ma Uomini…
Non erano la legge
ma rivestivano l’umiltà…
Non gli fornirono armi per difendersi
ma possedevano quella più potente: il cuore…
Non erano difesi dallo stato
ma abbandonati al loro destino…
Non illudevano il popolo
ma lavoravano in silenzio e a testa china…
Non possedevano l’immortalità
ma sapevano di rischiare la propria vita…
Non si riempivano il petto per il ruolo
ma scendevano tra la gente a stringere le mani…
Non cercavano il potere
ma far sentire il popolo libero di vivere…
La mia Repubblica, oggi li ricorda…
In tanti han perso la vita
per insegnare a fermare il “male”
ma ancor oggi, si vive la piccola criminalità in casa.
Vergogna, purtroppo non sono capace
di aggiungere altro…
La mia Repubblica si è fatta grande
sulla vittoria di un Europeo…
Non l’avete vinto voi al potere…
ma gli uomini del popolo…
La mia Repubblica Italiana
non dovrebbe ricordare
a inginocchiarsi dinanzi
all’immensità di questi nomi:
FALCONE E BORSELLINO,
che hanno cercato di insegnare
ma tu Repubblica
li hai uccisi.
Morale
globale e sbigottita
non la collaterale
camicia su misura,
un educare
su strada d’onore
cercando di evitare
di dover subire pene
decretate anche
dal proprio seminare.
Morale mai fine
a se stessa
al bravo per forza
per una caramella
per marcare confini
per marcare stretta
eventuale ritorsione
- anche se è difesa
del bene comune -
Morale
è nodo cruciale
e va sciolto
per non essere trattenuti
bigotti al molo
dove certo
esigui sono i rischi
nemmeno di bagnarti
che resta a gradimento
ma navigare
resta affrancato
al muro del sonno.
abile, alimenti ferventi veleni
a carpir consensi, tra le genti.
Sorseggia deciso adesso,
la sete d'odio raccapricciante,
come le tue azioni, ove non vi son parole che per una: Onestà.
Irrompe come una valanga l'improvviso,
trascina in sé il male.
Non importa quanto sarà
il tempo che impiegherà,
ma tu, ne rimarrai assorbito,
nella fattezza della lealtà
che ti fu data
in quel, di passato colmo
della tua indifferenza.
Nel suo perduto sogno
mai saprà
del vile inganno,
ignaro spettatore resterà.
Sarebbe maggior pena
scrutare occhi di chi ami
e scorgere tra iridi castani
un velo di pensieri insani.
Disarmato e reduce di battaglia
frantumò l’animo in mille pezzi
nel timore di conceder pietà all'ingrato.
Crudele inganno.
Eppure non seminò gramigna
seppure nel cuor patì gran danno.
Scuotendosi risorse,
e non tenendo cipiglio
rinnovò il sogno.
Dell’oscurità non ebbe timore,
all'alba andò incontro
con altrettanto vigore
accordò nuove note nel cuore
lasciandosi avvolgere
nell'adagio delle nuove ore.
nel timore di rivederlo
gli disse addio.
Nei radicati istinti
occulte ragioni
decisero per lei.
Ribollì al pensiero.
Non avrebbe ceduto
a indecenti proposte
d’un cuore acido,
privo di sentimento.
Lei cercava amore,
lui placare istinti.
Tremarono vene nel timore
di una scelta ingiusta.
Stanca di essere forte,
stanca di mostrarmi allegra,
stanca di sorridere.
Mentre costruivo un’illusione,
c’era chi fabbricava un incubo.
Io creavo un castello,
reale,
sereno,
felice,
favoloso;
chi invece,
edificava una singola torre,
anch’essa reale,
ma nascosta,
terrificante.
Sono stanca, molto stanca.
Stanca di guardare avanti,
stanca di presentarmi pacata,
stanca di ridere.
Mi ritrovo sulla torre.
Sono stanca, troppo stanca.
E ora,
voglio solo lasciarmi andare,
portata dal vento,
in un fossato
che non volevo,
ma a me destinato.
Almeno lì,
forse,
sarò allegra,
sarò sorridente...
e mai più stanca!
cosi anch'io smetterò di pensarti
e quando nelle calde notti d'estate
uscirai nel patio a cercare frescura
avrai scordato il mio caldo abbraccio.
Nelle fredde notti invernali ne sono certa
avrai chi potrà scaldare le tue membra
e di me non ti resterà neppure un ricordo.
Ed io avrò ripreso la mia vita silenziosa
nel riserbo dei miei anni riascoltando
i sussurri d'un antico nostalgico passato
tracciato come indelebile segno di confine,
incontrastato guardiano dei miei pensieri
e di una collina che ha ripreso a rifiorire.
La serietà non è quella di chi ha sempre lo sguardo torvo
La serietà non è quella di chi non solleva mai le labbra per regalare un sorriso
Serio non è chi non ti chiama mai amore ne chi non abbraccia un figlio stringendolo al cuore.
Non c'è solennità e non si è virtuosi,
si è seri anche se si è gioiosi,ilari e giocosi.
Forse non sa più ridere ne sa esser leggero...il serio.
Ma che peccato
riuscire a vivere solo così,
rigido e ingessato.
resistere e lottare?
È più facile scegliere un posto sereno
e lasciarsi andare
verso un mare che sgrava la mente,
verso un sole che scalda il cuore,
e arrendersi a un vento
che dà sollievo all’anima.
È più facile aspettare la luna
per consegnarle le tue pene.
È più facile attendere le stelle
per affidarle le tue lacrime.
È più facile desiderare le nuvole
per assegnarle i tuoi incubi.
È più facile scegliere un posto sereno
e arrendersi al dolore,
lasciandosi andare
senza alcun freno
verso il disfacimento.
mille battaglie,
si possono domare
mille scontri,
ma se si disputa la guerra
tra mente e cuore,
non importa
di chi sarà il trionfo,
l'anima ne uscirà devastata.
E non ci sarà più
alcuna primavera.
E non si susseguirà
più alcun autunno.
Solo devastazione.
Un cuore arido
più di qualsiasi estate.
Una mente fredda
più di qualsiasi inverno.
in quanto falsi oracoli di verità,
pretenziosi protagonisti pronti
a scriver senza scrupolo alcuno
folli interpretazioni della realtà
non comprensibili per un uomo sano.
Perché mettono in prosa o versi
ogni gioia, ogni dolore, ogni storia
non capendo che alla vita son avversi?
Ma poi si atteggiano da grandi maestri
e te leggi l'opere loro e ti dà noia
veder testi senza rime e tanti errori.
Ti diranno che è poesia moderna
ma io dico, che poesia è se non c'è rima
e se scritte di parole trovi solo 'na terna?
Non è meglio allora un testo scientifico
che non diletta lo spirito ma almeno lima
quel vuoto che colmate col poema epico?
Per non parlare di quei poeti che l'ordine
e la punteggiatura ignorano creando opere
con parole sparse in posizioni aliene.
Allora siano maledetti tutti i poeti,
passati e futuri, spero possa sparire
quest'arte vostra e con lei voi morti.
sfuggono improvvise
e i pensieri
le inseguono solitari...
Sarebbe bello ascoltare
solo il suono
melodioso
dell'acqua
di una sorgente
cristallina.
Le parole
possono ferire
come lame taglienti
ma sono solo tempeste
di grandine
che il sole generoso
può
sciogliere
poco dopo...
regalando
improvviso
un
arcobaleno
di pace.








