Volevo brindare al pensiero libero
e mi sono ritrovata
all'ombra d'un sogno infranto.
Caos e cruenti conflitti
restrizioni e urla
innocenze spezzate,
distruzione e morte.
Volevo ricamare nuove storie
senza dover rammendare
vecchie pezze strappate
dal vento gelido e sferzante
che infuria incessante
tra ossessivi boati di morte.
Brinderò alla pace ritrovata
quando tutto sarà quieto
e la neve avrà smesso nel suo adagio
di colorarsi di rosso scarlatto,
sciogliendosi al primo raggio di speranza
d'un piccolo fiore sbocciato
tra lacrime e sangue.
là, scorrevano i fiumi di Sion...
Canzoni di giubilo cantavano.
Sulla sabbia di quei luoghi ameni
tracciavano quadrilateri complessi
sulla circonferenza di pi:
canzoni di gioia, fra i salici del tempio
del Vivente tale che tante quasi idiosincresie.
Ho amato ed ho osservato
- da esule di Sion - persino la pietà!
Un brivido mi scosse nella schiena,
tanta era la sua onniveggenza!
Se ti dicessi che non ti amo mentirei
perché sempre a te mi sento vicina
anche se sapessi che non mi ami.
E ti perdono se avverto la menzogna
nelle tue parole di circostanza
o forse convenienza, non importa,
nel mio egoismo ti amo comunque.
Ghiaccio riveste il mio cuore se
nella tua sfrontata indifferenza
nei tuoi occhi leggo altri pensieri
correre lontani da me e ti perdono.
Ti amo anche se eviti il mio sguardo
per nascondermi che il tuo amore
non si eguaglia al mio e ti perdono
ancora, amandoti mille volte di più.
E se da domani non ti rivedessi più,
ti amerei comunque, perdonandoti.
scava solchi senza contestazioni
terra prepara e vita risveglia.
Per ogni giorno che muore uno nuovo rinasce
fili s'intrecciano, storie finiscono e cominciano.
La belligerante sorte sa sempre dove colpire
nella vaghezza del giorno o tormento della notte
senza nessuna meraviglia, mirando il bersaglio.
Galeotto fu il tempo e i suoi guardiani
che fecero crescere l'intervallo
maturando frutti e perorando la causa
della sempiterna sacralità della vita.
Echi distorti
tra noiosi pensieri
d' un tempo scaduto
in iridi spente.
Confondono visioni
tessute da fragilità
tra gravide nubi
gonfie di perversioni.
Partoriti dal male
in grotte oscure
esseri immondi
in via d'estinzione.
Alcove tetre
corvi e pipistrelli
appesi alle rocce
consumate dal tempo.
Attendono prede
a rinnovare sangue,
mentre cadono nel fango
si spengono pianeti.
Desideri mancati,
vuote anime
senza ricordi
appese ai fili del nulla.
Su grigi marmi
infrangono odio e rancori
come onde sulla scogliera,
spegnendosi sulla battigia.
Genoveffa Frau
25/06/2019
Il sole dentro al cielo
non vedrà il buio
il fuoco in un deserto
non porterà la pioggia
il pianto di un bambino
non sveglierà la gente
persa in un immensa guerra
di fame e distruzione
Immane è questa rabbia
di stupide conquiste
non sanno che la terra
è di tutti e di nessuno.
Il sole dietro l’est
non vedrà più il buio
il giorno che verrà
spegnerà il silenzio
e le madri piangeranno...
Non sarà più come prima.
Dalla finestra aperta sulla notte
sfilano sogni inconfessabili.
Prendono forma, si animano.
Valige colme di dubbi si aprono,
vagano come ombre lontane
confuse tra realtà e fantasia
alla ricerca d'un bacio sbocciato
in un abisso chiamato amore.
Al pianoro delle ginestre
tessono trame di casto giudizio
brigando sotto le stelle
per ritrovare un bacio perduto
o forse mai dato.
Cullami tra le Tue braccia,
fammi assaporare il senso
degli eventi che non comprendo
poiché in essi v'è un disegno
offuscato dalla pietà inascoltata.
Pietà calpestata da iracondia,
spregiudicata, inarrestabile
che solo Tu mio Signore
puoi sconfiggere.
Fammi addormentare
nella speranza del risveglio
in un mondo di pace
senza doverci seppellire
per poter sopravvivere
al minaccioso demone
pronto a ghermire il mondo.
Asciuga pianti di madri e bimbi,
accogli suppliche dell'uomo
che lotta a difesa d'un popolo
tra fuochi di piombo e sangue.
Ricama l'azzurro con colombe di pace
e ricopri macerie con prati e fiori
su cui danzeranno variopinte farfalle
nella ritrovata primavera.
nel distendersi argentato,
due anime come rotoli d'argento.
Un'anima eterea
ascolta un'anima eterea
in un luogo dove nessuno parla.
Un tremito e un sussurro,
due anime tremano d'esso
in un luogo dove nessuno trema.
C'era un luogo dove il tempo si fermava,
in quel tempo si viveva nel dolore.
Quando il tempo riprese il suo moto
si ricominciò a vivere nell'amore,
il dolore si dileguò nel suo inferno.
c'era lo stesso azzurro di queste ore
che lente scorrono nella tua assenza.
Se i tuoi occhi si posassero su questi giorni
rilucerebbero di sgomento e dolore
in una società cupa, ostaggio di trafficanti.
Di valori, affetti e giudicanti
che tessono fili e trame ordite
dentro toghe oscure e ardite.
Si potesse purificare questo mondo
viverlo senza bende d'oscuramento
faremmo tutti un plauso di gradimento.
Non hai perso niente di bello da ricordare
anche il frumento sarà distrutto dalle locuste.
in questo strano tempo, tutto da dimenticare.
Mentre l'uomo blindato infligge pene ingiuste
distruggendo e umiliando i suoi simili ben bene
la natura si ribella e tutto ricompone senza fruste.
Mamma, ho paura,
scrisse un soldato.
Non volevo uccidere,
era solo un'esercitazione
ed ora intorno a me
vedo solo sangue e distruzione.
Non sapevo, non volevo
e mi chiedo
cosa ci faccio qua
in mezzo alla polvere,
in mezzo alla morte,
il pianto dei bimbi
mi strazia il cuore.
Prega per me mamma
e che Dio ci perdoni.
Di questa guerra
sento il freddo pungente sulle guance
e alle orecchie
il pianto dei bambini che hanno fame
a loro manca l’orsacchiotto
il letto caldo
la luce buona della stanza .
Di questa guerra
che non si arresta
sento il ferro che squarcia le finestre
spacca in due i tetti e attraversa le pareti
sento il fumo nero che li avvolge
l’armamento che si spinge
la Z bianca che avanza.
Di questa guerra
a distanza
sento l’incredulità
l’orrore che agli occhi mi appare
l’assedio che a grappoli esplode
e la sirena che da sette giorni
sento risuonare .
Di questa guerra ormai
ne ho abbastanza
sento il dissenso
la rabbia
l’impotenza
per la ferocia e la tirannia di un dittatore
eppure è un uomo
un padre
che sui suoi fratelli
incombe e uccide
senza remore e senza rancore .
Di questa guerra
che ha diviso i cuori
sento ancora viva l’arte di amare
sento forte la preghiera
sento la mescolanza nelle piazze
e nei desideri della gente
sento il mondo che vorrei
unito e in pace .
~Continuiamo ad implorare .
Carichi di morte avanzano
mentre il mondo osserva
incredulo o senziente
chiedendosi quanto vale
la vita di migliaia di inermi.
Siamo uomini di pace,
ripudiamo le violenze,
non esistono ragioni alle guerre,
vere o simulate creano caos.
La scintilla del comando
è un'arma senza sconti
quando gioca col fuoco,
vittime senza nome cadono
nell'ignavia del potere
che danza su timori e ricatti
mentre il gas scarseggia
e il caro vita sale alle stelle.
L'uomo è il peggior nemico di se stesso,
preghiamo uniti per la pace.
Purtroppo la scintilla è scoccata
la guerra è iniziata,
Dio salvi l'uomo.
svaniti come miraggi
nell'arido deserto d'una vita.
Al delimitare del tempo
una luce sanguinaria
accende occhi di brace.
Son spiriti del male,
non trovano pace
e vagano raccattando
ceneri antiche e sogni a metà
per divorarli come antipasti.
In un tempo indistinto
tra pioggia e polvere
una vita colma di anni
cammina silenziosa pregando
per non smarrire la via dei versi.
Il tempo d'esistere è al capolinea
e un delicatissimo fiore
sboccia in una fenditura
facendosi spazio
tra rifiuti e cemento.
Il viso riflesso
a nasconder le pene
celate nel cuore.
La vita invadente
coinvolge la mente
Ma…
Il cuore sussulta
confuso e smarrito
vagando nel pianto.
Eppur nel dolore
continua a lottare
non può sprecare
neppure un istante
di questo tempo
che scorre veloce.
Non devi fermarlo
ma assaporare ogni attimo
come dono prezioso.
Non devi sciuparlo
ma nutrire con cura,
come nuova essenza
che...
Profumi d’amore.
Scritta il 13/06/2015



