Voci di popoli in cammino..
Voci arroganti
sui miseri corpi innocenti.
Intrise di pregiudizi
le voci dei potenti
e le incongrue affermazioni
celano palesi verità.
L'umanità implora!
Inascoltate, voci sofferenti!
Ma la benevola voce trascende
e s'inerpica nei meandri della coscienza.
Libera, voce che speri!
Libera, voce che ami!
8 commenti
Errare...
Andare dove?
Oh, sconosciuta
e ribelle inquietudine
che traccia potenti itinerari!
Strade da percorrere,
strade dritte verso il sogno.
Strade di salvezza,
sacre distrazioni
dal falso incanto del reale...
Ricerca di una croce consolatrice forse?
O vagabondare
senza riferimento alcuno,
nel pieno dominio
della più dolce avventura?
Ma l’errare è gioia del nuovo.
Non può aver definizione alcuna!
E’ il viaggio di Gauiguin
di Ulisse, di Gulliver,
di Robinson, del Faust!
...Infinite son le immagini
che circondano
la dinamica sublime idea:
Erotismo e voluttà, purezza,
amore ,conoscenza,
esilio....
E’ un risveglio arcano
che affiora dalle nostre
estreme profondità ...
E’ necessità dell’imprevisto,
del rischio, dell’errore, dell’incredibile.
Per nulla docile progetto!
Erriamo...
accompagnati dal nostalgico
sogno di noi stessi ,
con la voglia di spezzare i confini del finito,
e respirare l’incondizionato eterno.
Oh, errabondo errare!
Oh, fedele
e imprevedibile compagno,
che ci riporti sempre
verso la nostra vera casa.
Andare dove?
Oh, sconosciuta
e ribelle inquietudine
che traccia potenti itinerari!
Strade da percorrere,
strade dritte verso il sogno.
Strade di salvezza,
sacre distrazioni
dal falso incanto del reale...
Ricerca di una croce consolatrice forse?
O vagabondare
senza riferimento alcuno,
nel pieno dominio
della più dolce avventura?
Ma l’errare è gioia del nuovo.
Non può aver definizione alcuna!
E’ il viaggio di Gauiguin
di Ulisse, di Gulliver,
di Robinson, del Faust!
...Infinite son le immagini
che circondano
la dinamica sublime idea:
Erotismo e voluttà, purezza,
amore ,conoscenza,
esilio....
E’ un risveglio arcano
che affiora dalle nostre
estreme profondità ...
E’ necessità dell’imprevisto,
del rischio, dell’errore, dell’incredibile.
Per nulla docile progetto!
Erriamo...
accompagnati dal nostalgico
sogno di noi stessi ,
con la voglia di spezzare i confini del finito,
e respirare l’incondizionato eterno.
Oh, errabondo errare!
Oh, fedele
e imprevedibile compagno,
che ci riporti sempre
verso la nostra vera casa.
Un minuto,
una goccia di eternità,
un secondo che và,
un a notte che vola,
tra sogni infranti,
sonno dileguato.
Rabbia di ieri,
dolori segreti,
la notte và,
và via,
e ti lascia prono nel domani,
da solo,
silenzio.
Vorresti venisse un tempo diverso,
il tempo
del perdono el’amicizia
e della comprensione,
dell’ascolto e della pazienza;
m ail mondo è questo qua,
che ci vuoi fare;
bene e male,
giusto sbagliato,
un a lotta,
un a corsa continua,
verso il futuro.
una goccia di eternità,
un secondo che và,
un a notte che vola,
tra sogni infranti,
sonno dileguato.
Rabbia di ieri,
dolori segreti,
la notte và,
và via,
e ti lascia prono nel domani,
da solo,
silenzio.
Vorresti venisse un tempo diverso,
il tempo
del perdono el’amicizia
e della comprensione,
dell’ascolto e della pazienza;
m ail mondo è questo qua,
che ci vuoi fare;
bene e male,
giusto sbagliato,
un a lotta,
un a corsa continua,
verso il futuro.
Ciò che è senza nome
se ne stava muto a rimirare il sogno
l’idea decapitata dal mistero d’esser seme
in un rispetto reo confesso di primo destino
oscurando la volontà nelle mani del bambino
ricucite alle intenzioni ciarlatane in cuore.
Tutto così chiaro e doloroso.
Tutto premeditato al sentire il vero.
Eppur il gioco stanca più del sogno
promesse ingoiate scambiando le parole
ignare d’eternità e d’esser il loro stesso male
sui giorni rimasti ad invocar colore.
Seppi così che tutto può morire
ma non quello che vivente in sé
chiede al cielo un riposo in fondo
l’illusione d’esser vivo in tal supplicante muto.
se ne stava muto a rimirare il sogno
l’idea decapitata dal mistero d’esser seme
in un rispetto reo confesso di primo destino
oscurando la volontà nelle mani del bambino
ricucite alle intenzioni ciarlatane in cuore.
Tutto così chiaro e doloroso.
Tutto premeditato al sentire il vero.
Eppur il gioco stanca più del sogno
promesse ingoiate scambiando le parole
ignare d’eternità e d’esser il loro stesso male
sui giorni rimasti ad invocar colore.
Seppi così che tutto può morire
ma non quello che vivente in sé
chiede al cielo un riposo in fondo
l’illusione d’esser vivo in tal supplicante muto.
Sovente,
nel corso della vita,
ti percepisci
inadeguato
nel raggiungere
certi obiettivi;
onde annullare
la frustrazione
corrosiva,
pensi non sia
così importante
sognare;
però, rinunciarvi,
è come ricalcare
la già sfortunata
esistenza
di chi sia condannato
a sopravvivere;
osare, voler crescere,
cercare un miglioramento
non solo materiale
alla propria esistenza,
è un diritto irrinunciabile,
è progresso.
nel corso della vita,
ti percepisci
inadeguato
nel raggiungere
certi obiettivi;
onde annullare
la frustrazione
corrosiva,
pensi non sia
così importante
sognare;
però, rinunciarvi,
è come ricalcare
la già sfortunata
esistenza
di chi sia condannato
a sopravvivere;
osare, voler crescere,
cercare un miglioramento
non solo materiale
alla propria esistenza,
è un diritto irrinunciabile,
è progresso.
Quel fenomeno
che sa di magia
che tutti rapisce
e stordisce
come tramite una malia.
Di tutti lo sguardo è rapito
al cielo…
con occhialini protettivi
dai balconi,
dalle terrazze,
dal lavoro,
dalle proprie stanze,
tutti curiosano
sono in trepidante attesa….
Il giorno da il posto alla notte
il mondo si è spento
la luna non sa cosa fare
è un po’ in confusione.
“Poverella!”
dove farà la sua entrata trionfale
o è presto,
dovrà aspettare?
Intrattengo il respiro
lo intrattieni anche tu
sembra la fine del mondo
la fine di tutto ma…
una manciata di secondi
e poi un piccolissimo bagliore
uno spicchio di sole
si mostra di nuovo
e pian piano dei lineamenti suoi
il mondo ritrovo.
Quanti anni ancor
dovrò contar
prima che l’eclissi solar
potrà far palpitar
l’animo mio e la giornata fermar?
Esistere…
qual lieve segno,
tracciato sulla sabbia silenziosa.
Anonima presenza dell’essere!
Un gesto, un segno,
che vuole ricalcare,
replicare, l’irripetibile gestualità divina.
Una cosmogonia quasi…
esistere è
generare mondo,
desiderio e voluntas!
Che risolleva dalla misera miseria ,
che ci sottrae dall’oscuro oblio.
Sofferenza si!
Poiché inesausta gara
tra finito ed infinito,
illimitata, eterna,
antica lotta, tra uomini e Dei.
Ma come gli Dei,
il rosso fuoco ci arde dentro,
con la sua liberatoria forza
e la sua idea di libertà.
Amici poeti e artisti, tutti,
c’è sempre un nuovo
fuoco da accendere ,
poiché, veloce il nemico incalza,
per arrecare danno :
(L’ingiusto, il brutto, ci gira lieto, intorno)!
A noi ,l’ingrato, nobile compito
di svelare e rivelar bellezza ,
pur toccandoci di visitare
i più tetri abissi,
e le miserie più inquietanti.
L’esistenza ?
Perenne, eterna, solenne,
nostalgica tensione
di volersi riappropriare
dell’originaria, vera Patria… è il superar se stessi,
è donarsi al mondo… …
Quale grande segno!
qual lieve segno,
tracciato sulla sabbia silenziosa.
Anonima presenza dell’essere!
Un gesto, un segno,
che vuole ricalcare,
replicare, l’irripetibile gestualità divina.
Una cosmogonia quasi…
esistere è
generare mondo,
desiderio e voluntas!
Che risolleva dalla misera miseria ,
che ci sottrae dall’oscuro oblio.
Sofferenza si!
Poiché inesausta gara
tra finito ed infinito,
illimitata, eterna,
antica lotta, tra uomini e Dei.
Ma come gli Dei,
il rosso fuoco ci arde dentro,
con la sua liberatoria forza
e la sua idea di libertà.
Amici poeti e artisti, tutti,
c’è sempre un nuovo
fuoco da accendere ,
poiché, veloce il nemico incalza,
per arrecare danno :
(L’ingiusto, il brutto, ci gira lieto, intorno)!
A noi ,l’ingrato, nobile compito
di svelare e rivelar bellezza ,
pur toccandoci di visitare
i più tetri abissi,
e le miserie più inquietanti.
L’esistenza ?
Perenne, eterna, solenne,
nostalgica tensione
di volersi riappropriare
dell’originaria, vera Patria… è il superar se stessi,
è donarsi al mondo… …
Quale grande segno!
Città
illuminata a festa.
Una sera come tante
fra cinema e teatro.
Un drink
in compagnia.
Una serata
fredda.
File di gente
sui marciapiedi.
Si dirigono allo stadio
per una partita importante.
Quando tutto crolla
con il suono di mitragliette.
Che rimbomba
per tutta la città.
Si conclude
la partita della vita.
Per non dimenticare....
illuminata a festa.
Una sera come tante
fra cinema e teatro.
Un drink
in compagnia.
Una serata
fredda.
File di gente
sui marciapiedi.
Si dirigono allo stadio
per una partita importante.
Quando tutto crolla
con il suono di mitragliette.
Che rimbomba
per tutta la città.
Si conclude
la partita della vita.
Per non dimenticare....
L’ alba bussava al tuo uscio,
e tu, in anticipo, eri pronta a partire.
L’afa, il gelo,
un malessere di donna o, a volte,
la vita che dentro te cresceva,
non potevano trattenerti.
Non c’era tempo per indugiare,
il dovere era più forte del dolore,
dell’ansia e della paura.
Raccoglievi i tuoi capelli,
rinfrescavi il viso,
svuotavi il vaso della notte,
le direttive alla figlia maggiore
e via…
La campagna ti aspettava, andavi,
i tuoi piedi scalzi ma dalla pianta dura,
lasciavano le orme sul terreno,
a volte freddo, a volte arido o scivoloso
e sovente, di tutto, sassi taglienti o pungenti spine,
rallentavano il tuo incedere.
Conoscevi ogni erba dei campi,
tu seminavi, piantavi, innaffiavi, raccoglievi.
Fasciavi la legna
e pronto il carico sulla nuca,
riprendevi la strada del ritorno.
Il tuo cammino era distratto dal fuso che,
tra le mani, filava la lana.
Andavi immersa nei tuoi profondi pensieri…
Il pane, l’acqua alla fontana, i panni al fiume,
gli animali, la casa e poi…
il dolce appuntamento con gli anziani
e il rispettoso ossequio per loro.
Essi ti aspettavano, apprezzavano
la tua presenza, la tua compagnia,
il tuo aiuto, le quattro parole da scambiare.
Ciò rigenerava in loro, il cuore e lo spirito e
ricchi di saggezza elargivano, in cambio, consigli
e proferivano detti proverbiali.
Tu li amavi e li curavi al punto da non negargli
il calore del loro nido,
fino all’ultimo alito di vita.
Donna, tutto questo eri,
fin quando durava il giorno.
Poi si chiudevano gli usci;
uno sguardo fugace all’uomo
e il terrore d’incontrare l’ira nei suoi occhi,
presagio di un imminente sfogo su di te,
regalandoti segni evidenti per giorni;
un segno di croce,
si smorzava la debole luce del lume
e si auspicava l’arrivo del nuovo giorno.
e tu, in anticipo, eri pronta a partire.
L’afa, il gelo,
un malessere di donna o, a volte,
la vita che dentro te cresceva,
non potevano trattenerti.
Non c’era tempo per indugiare,
il dovere era più forte del dolore,
dell’ansia e della paura.
Raccoglievi i tuoi capelli,
rinfrescavi il viso,
svuotavi il vaso della notte,
le direttive alla figlia maggiore
e via…
La campagna ti aspettava, andavi,
i tuoi piedi scalzi ma dalla pianta dura,
lasciavano le orme sul terreno,
a volte freddo, a volte arido o scivoloso
e sovente, di tutto, sassi taglienti o pungenti spine,
rallentavano il tuo incedere.
Conoscevi ogni erba dei campi,
tu seminavi, piantavi, innaffiavi, raccoglievi.
Fasciavi la legna
e pronto il carico sulla nuca,
riprendevi la strada del ritorno.
Il tuo cammino era distratto dal fuso che,
tra le mani, filava la lana.
Andavi immersa nei tuoi profondi pensieri…
Il pane, l’acqua alla fontana, i panni al fiume,
gli animali, la casa e poi…
il dolce appuntamento con gli anziani
e il rispettoso ossequio per loro.
Essi ti aspettavano, apprezzavano
la tua presenza, la tua compagnia,
il tuo aiuto, le quattro parole da scambiare.
Ciò rigenerava in loro, il cuore e lo spirito e
ricchi di saggezza elargivano, in cambio, consigli
e proferivano detti proverbiali.
Tu li amavi e li curavi al punto da non negargli
il calore del loro nido,
fino all’ultimo alito di vita.
Donna, tutto questo eri,
fin quando durava il giorno.
Poi si chiudevano gli usci;
uno sguardo fugace all’uomo
e il terrore d’incontrare l’ira nei suoi occhi,
presagio di un imminente sfogo su di te,
regalandoti segni evidenti per giorni;
un segno di croce,
si smorzava la debole luce del lume
e si auspicava l’arrivo del nuovo giorno.
Abbandonati a noi stessi
dopo il tramontar del sole di Apollo,
dopo l’audace smarrimento
della delirante,
ebbra forza di Dioniso
e con essa del senso vitale della terra,
siamo ora, prigionieri di un’attesa.
Viviamo ormai della nostalgia
di quella Dionisiaca promessa
di rinascita profonda,
di antica, originaria assolutezza cosmica,
poiché, solo a metà stiamo morendo!
Smarriti , persi,
nella e dalla potenza
di questa epifania,
ci siam consegnati a strani etici commerci
rendendo sterile la nostra creativa identità.
Non più illusioni,
non più utopia, non più sogni…
(Eppur la storia è sempre stata cosa di grandi sognatori)!
…Catturati da uno strano vizio moderno ,
siamo ora rassegnati,
senza un credo:
Epoca senza più Dei,
senza più Eroi!
Scisso il nostro essere,
ormai, monca l’anima,
siam senza più l’incanto
per la lirica bellezza,
per quel senso dell’origine, che salva.
Urlooooo Romantico!!!
…Perché far prevaler la terra contro il cielo?
Gli uomini sugli angeli?
Perché consumarci nell’assurda
contemplazione delle tenebre,
diventando con malinconia ed arroganza,
sicuri alfieri del nulla,
della crisi immane,
dell’incomunicabiltà,
del non-senso!
Sarebbe forse ora di mettersi
a cercare la magnifica, aulica, persa dimensione …
… dobbiam trovare il nuovo Ermes!
dopo il tramontar del sole di Apollo,
dopo l’audace smarrimento
della delirante,
ebbra forza di Dioniso
e con essa del senso vitale della terra,
siamo ora, prigionieri di un’attesa.
Viviamo ormai della nostalgia
di quella Dionisiaca promessa
di rinascita profonda,
di antica, originaria assolutezza cosmica,
poiché, solo a metà stiamo morendo!
Smarriti , persi,
nella e dalla potenza
di questa epifania,
ci siam consegnati a strani etici commerci
rendendo sterile la nostra creativa identità.
Non più illusioni,
non più utopia, non più sogni…
(Eppur la storia è sempre stata cosa di grandi sognatori)!
…Catturati da uno strano vizio moderno ,
siamo ora rassegnati,
senza un credo:
Epoca senza più Dei,
senza più Eroi!
Scisso il nostro essere,
ormai, monca l’anima,
siam senza più l’incanto
per la lirica bellezza,
per quel senso dell’origine, che salva.
Urlooooo Romantico!!!
…Perché far prevaler la terra contro il cielo?
Gli uomini sugli angeli?
Perché consumarci nell’assurda
contemplazione delle tenebre,
diventando con malinconia ed arroganza,
sicuri alfieri del nulla,
della crisi immane,
dell’incomunicabiltà,
del non-senso!
Sarebbe forse ora di mettersi
a cercare la magnifica, aulica, persa dimensione …
… dobbiam trovare il nuovo Ermes!
Labbra dal sapor bianco torrone,
latte, mandorle e nocciole.
Sapor di ricordi quasi lontani,
pioggia in trasparente visione.
Brindiamo all'anno in arrivo,
verde l'età, nettare di propoli,
rimpianti in solo andata.
Amor, falda di seta,
coprir l'irreparabile della vita.
Aria pulita, incenso, oro e mirra.
Sublime e fantastica allegria.
Clessidra capovolta.
Anno vegetale,purvincolo,voce affine.
Speranza, fra cielo e mare, pace, amore.
Anno vorace, rispetto per altre vite..
Perle di coraggio attorcigliate al polso.
Umiltà, perdono siano pugno di mano.
Divina Misericordia ad essenza miracolosa.
latte, mandorle e nocciole.
Sapor di ricordi quasi lontani,
pioggia in trasparente visione.
Brindiamo all'anno in arrivo,
verde l'età, nettare di propoli,
rimpianti in solo andata.
Amor, falda di seta,
coprir l'irreparabile della vita.
Aria pulita, incenso, oro e mirra.
Sublime e fantastica allegria.
Clessidra capovolta.
Anno vegetale,purvincolo,voce affine.
Speranza, fra cielo e mare, pace, amore.
Anno vorace, rispetto per altre vite..
Perle di coraggio attorcigliate al polso.
Umiltà, perdono siano pugno di mano.
Divina Misericordia ad essenza miracolosa.
Il vecchio va, il nuovo arriva.
Momento ricco di lucentezza, si!
Ma che impone autentica lettura
e riflessione.
Incontriamo nel viaggio della vita,
qualcuno, molti!
Ma alla fine del tempo,
i conti li dobbiamo fare soli .
L’imminente fine d’anno
è come un grande specchio
che riflette, di noi , le azioni,
i bisogni, i pensieri, le emozioni .
Forse ci toccherà anche
di sentirsi soli:
chi, o che cosa
ci accompagnerà ancora,
in questo meraviglioso viaggio
che è la nostra vita?
La stella che orienta il nostro cammino
è sempre lì, fissa in cielo;
ci osserva, e chiede attraverso
il suo puro splendore,
di scegliere con attenta verità
la strada
che dovrà orientare ancora
i nostri passi...
…Forse la nostra solitudine?
Che non è, solo” la solitudine”,
Ma anche tutta la nostra unicità,
la nostra assoluta irripetibilità,
la nostra segreta e inviolabile identità,
capacità d’incontrarsi con l’indetrminato,
con la sublime casualità dell’accadere…
Il Nostro nuovo … siamo noi,
se saremo avventurosi, fedeli, coerenti e sinceri compagni di noi stessi.
Poiché solo l’amore per se stessi,
potrà essere vero amore per il mondo…. .Augurissimi!
Momento ricco di lucentezza, si!
Ma che impone autentica lettura
e riflessione.
Incontriamo nel viaggio della vita,
qualcuno, molti!
Ma alla fine del tempo,
i conti li dobbiamo fare soli .
L’imminente fine d’anno
è come un grande specchio
che riflette, di noi , le azioni,
i bisogni, i pensieri, le emozioni .
Forse ci toccherà anche
di sentirsi soli:
chi, o che cosa
ci accompagnerà ancora,
in questo meraviglioso viaggio
che è la nostra vita?
La stella che orienta il nostro cammino
è sempre lì, fissa in cielo;
ci osserva, e chiede attraverso
il suo puro splendore,
di scegliere con attenta verità
la strada
che dovrà orientare ancora
i nostri passi...
…Forse la nostra solitudine?
Che non è, solo” la solitudine”,
Ma anche tutta la nostra unicità,
la nostra assoluta irripetibilità,
la nostra segreta e inviolabile identità,
capacità d’incontrarsi con l’indetrminato,
con la sublime casualità dell’accadere…
Il Nostro nuovo … siamo noi,
se saremo avventurosi, fedeli, coerenti e sinceri compagni di noi stessi.
Poiché solo l’amore per se stessi,
potrà essere vero amore per il mondo…. .Augurissimi!
Ambedue, tu ed io, caro amico
camminiamo nello stesso labirinto!
Nel labirinto dei nostri sentimenti
che pur mai furono appagati.
Ma vogliamo lasciar sussistere
il sentire l'un dell'altro,
poiché sappiamo quanto
sia rosso e dolce il vino degli anelati sogni.
Lasciamo che essi vivano!
Tutto è bello, tutto è sacro,
tutto è infinitamente buono…
…Ieri ho amato,
oggi ho amato,
domani amerò ancora;
e di nessun amore,
di nessuna saggezza o sciocchezza
fatti per amore
io mai mi pentirò.
Non voglio vivere soltanto
per amore della vita o d’ell'amore per qualcuno.
Voglio passare attraversare l’Arte!
Ho bisogno del godimento solitario
e trasognato dell’artista...
...Oh, metamorfosi sublimatrice!
Rendi assoluto, trasforma
Amore ... in Arte!
Poichè, Arte è tutto ciò che è Giusto
tutto ciò che è Buono
che è Bello!
Allora si che riderà la vita! Che piangerà la morte!
Quando sarò riuscita a raggiungere di me…
…tutto di Me!
Un metamorfico augurio a tutti voi e un buon inizio
...all'insegna dell'amore più grande! BUON 2016... baci infinti...................HERA
camminiamo nello stesso labirinto!
Nel labirinto dei nostri sentimenti
che pur mai furono appagati.
Ma vogliamo lasciar sussistere
il sentire l'un dell'altro,
poiché sappiamo quanto
sia rosso e dolce il vino degli anelati sogni.
Lasciamo che essi vivano!
Tutto è bello, tutto è sacro,
tutto è infinitamente buono…
…Ieri ho amato,
oggi ho amato,
domani amerò ancora;
e di nessun amore,
di nessuna saggezza o sciocchezza
fatti per amore
io mai mi pentirò.
Non voglio vivere soltanto
per amore della vita o d’ell'amore per qualcuno.
Voglio passare attraversare l’Arte!
Ho bisogno del godimento solitario
e trasognato dell’artista...
...Oh, metamorfosi sublimatrice!
Rendi assoluto, trasforma
Amore ... in Arte!
Poichè, Arte è tutto ciò che è Giusto
tutto ciò che è Buono
che è Bello!
Allora si che riderà la vita! Che piangerà la morte!
Quando sarò riuscita a raggiungere di me…
…tutto di Me!
Un metamorfico augurio a tutti voi e un buon inizio
...all'insegna dell'amore più grande! BUON 2016... baci infinti...................HERA
Toccavo il cielo con un dito
e una stella raggiunsi
e la raccoglievo.
La riposi in un cassetto
a tutti mostravo
come brillava
com’era incandescente
com’era bella.
Ma poi….
si spense
non scintillava più
non sapevo cosa farmene.
E così capii
che quando ottieni qualcosa
non sempre ti renderà felice.








