Non è bello, ne ben curato,
ma guardandolo mi viene in mente
dell'ostile destino assegnatoci dal fato.
Come il prato ti preferivo incolto,
gioioso, libero e pieno di vita,
ma come quel di te che mi fu tolto
anche l'erba è stata ormai tagliata.
Però adesso senz' erba si vedono
buche profonde che come nei
snaturano la vergine natura.
Anche di te, cupe voglie macchiano
la mia tua immagine e capisco che non sei
semplicemente pura.
limpida e serena
un can che abbaia
ci porterà fortuna
tutto tace.
Le pavoncelle seguono ruotando
la ruota del pavone
che si sta abbellendo
a torto o a ragione
si spegne una face.
Frutta matura, verdura vuota
tra l'uva passa e un bicchier di vino
oggi è San Valentino
io, tanto per cambiare, sto a braccia conserte
sempre che a torto o a ragione
qualcosa si muova...
Sarà forse fortuna o forse un rumore
ma sta nascendo in me una speranza nuova.
pietose fetide piaghe
colonizzati in massa
multipli di se stessi.
Eunuchi o femmine
papponi o meretrici
senz'anima e senza Dio
esumati da fresche lapidi
o raccattati dai bassifondi
troneggiano nei troni
senza corone o allori
sfoggiando vergogne.
Un carrozzone sgangherato
attende papere e passere
sottomultipli replicanti
per nidificare ovunque.
Nuovi mostri associati
in esclusivi templi fasulli
fondono cervelli
e represse libidini
elogiando se stessi.
In Francia, così come in Spagna e in Inghilterra, persino nella lontana Germania, per non dire negli Stati Uniti d'America, -aspra, dolce Cina- e infine, per ripiombare da dove siamo venuti, in Italia, piovono notizie di immense sciagure.
Dov'è finito il Sol dell'Avvenire? Forse si è perduto in un rigo o è caduto da uno spazio?
Domani, il sole cadrà a picco sul Mar Jonio, sul Mar Tirreno, sul Golfo di Genova e La Spezia, sull'intero Mediterraneo...
Sull'Atlantico, sul Golfo di Biscaglia e sull'Oceano Pacifico, sul Mar della Cina e del Giappone, cani e gatti pioveranno dal cielo, corde e campanili si spezzeranno...
E nell'azzurro pacioso del Mar Adriatico si specchieranno ad uno ad uno i pesci, i branzini, le triglie, l'orate.
Cuor del mio cuore, ruvida terra mia, mi hai dato la vita ed ora te la rendo.
Rendimi gioiosa e fertile come la ragazza che sono stata e che sarò.
per favore
che Gesù fu crocifisso con due ladroni
in mio nome.
In mio nome
invece
dite
che amo ogni creatura vivente
in mio nome
dite
che amo la vita
sotto ogni forma
in cui si manifesta
non dite
che in mio nome
c'è chi muore per i miei peccati
perché i peccati
che ho commesso
sono nati
solo
nel nome dell'amore.
E a te, Dio vivente
che abiti il cuore
delle creature alate
si innalzi
questa mia preghiera pagana.
non son poi sì nuovo
ch 'il tempo si fa lieve
sembra tutto rinato:
una primavera dal dolce suono.
Non è un tempo che sembra felice
una notte di pianto - e la carestia
novo male. Sfioriscono i fior
di calicanto e le gemme sembrano
prenderci in giro: <<o tu uomo
che semini il raccolto, uomo pigro,
natura matrigna severa>> e di nuovo
infelice. E natura reagisce: ancora...
Ad un sentimento cortese
natura ratta si appiglia
per far sorgere gioia e maggese
in quei covoni di finissima paglia
non è un gentil dono, quello infelice:
invece è dono la gioia e la grazia
che gentile ancora si ridona
come fosse il deserto boscaglia:
come fosse che piove da ore
come fosse risorta la frasca.
A teatro nulla cambia
se non l’immaginazione
le scene quelle si sovrappongono
si contrappongono
si accavallano
seguono il copione ,
mai lo stesso,
mai gli stessi attori,
stesse poltrone, stesso sipario ,
ma mai , dico mai,
la stessa percezione .
Non se ne accorge lo spettatore distratto ,
annoiato, vuol tanto credere che sia sempre uguale.
Ma è lui il vero attore !
Si coinvolge,
si agita, si amalgama , partecipa ,
ride e pure si commuove.
Finita la commedia si spengono le luci ,
cala il sipario sull’ennesima finzione .
Ognuno lascerà li il sorriso
seduto sulla sua poltrona .
Tornerà alle sue abitudini
con la consapevolezza che lo riprenderà
alla prossima rappresentazione..
Perché è a teatro
che ognuno recita
la sua verità o la sua illusione.
Oggi il mio cuore chiede un po’ di pace,
per questo si nasconde al nuovo giorno,
per questo anche le stelle si spengono prima,
ognuno intorno, caso mai sorrida,
sorride di profonda amarezza!!
Neanche il cielo riesce a custodire
questa aurora d’infinita tristezza,
il silenzio è spezzato,
e lungo le strade non trovo più calore
nei sorrisi della gente,
tremano e poi piangono persino i sogni,
eppure escono dalla vecchia taverna
sonnolenti, scordano persino la chitarra,
tanto nessuno canta più,
dappertutto, c’è la guerra!!
Le mie ferite, non sono sanguinanti,
le mie ferite, non sono sul mio corpo,
sono invisibili, non si possono mostrare,
curare, bendare, guarire, dimenticare!
Non sono state inflitte per errore,
sono state volute solo per far male,
più delle lamette, delle mannaie affilate,
temperini, punte di vetro, lattine usate!
Le mie ferite sono più profonde, più dolorose,
procurate da sgomento, ingiustizia, cattiveria,
mi turbano l’Anima, spengono il mio Spirito,
con pace e mente, sono sempre in attrito!
Ho dato tutto in cambio di niente,
non c’è minuto ch’io non ci pensi,
ogni pensiero, mi mozza il fiato,
mi chiedo sempre, dove ho sbagliato!
Ferite atroci che il tempo allarga,
in questa amara sorte che s’accorcia,
a volte prego Dio per farmi perdonare,
ma manca la volontà, la forza di amare!
Spesso cerco di sfogare la mia rabbia,
anche se sarebbe solo fango in faccia,
meglio soffrire in Terra le pene dell’Inferno,
che esser bruciato in cielo dal Padre Eterno!
Un giorno però, come tutti, sarò giudicato,
le mie ferite saranno lette ad una ad una,
se sono stato io, causa del mio male,
è giusto che la mia condanna sia abissale!
Non avere timore di ciò che lasci
gioisci per ciò che troverai,
quando ci ritroveremo noi due
potremo condividerne la scoperta.
Beati coloro che risiedono nella Luce
preservati in eterno dai mali del mondo,
mai più conosceranno angosce o tormenti
che esagitano senza sconti anime inquiete,
nell'inquietante incedere degli eventi, nei giorni
sempre più arroventati da bellicose imposizioni.
Non avrai bagagli pesanti da trasportare, nessun peso
impedirà che tu possa raggiungere la Meta più Alta,
preziosi insegnamenti in ricordo perenne resteranno
a conforto di una vita sempre più incerta.
Sarà un regalo da custodire giorno dopo giorno,
importante e sincero, fungerà d'esempio
per comprendere quanto può essere preziosa
una vita vissuta all'insegna dell'amore donato.
Un vento di pensieri
alimenta nostalgie,
son gioie perdute
in un tempo lontano.
Lacerati cuori d'oggi
hanno vesti intatte
da sfoggiare domani.
Non scorderanno lamenti
o libertà precluse di fratelli,
bimbi massacrati
da ferocia invasiva
di sentimenti orfana.
Nell'atteso nuovo vento
foriero di pietà e amore
ritroveranno pace.
Ritrovarci nel rifugio, lontani da intrusi
dopo strenue lotte per madre terra,
dicendo basta a violenze e tradimenti.
Anime in frantumi, unico desiderio,
cancellare vortice d'orrore reale,
visto solo nella finzione d'un film.
Brividi sulla pelle,
aspettando la fine dell'incubo.
Mondo testimone sotto scacco,
osservatore timoroso, inerte.
Serve una carezza dal cielo a cancellare ombre
sciogliendo nodi d'un destino che ha ceduto
il passo senza ritorno all'odio senza perdono.
Nell'incertezza ci perdiamo in un abbraccio
forse l'ultimo, sigillando promessa di resistenza.
Una lontana preghiera per chi giace
riverso e freddo nella fossa comune.
Nessuna pietosa ghirlanda a coprire dolore,
solo fiocchi di neve, a nascondere l'orrore.







