Amo il tuo meditare nel silenzio
e mentre componi ascolto il palpitare dei tuoi versi.
Amo quando le tue poesie mi raggiungono
e mi stordiscono accarezzandomi.
Amo quando giunge il crepuscolo
e penso che viviamo
sotto lo stesso baluginar di stelle.
Amo i sogni che ci fanno incontrare
nelle lunghe notti di luna
per condurci all'alba sazi di noi.
La lingua alle volte
sa essere dolce,
saputa gestire
può farti morire.
Di dolci carezze
dona certezze,
infinite delizie
senza malizie.
Altre volte la lingua
inizia a sparlare,
diviene cattiva
di bava s’imbeve,
sputa veleno,
non saputa gestire
diviene maligna,
così si chiama
MALALINGUA.
L’abbiamo accanto,
ci segue con incanto,
si potesse cancellare
come questo foglio,
lo farei con orgoglio,
terrei lontano il maligno
che osserva guardingo.
Genoveffa Frau
Scritta il 02/09/2014
che nonostante la principessa
sia coperta di rose
pensi comunque di raccoglierle un fiore,
sei
come un sordo
che assiste ad un muto concerto.
Mai capirai
che tutti i tuoi sforzi di cogliere
note e fiori
sono vani
poiché come la musica
che ti passa senza far rumore
anche lei ti passa oltre.
Ma tu,
nella tua beata ignoranza,
rimani contento e fiducioso
che il tuo dono
possa esser apprezzato
dalla bella signora
e comunque il fior tu cogli.
Il lento ondeggiare dei dubbi
al frizzante vento invernale
annulla caterve di frivolezze
al non avvezzo agli intrighi.
Sulla soglia il pensiero insorge
meditando quali strumenti usare
se un'esplicita ira schermisce
turbando un brioso silenzio.
Dalla valle in andamento calmo
un intricato declivio s'erge fortuito
e un'ondata di brioso turbamento
evidenzia un confortevole rifugio
ben lontano dalla tana dei lupi
che petulanti mostrano l'invasività
del potere sapientemente imposto.
Le prime fioriture sorridono impavide,
sfidano l'inverno e le sue trappole,
agghindate con timide speranze,
pronte ad accogliere una serena primavera
con l'incitamento di un vecchio saggio
che s'accinge al meritato riposo.
ricorda i giorni felici
quando il sorriso
non ci abbandonava mai.
Ricorda il cielo azzurro
e le rondini
sorvolare il nostro cielo.
Ricorda quando siamo stati eroi.
Ma ricorda pure
quando siamo caduti.
Ricorda quando abbiamo visto
la luce di quei fiori
che girano come il sole
ricorda...
ricorda.
al tuo dolore non presterò fianco
a distrarlo come posso cercherò
con qualche rigo sul foglio bianco.
Vorrei donarti il sorriso sincero
d'una nuvoletta che strizza l'occhio
a un lingotto d'oro divenuto opaco
che si butta via come un peccato.
Da giullare potrei esibirmi se solo
un attimo dimenticassi simil dolo
in fondo non è poi cosi sicuro
che non sia stato per te un regalo
allontanarti da quel soggetto strano.
La solitudine è stata sua compagna
unica scelta d'amare lui e la montagna
ne ha sorbito vera e totale essenza
nonostante giovanile parvenza
l'han ben forgiata di ruvido granito
e con essi dialoga indisturbata
per ore intere della sua giornata.
Anche tu sei in buona compagnia
vivi e sogna con rinnovata energia
attingendo forza dal tuo mare
che se pur adirato mai è stanco
d'incitarti a ritrovare la quiete.
La vita è un piccolo passo in più
oggi o domani ma tu...Vivi adesso,
alla nostra età sta pur sicuro...
E' concesso.
Nel buio della notte,
O nella luce del giorno
Teniamo aperti gli occhi
Tenendo stretto al petto,
E alzando gli occhi al cielo,
Speranza amore e carità.
E che una luce diversa
Risplenda nel buio della notte,
E possa condurci,
Nel segno della Croce,
A pentimenti con atti d'amore!
E intanto fuori c’è l’inverno
trasparente e pungente
con le striature
e i lunghi tramonti
che infiammano il mare .
Nuvole dal silenzio sottile
attimi dal sentimento pieno
radici dalla brina gentile
teiere dalla serenità di un divano
la pace delle finestre serrate .
L’inverno è del cuore
l’estate !
Il bacio che cinge angusto il cielo
Di calde spirali e fresco piro
E io, fermo e solo
Un faro marmoreo si accende
Su questo piccolo cinema
Tra luci mi fermo
Della lira e dei corni d'ariete
E io penso e penso
Su cui porgo il mio capo
Per Venere e Saturno
Son bagnarole stanche
Di terrore primordiale
E sembra che cali pesante
La lupa, i gufi e le cicale
Che presto non piangeranno
Più alla Luna
Sei così lento e pesante
O puoi annientarci in un secondo?
Cielo gigante, io son pronto
Che alla fine cosa sono
Che serpeggiano nell'urano
Tra una vaga nebulosa e un caotico tuono?
Dalla Terra non un suono
E il silenzio mi annienta
Mi ha mostrato cosa sono davvero
Una lucciola in un vaso di vetro
Cadono i giorni nell'oblio del tempo,
cade la pioggia bagnando intorno,
selciati e foglie, vive o agonizzanti,
luminose anche nella morte.
Ed io sono ancora in viaggio
facendo il girotondo
tra deserti di solitudine
e silenzi spezzati dal vento,
con frammenti di ricordi
dentro una valigia che pesa,
come il tempo della tua assenza.
Al castello ardito pervenne
l'agire borioso del male,
sangue schizzò dalle penne.
Guardiano sempre attento
a mimare ciò che vale,
ragion del suo scontento.
Becero tarlo, rosicava fisso
inchiodato a vecchi pioli
dieci passi dentro l'abisso
Duplicandosi colpì ruoli
da maligno fece il botto
mirando sugli assoli.
Coraggiosi eroi lottarono
non erano suoi seguaci
nel bene trionfarono.
Presto finì la vecchia era
il rispetto che a Dio sale
fu storia sempre più vera.
Cosi Dio benedisse
spazi comuni e assoli
e il male contraddisse.
Indossando solida certezza
soldati in garbato silenzio
riportarono il bene alla fortezza.
Nel loro credo rammentarono
che ogni inserto infiora
nel compier giusta cosa.
Genoveffa Frauopere©2021
Amore sfuggente
Sei come il giorno...
Sfuggente.
Nell'emozione di specchiarsi nei tuoi occhi
attende pensando di fermarti.
Amore confuso
sarai il suo più grande refuso.
Amore celato
rivesti sentimento sbagliato.
Amore spericolato.
Correre incontro
a un amore cosi intenso,
chissà se ha un senso.
Se solo potesse leggere nel tuo pensiero
troverebbe il modo per renderti suo prigioniero.
Fosse solo un giorno o un'ora
vissuta o sognata tra le tue braccia,
poserà nel cuore un'indelebile traccia
e scalderà freddi pensieri,
nei possibili futuri giorni neri.
Genoveffa Frau
18/07/2018
la profondità dell'anima
illuminando il mondo visto dall'alto.
Ho bisogno di costruire
oceani di parole
per capire cos'è l'amore.
Sfioro il tuo corpo,
incontro il tuo sguardo
e capisco
che al mondo ci siamo solo io e te,
quando sogniamo sotto le stelle
quando restiamo in silenzio
e ci diciamo mille parole
senza respirare
di me e di te
e non c'è altro al mondo che vorrei.




