mi hanno insegnato ad amare
ciò che meglio ero capace di concretizzare
senza mai riuscirci.
Mi hai insegnato ad amare
il peso che dentro, quel passo che brucia,
crea terra fertile sul cemento
bagnata da lacrime miste di gioie e dolori
l’aver seminato il tuo cuore.








